Comitato Patrimonio Valnerina contesta opere a Sant Anatolia
Il Comitato Patrimonio Valnerina ha espresso una posizione di netta chiusura rispetto alle recenti dichiarazioni istituzionali riguardanti il completamento della statale 685 Tre Valli. La contestazione, è scritto in una comunicazione inviata in redazione dall’avvocata Valeria Passeri, si focalizza sul tratto compreso tra i chilometri 41,5 e 51,5, un’opera definita dal sodalizio come una forzatura calata dall’alto che ignorerebbe deliberatamente i diritti fondamentali delle popolazioni locali. Secondo i rappresentanti del comitato, la narrazione politica che descrive l’infrastruttura come un elemento strategico e improrogabile non tiene conto di pesanti criticità legali, sociali e ambientali che graverebbero sull’intero progetto. La mobilitazione popolare ha già prodotto risultati tangibili, con una raccolta firme che ha superato quota ottocento adesioni, a testimonianza di un dissenso radicato tra i residenti del territorio.
Il nodo degli usi civici e la legittimità
Uno dei punti centrali della battaglia legale riguarda la gestione dei terreni soggetti a uso civico nel territorio di Sant Anatolia di Narco. Attraverso una diffida formale, è stato evidenziato come l’attuale iter procedurale per il mutamento della destinazione d’uso di questi beni collettivi sia viziato alla base. La normativa vigente prevede infatti che la richiesta di trasformazione debba pervenire esclusivamente dall’ente proprietario, come il Comune o le comunanze agrarie, e non da un soggetto esterno come Anas. Questa discrepanza normativa metterebbe in dubbio la validità dell’intero percorso autorizzativo. La documentazione è stata inviata alle Procure contabili di Umbria e Lazio per fare luce anche sul possibile intreccio tra i finanziamenti del PNRR e i fondi destinati alla ricostruzione post-sisma, ipotizzando una sovrapposizione di risorse che meriterebbe verifiche approfondite.
Trasparenza e impatto sui flussi economici
Il Comitato Patrimonio Valnerina solleva forti dubbi anche sulla trasparenza dei dati tecnici forniti. Nel progetto mancherebbero analisi dettagliate sulla sicurezza stradale, specialmente per quanto riguarda i rischi di incidentalità nelle nuove gallerie previste. Oltre alla sicurezza, preoccupa l’impatto economico sui centri abitati della valle. La creazione di una via di scorrimento veloce rischierebbe di isolare borghi storici, deviando il traffico locale e penalizzando le attività commerciali del posto. Questo scenario di progressivo svuotamento demografico ed economico colpirebbe duramente realtà come Norcia e Cascia. Il comitato ha quindi richiesto un accesso formale agli atti per esaminare i presupposti di pubblica utilità dichiarati, ribadendo che lo sviluppo infrastrutturale non può avvenire a discapito della legalità e della salvaguardia del patrimonio collettivo.

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