Comitato rinascita Norcia scrive al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella

Situazione della zona terremotata di Norcia nel 3° anniversario dal sisma del 30 Ottobre 2016

Comitato rinascita Norcia scrive al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella

Comitato rinascita Norcia scrive al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella

La ricorrenza del 3° anno del devastante terremoto del 30 ottobre 2016, per Norcia e per il suo territorio, oltre ad essere un momento di rinnovato dolore, offre anche l’occasione per alcune considerazioni e riflessioni sulla situazione della popolazione locale nel dopo terremoto.

Come Comitato Rinascita Norcia, in questo primo anno di attività, abbiamo ripetutamente denunciato i preoccupanti ritardi dell’opera di ricostruzione a livello mediatico, istituzionale e nelle piazze, sia dell’edilizia privata, delle attività economiche, ma anche quella delle opere pubbliche e dei beni culturali e religiosi, consapevoli che la rinascita di un territorio passa per la simultanea ricostruzione di questo patrimonio.

In questa ricorrenza vogliamo denunciare in particolare la mancata ricostruzione di tutte le opere pubbliche del nostro Comune e in particolare gli stabili che ospitano i servizi socio-sanitari, strutture indispensabili per una zona isolata e marginale come la nostra e con una presenza considerevole di persone anziane.

Vivere 3 anni senza un ospedale, senza casa di riposo, con servizi sanitari adattati in strutture di emergenza e fortemente ridimensionati, significa vivere il dramma del terremoto in maniera ancora più dolorosa e disagiata. Ma ciò che più preoccupa la gente è il non vedere in prospettiva soluzioni ai problemi che quotidianamente l’assillano.

A 3 anni dal sisma, la nostra popolazione non ha ancora la possibilità di vedere il progetto di ristrutturazione dell’Ospedale di Norcia, del Distretto sanitario e del Dipartimento di prevenzione e la ricostruzione della Casa di riposo per anziani. E comunque, ciò che ci preoccupa di più è che spesso ci vengono date risposte contraddittorie su come si vogliono rendere agibili queste strutture, un fatto che ci fa pensare che si sono persi 3 anni per avviare la ricostruzione di queste importanti strutture e che purtroppo, in prospettiva, se ne perderanno altri per districarsi nei meandri della burocrazia.

Una situazione a dir poco vergognosa, che dimostra la lontananza abissale che c’è tra chi è preposto a risolvere i problemi del dopo sisma ed i bisogni delle popolazioni terremotate.

Visti i tempi lunghi per la ricostruzione o ristrutturazione di questi importanti servizi non si comprende perché non si sia provveduto in questi anni a fare idonee strutture di emergenza. Vorremmo sapere perché è stato detto no ad un ospedale da campo (vedi L’Aquila) o ad altre soluzioni locali che garantissero il servizio ospedaliero (vedi Cascia).

Si è invece preferito seguire soluzioni più vantaggiose da un punto di vista economico per la USL, come il trasferimento di personale medico e sanitario in altre sedi, la mancata sostituzione del personale andato in pensione, il ridimensionamento e l’eliminazione anche dei servizi territoriali come quelli di urologia, odontoiatria, del controllo cardiologico e ancora aspettiamo un  adeguato servizio di sostegno psicologico, servizio essenziale in una zona terremotata, e i promessi letti di osservazione breve fino a 3-4 giorni di degenza.

Tutte queste decisioni creano ulteriori problemi logistici ed economici per le popolazioni terremotate, costrette quotidianamente a fare decine e decine di km per usufruire dei servizi sanitari, con un aggravio economico non trascurabile nella spesa familiare.

Il Dipartimento di Prevenzione, ad esempio, a causa di carenza di interventi è ancora ospitato in angusti container di emergenza messi a disposizione dalla Croce Rossa Italiana, costruiti per dare risposte nell’immediato post-sisma, ma non idonei per ospitare servizi sanitari per un così lungo periodo.

Anche per la casa di riposo non si conosce ancora il progetto di ricostruzione e i nostri anziani da più di 3 anni sono ospitati in una struttura provvisoria di Foligno, una situazione che costringe familiari e dipendenti a fare 140 km per visitarli ed assisterli. E’ stata chiesta una delocalizzazione della struttura nel terreno a fianco della sede di questo importante servizio di Norcia, la protezione Civile ha risposto che quest’anno non ci sono i soldi per questa finalità e nel frattempo l’istituzione che li ospita in quel di Foligno, vuole mandare via i nostri anziani da dove sono ospitati. Una situazione che crea rabbia e sconforto tra le popolazioni terremotate, perché non ci fa vedere la luce in fondo al tunnel e sta togliendo le speranza per una rapida rinascita della nostra zona.

D’altro canto osserviamo che dopo 1 anno è già iniziata la ricostruzione del ponte Morandi a Genova. Dopo 3 anni a Norcia non è stata iniziata la ricostruzione di nessuna opera pubblica e non ci è dato conoscere neanche il progetto dell’Ospedale, della casa di Riposo, delle Scuole e delle altre decine di opere pubbliche la cui ricostruzione è certamente molto meno complessa della ricostruzione del ponte di Genova.

Da ultimo, ma non per importanza, vogliamo anche denunciare la mancata ricostruzione delle 81 chiese del Comune di Norcia, da considerare anch’esse opere pubbliche oltre che di importanza religiosa e culturale,  e delle sedi che ospitavano il nostro patrimonio culturale (musei e archivi storici). In primis quello della basilica di San Benedetto, simbolo identitario della nostra città, ancora sommersa da spessi strati  di macerie sotto le quali si stanno distruggendo le immagini sacre ancora sepolte e la cripta della basilica, luogo natale dei santi patroni Benedetto e Scolastica.

Chi di dovere dovrebbe informarci a che punto è l’iter di ricostruzione di questo patrimonio, un metodo questo per farci sentire partecipi di quest’opera di rinascita della nostra zona, ma anche per farci sentire cittadini italiani, al pari degli altri.

Nella speranza che vi sia quanto prima un cambio di passo su queste vitali realizzazioni, restiamo in attesa di positive comunicazioni nel merito.

Distinti saluti.

Norcia, li 30 ottobre 2019 – Il gruppo di Coordinamento del Comitato Rinascita Norcia

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