Elezioni in Umbria, ricostruzione e l’incredibile storia di Arianna Verucci

Elezioni in Umbria, ricostruzione e l’incredibile storia di Arianna Verucci

da Giorgio Mulè
Dopo le polemiche seguite ai milioni di fondi per la ricostruzione assegnati alla famiglia di Vincenzo Bianconi, candidato alla presidenza della Regione Umbria sostenuto da Pd e 5Stelle, penso sia giusto rendere pubblica un’altra faccia della medaglia a proposito del post-terremoto. Ed è una faccia sporca e crudele. Riguarda Arianna Verucci, candidata di Forza Italia alle regionali e per ironia della sorte anche lei di Norcia come Bianconi. Arianna Verucci non ha avuto la stessa “fortuna” di Bianconi con i fondi della ricostruzione. Affatto. Le sono stati appena negati i fondi dalla Regione perché il padre, dal quale aveva rilevato la sua cioccolateria dopo il sisma, è morto e dunque l’impresa – guarda un po’ – “non è più esistente”.

Nel frattempo Arianna Verucci si è indebitata, non ha licenziato ne’ messo in cassa integrazione i suoi collaboratori per un solo giorno e ha riavviato la sua azienda. Questa vicenda è la miglior dimostrazione della totale e assoluta incapacità di chi finora ha gestito anche in Regione Umbria la ricostruzione: è un eccellente motivo, se mai ce ne fossero ancora da ricercare dopo gli scandali della Sanità, per voltare pagina e far in modo di tenere lontanissimi dalle stanze della Regione rappresentanti del partito democratico e dei 5Stelle. Di seguito la vicenda di Arianna Verucci come l’ho raccontata su Facebook dove ho allegato la mail della Regione Umbria che nega i fondi.

“E poi…poi c’è chi si rialza da solo. Poi c’è chi non chiude occhio perché non può permetterselo, perché ha chiuso occhi che non avrebbe mai voluto chiudere…e allora deve guardare avanti. Pensi che lo Stato ti aiuti, pensi che la tua Regione ti aiuti: glielo chiedi, ti volti ma tra la polvere delle macerie non vedi nessuno. E allora che fai? Aspetti che la polvere si posi e nel frattempo ricopra come un sarcofago quel che rimane della tua azienda?

No, tiri su le maniche, sfidi il mondo e provi con i tuoi collaboratori a ripartire. Da solo, Stato e Regione casomai arriveranno dopo.
Accendi mutui, ti indebiti.
Rimetti su tutto come prima.
Ricominci.
Ce la fai, riesci nel miracolo di non mandare a casa nessuno dei tuoi collaboratori anche per un solo giorno. Riparti.
Dopo tre anni la Regione si ricorda di te.
Tre anni.
E ti dice: non posso darti un centesimo. E sai perché? Perché – comunica “mamma” Regione – il tuo papà, quello che aveva inventato e creato l’azienda crollata è morto e la ragione sociale dell’azienda oggi è cambiata…
Tre righe, un distillato di crudeltà e imbecillità.
Bene.
Qualcuno è ancora disposto a credere che per i (pochi) fondi della ricostruzione non ci siano stati figli e figliastri nell’assegnazione?
E allora: se prima c’erano mille motivi per sostenere e votare Arianna Verucci, candidata di Forza Italia di Norcia, oggi ce n’è uno in più.
Ad Arianna che ha appena ricevuto questa becera comunicazione dalla Regione Umbria senza che i signori burocrati sentissero il bisogno di fare due passi o una telefonata per farsi spiegare l’accaduto, ad Arianna che per onorare la memoria del padre e della madre ha fatto la pazza e la pazzia di non andare via da Norcia, ad Arianna che eroicamente oggi sta ancora lì io dico di avere fiducia: il vento sta per cambiare in Umbria.
Può cambiare il 27 ottobre con le elezioni regionali: io che voto in Umbria soffierò in quella direzione e scriverò Verucci sulla scheda.
Arianna, io ci sono.
Stanne certa: saremo in tanti a soffiare.
E insieme diventeremo tempesta”.

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