In Valnerina non si può neanche morire, molti cimiteri sono zona rossa

In Valnerina non si può neanche morire, molti cimiteri sono zona rossa
credits ph: Comitato Rinascita Norcia

In Valnerina non si può neanche morire, molti cimiteri sono zona rossa

In Valnerina non si può neanche morire, molti cimiteri sono zona rossa

del Direttore
Marcello Migliosi
Una lunga carovana di gente, verosimilmente, con le proprie auto si muoverà dalle città del cratere del terremoto alla volta di Roma il primo di giugno. Da Norcia, annuncia il Comitato Rinascita, abbiamo in mente di partire e convergere tutti ad Orte per poi proseguire verso Roma, sempre per strade consolari, e in ogni caso secondarie.

Sono consapevoli, ovvio, che la “fiumana” di persone, che si prevede, a bordo di auto potrebbe costituire un pericolo e un grande intralcio per il traffico e che non potrà, per questo, essere ammessi a viaggiare in A1. Ma i terremotati del cratere sono intenzionati a far sentire la loro voce: “Se non facciamo così – dicono – non ci ascolta più nessuno”.

Qualche giorno fa il sindaco nursino, Alemanno, era finito tra le polemiche per le parole pronunciate a Bruxelles: “La gente di Norcia sta tornando alla normalità, e i giovani che sono qui con i #EUSolidarityCorps fanno parte di quella normalità. Ci hanno portato speranza”.

Quella dal 1 giugno, quindi, è una di quelle date da segnare sul calendario. La protesta si sposta ed esce dalle città e da quanto di intatto ha lasciato la terrificante sequenza dei terremoti del Centro Italia. Norcia, già impegnata nei giorni scorsi nella manifestazione dei “Lenzuoli bianchi

Il Comitato Rinascita Norcia scrive: «Non ci si può ammalare perché non abbiamo un ospedale; non si può morire perché molti cimiteri sono ancora zona rossa; i nursini non possono svolgere nessuna attività sportiva d’inverno o riunirsi anche per una semplice assemblea condominiale per mancanza di strutture; l’ economia locale è allo stremo; la popolazione vive continue situazioni di disagio; per non parlare della ricostruzione. “Ritorno alla normalità”?? Forse ci siamo distratti noi, staremo più attenti».

I motivi della protesta sono quelli “antichi“, sì perché è passato così tanto tempo che non si può parlare di “problematiche” insorte recentemente.

Orrenda burocrazia, lungaggini che hanno “imbrigliato e immobilizzato i territori del cratere“. Ricordiamo che nelle tante interviste video che abbiamo realizzato, la risposta è stata sempre la stessa: “Non ci sarà burocrazia“. Un piffero signori miei, una beata m….direbbe Cetto La Qualunque.

Una situazione drammatica in tutti quei casi in cui il sisma ha distrutto tutto e l’avvicendarsi di tre commissari per loro non ha portato a soluzioni concrete, come scrive l’appenninocamerte.info. 

Così i terremotati hanno deciso che non è più possibile aspettare e hanno deciso di scendere in piazza nella speranza di coinvolgere anche associazioni, comitati, ordini professionali e cittadini solidali con la parte di Marche che dopo due anni e mezzo sta soffrendo.

Appare chiaro, proprio per evitare i tanti, troppi, Cetto La Qualunque, che la data del 1 giugno è stata scelta in quanto successiva alle elezioni al fine di evitare strumentalizzazioni.

La voce di protesta si leva contro le istituzioni, tutte e nessuna esclusa, con l’obbiettivo che si cambi passo e si inizi con la ricostruzione vera delle “nostre case e dei nostri territori”.

Da quella terribile data del 24 agosto 2016, poi seguita dalla terrificante scossa del 30 ottobre 2016, sono passati tre governi: Governo Renzi (dal 22 febbraio 2014 al 12 dicembre 2016), Governo Gentiloni (dal 12 dicembre 2016 al 1 giugno 2018) e Giuseppe Conte (dal 1 giugno 2018).

«Tre governi e altrettanti commissari (Errani De Micheli Farabollini ndr) – scrivono – ma la musica è sempre la stessa. Dobbiamo essere uniti e arrabbiati per chiedere a tutti un cambio di passo, no a strumentalizzazioni politiche e elettorali».

Oggi 4 maggio a Campi di Norcia (strada tra Preci e Norcia) alle 17 avrà luogo “Raccordiamoci, in cui verrà presentata la proposta di protesta del Comitato spontaneo organizzatore 1° Giugno, costituito dai terremotati del cratere. L’iniziativa sarà messa in atto il Primo Giugno. “Tutti i terremotati, i comitati, le associazioni, che intendono partecipare e sostenere la protesta dei terremotati del centro Italia, stanchi e delusi dalle istituzioni tutte, sono invitati a partecipare”, questo l’invito degli organizzatori.

La “guerra” per la ricostruzione, sarà lunga e difficile, si legge sulla pagina Facebook, visti i risultati raggiunti fin’ora da tre governi e altrettanti commissari…i primi 2 hanno fatto disastri incalcolabili, il terzo non ha cambiato nulla di sostanziale…

il lenzuolo della protesta non c’è più

La evidente intenzione delle istituzioni – aggiungono sulla pagina de La Voce dei Terremotati – è quella di allungare all’infinito i tempi.. far spopolare questi territori.. per morte, per stanchezza, per scelte dettate da esigenze lavorative e scolastiche, per mancanza di servizi essenziali. Per fermare questa deriva drammatica, c’è bisogno di uno scatto di orgoglio da parte di tutti i terremotati del cratere, ognuno faccia il suo pezzetto come meglio crede, ma lo faccia, facciamolo. Soltanto un grande forte e costante grido da parte del territorio, forse ci potrà far sperare in una VERA ricostruzione».

«Dobbiamo distinguere chi protesta per sé per farsi pubblicità – c’è scritto -, per sedersi a tavoli e magari per interessi personali o politici. Da chi protesta perché è VERAMENTE INCAZZATO. Questa è la sola e unica differenza, tra un modo di protestare e un altro. Ben vengano tutte le proteste di TERREMOTATI INCAZZATI DAVVERO.. lontano da noi invece, gli sciacalli del dolore».

Ma di manifestazione pare essercene anche un’altra, data già decisa e con tanto di locandina e sempre su Roma. “Ora o mai più, su la gesta, non abbiamo governi amici i terremotati del Centro Italia scendono in piazza sabato 18 maggio”. Data fissata, quindi, raduno ore 9,30 a piazza del Popolo e ore 10 a piazza Montecitoriio.

Chiedono – cavolo se hanno ragione – stop a selfie e passerelle, per una ricostruzione veloce, partecipata e democratica. Per il lavoro, il reddito e la dignità dei terremotati, per la trasparenza nella gestione dei fondi pubblici. Il tutto organizzato dal Coordinamento dei comitati Terremoto Centro Italia.

Sulla pagina la Voce dei terremotati si è levata anche un po’ di polemica per questa, chiamiamola così, “disunione” nell’organizzare una manifestazione di protesta. C’è chi, però dice: “Va bene che ce ne siano anche due…importante è farsi sentire”.

E’ il dolore, il dramma di una popolazione dimenticata. Questa è la realtà. Fiumi di parole, vivaddio quante ne abbiamo sentite. Tanti si sono “sperticati” nella rassicurare tutti e invece – colpisce la frase del Comitato Rinascita Norcia – in Valnerina non si può neanche morire perché alcuni cimiteri sono ancora zona rossa.

E c’è anche chi – e dovrebbe vergognarsi – ha strappato via ad Accumoli e a Norcia, il lenzuolo bianco della protesta. C’era scritto “RICOSTRUZIONE SICURA SUBITO”, ricostruzione, forse in futuro, sarà una parola/concetto che verrà inserita tra i diritti inalienabili dell’uomo. Bisognerà indicarla in 3D in quanto pare che tutti se ne freghino, che tutti se ne infischino…

Non c’è più neanche la possibilità di protestare democraticamente, c’è chi vuol tappare la bocca a migliaia di persone che vivono ogni giorno nel disagio, nella sofferenza e ne dolore.

«Il fatto che la protesta dei lenzuoli bianchi sia diventata virale – scrive il Comitato Rinascita Norcia -, attirando l’attenzione anche dei media nazionali, preoccupa qualcuno? Chi non sopporta una forma di protesta pacifica nata per evidenziare i ritardi e gli errori nella gestione della ricostruzione a Norcia? Continueremo a sostenere la protesta con ancora più determinazione, convinti di essere dalla parte giusta: dalla parte dei terremotati».

E noi, per quanto ci sarà possibile nella nostra modesta e umile opera di informatori, saremo al loro fianco.

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