Tre storie di dolore e rinascita ispirate alla Santa di Cascia
Il Monastero di Santa Rita da Cascia ha svelato i nomi delle tre donne che riceveranno il prestigioso Riconoscimento Internazionale Santa Rita 2026 in occasione della Festa della Mamma. Sono Fannì Curi, Lucia Di Mauro e Mirna Pompili le prescelte per questa edizione: madri e mogli che hanno attraversato l’abisso del dolore e ne sono uscite trasformate, diventando testimoni viventi di perdono, fede e speranza. La cerimonia ufficiale si terrà il 21 maggio prossimo, mentre il giorno successivo, 22 maggio, la comunità mondiale si raccoglierà per la solenne Festa di Santa Rita.
Un messaggio che sfida il nostro tempo
Le vicende di queste tre donne richiamano direttamente la parabola esistenziale della Santa di Cascia, che perse il marito e i figli in circostanze drammatiche e scelse comunque la strada del perdono e dell’amore. La badessa del Monastero ha commentato con parole dense di significato: «In queste donne ritroviamo il volto più autentico di Santa Rita. Hanno conosciuto il dolore più profondo e, proprio lì dove tutto sembrava perduto, hanno scelto di generare ancora vita, speranza, amore. In un tempo segnato da divisioni e ferite, le loro storie ci ricordano che il perdono non è debolezza, ma una forza capace di cambiare il cuore delle persone e delle comunità».
Fannì Curi: il dono della vita oltre la perdita
La prima delle premiate ha vissuto una delle prove più difficili per una madre: la morte del figlio Luca, nato con una grave cardiopatia. Il bambino è stato sottoposto a numerosi interventi chirurgici prima di spegnersi, ma Fannì non si è lasciata annientare dal dolore. «Ho sempre ringraziato Dio per il dono della vita di Luca», racconta oggi con una serenità che lascia senza fiato. La sua storia personale custodiva però un’altra ferita: la scoperta tardiva di essere stata adottata, e la consapevolezza che sua madre biologica non l’aveva abbandonata per egoismo, ma per impossibilità. Da quella duplice sofferenza è nato un percorso di riconciliazione che l’ha portata, insieme al marito Sante, a dedicarsi ai più fragili. Prostitute, senzatetto, genitori in lutto: a tutti Fannì offre quell’amore che lei stessa ha faticosamente imparato a ricevere. «Tutto l’amore che non ho avuto, sento di doverlo dare», confessa.
Lucia Di Mauro: il perdono che salva una vita
La seconda storia è forse quella che più radicalmente interroga le coscienze. Lucia Di Mauro ha perso il marito, guardia giurata, ucciso da quattro ragazzi. Tra questi, un diciassettenne finito nel carcere minorile. Invece di lasciarsi andare all’odio, Lucia ha compiuto un gesto che molti hanno faticato a comprendere: ha scelto di incontrare quel ragazzo. Un direttore illuminato dell’istituto penale e l’incontro con don Luigi Ciotti hanno fatto da sfondo a un percorso inaspettato. Lucia non solo ha incontrato il giovane assassino, ma ha continuato a seguirlo nel tempo, prendendosi cura di lui come se fosse un figlio. Oggi quel ragazzo sta costruendo una nuova vita, e Lucia vigila silenziosamente sul suo cammino. Una scelta che rompe ogni logica di vendetta e apre a una giustizia che non dimentica la sofferenza, ma la trasforma.
Mirna Pompili: dalla disperazione alla fede condivisa
Mirna Pompili ha perso la figlia Camilla in un incidente. Il dolore era talmente grande da sembrare insopportabile. Eppure, invece di cercare un colpevole, Mirna ha sentito il bisogno di rassicurare la donna coinvolta: il suo cuore e quello della sua famiglia non erano abitati dal rancore. Un gesto di compassione straordinaria che ha aperto una strada inedita. Nel tentativo di sostenere l’altra persona, Mirna ha trovato un modo per non soccombere alla disperazione. Da quell’incontro è nato un cammino di fede che ha avvicinato entrambe alla preghiera e ai sacramenti. Una testimonianza che richiama direttamente la figura di Santa Rita, capace di attraversare il dolore senza lasciarlo diventare odio.
Dalle madri alle famiglie: nasce l’Oasi Santa Rita
La Fondazione Santa Rita, ente filantropico voluto dal Monastero, ha scelto di tradurre questi valori in un progetto concreto. In occasione della Festa 2026, viene lanciata la realizzazione dell’Oasi Santa Rita a Porto Recanati: una struttura ricettiva non profit destinata a persone con disabilità e alle loro famiglie. Non si tratta di un semplice intervento edilizio, ma di un vero cambio di paradigma culturale. Si passa dall’assistenzialismo alla piena partecipazione, dall’accessibilità al design universale. L’Oasi sarà uno spazio pensato per garantire autonomia, dignità e qualità della vita, dove il tempo libero, la bellezza, il benessere e le relazioni diventino diritti e non privilegi. L’investimento stimato supera i 2,4 milioni di euro, e il progetto si sviluppa in più fasi. Per sostenere questa missione è attiva la campagna di raccolta fondi dal titolo “Il cuore di Santa Rita batte insieme al tuo”. Chi desidera contribuire e ricevere in dono lo speciale bracciale della Festa può visitare il sito festadisantarita.org.

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