Servizi sanitari a Norcia, diritti non rispettati, riprovevoli casi di malasanità

 
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Servizi sanitari a Norcia, i cittadini scrivono alle istituzioni

Servizi sanitari a Norcia, diritti non rispettati, riprovevoli casi di malasanità

I cittadini, le associazioni, i comitati e le organizzazioni del territorio di Norcia esprimono la loro profonda preoccupazione per la grave situazione in cui versa il nostro Servizio Sanitario e Ospedaliero. Alcuni riprovevoli casi di malasanità verificatisi negli ultimi giorni, hanno ancor più messo in risalto le gravi carenze sanitarie che gravano sulla salute della nostra popolazione, acuitesi con le distruzioni causate dal terremoto e con la pandemia del Covid.

Per questa ragione invitiamo le istituzioni farsi parte dirigente per superare questa drammatica situazione e per portare avanti in maniera più energica un’azione di protesta nei confronti delle autorità competenti, al fine di ridare alla nostra terra un Servizio Sanitario degno di un Paese civile.

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A partire dalla ristrutturazione e riapertura dell’Ospedale di Norcia ormai chiuso dal giorno dell’evento sismico e delle altre sedi sanitarie territoriali. Non comprendiamo perché dopo quasi 5 anni dal sisma non si conosce ancora la data d’inizio certa dei lavori di ristrutturazione, malgrado lo stabile non abbia riportato danni gravi e malgrado i falsi annunci di questi anni.

Come sarebbe opportuno chiarire perché dopo il sisma non è stato fatto costruire l’ospedale da campo, soluzione dimostratasi valida in varie parti d’Italia durante quest’emergenza Covid. Oppure perché non è stato delocalizzato l’Ospedale in altra struttura, come è stato fatto per l’Ospedale di Cascia.

Altro quesito che i cittadini si chiedono è perché non è stato più costruito il modernissimo Ospedale da parte della Principessa del Kuwait, un’opportunità che invece ha determinato ritardi nell’opera di ristrutturazione del nostro ospedale, tra l’altro finanziata dallo Stato all’indomani del sisma. Alle carenze strutturali, relegate nei limitati spazi dell’ala nuova dell’Ospedale e nei prefabbricati dell’emergenza, si somma la riduzione del personale a causa di pensionamenti e trasferimenti.

Il Servizio 118 è privo di medico a bordo durante le ore notturne, e si avvale di autoambulanze scarsamente attrezzate e prive del sistema a trazione integrale. Dopo il terremoto sono stati eliminati diversi servizi ambulatoriali, un ulteriore penalizzazione che costringe la nostra gente a recarsi sempre più spesso fuori zona, anche per semplici interventi sanitari, come la sostituzione di un catetere. Una situazione che si sta aggravando visto che coloro che si sono vaccinati, sono stati costretti a recarsi a Spoleto e oltre. Anche gli altri Servizi Sanitari presentano gli stessi ritardi.

  • La sede del Distretto Sanitario è lungi dall’essere ricostruita e non è stata ancora delocalizzata.

Questo Servizio è stato depotenziato nelle figure professionali creando seri problemi alla sua funzionalità, il Direttore Sanitario e il Direttore Amministrativo, andati in pensione, non sono stati sostituiti, come non è stato sostituito un altro medico andato in pensione e i medici di famiglia trasferiti.

La gestione sanitaria di 10 Comuni è rimasta sulle spalle di un solo medico che deve farsi in quattro per gestire l’emergenza Covid oltre alle normali attività sanitarie. Questa preoccupante situazione , genera drammi come quello subito dalla tredicenne di Norcia affetta da Covid che ha rischiato di morire il mese scorso, per le carenze sanitarie sopra segnalate, che si acuiscono nei giorni festivi.

La guardia medica si è rifiutata due volte di visitare la ragazzina. Il servizio 118 chiamato da questa famiglia non ha potuto dare risposte perché non aveva di notte il medico a bordo. Solo il successivo trasferimento presso l’Ospedale di Foligno prima e poi di Ancona, dove è giunta quasi in fin di vita e la giusta terapia applicata ha determinato il salvataggio di questa ragazza.

Il caso del nostro concittadino colpito da infarto a Forca Canapine, deceduto prima dell’arrivo dell’ambulanza del 118. Ricordiamo inoltre che l’Azienda Pubblica Servizi alla Persona è ancora delocalizzata in quel di Foligno, con i problemi logistici sia per i familiari che per il personale.

La ricostruzione della sede storica non si sa quando inizierà e la delocalizzazione promessa in loco dalla Protezione Civile e dall’Associazione Lion Jnternational non si sa ancora quando verrà realizzata. Nell’auspicio che sindaco e istituzioni escano dal proprio atteggiamento ottimista e giustificativo dei ritardi sopra denunciati, restiamo in attesa di risposte serie e concrete sui provvedimenti che lei e le autorità competenti hanno il dovere di portare avanti per garantire anche a noi cittadini del territorio di Norcia, quel diritto alla salute sancito dall’art. 32 della Costituzione.

Come auspichiamo di avere lei e l’Amministrazione Comunale al nostro fianco nei prossimi mesi, quando metteremo in atto azioni di protesta e di proposta, per ridare a Norcia e al suo territorio un Servizio Sanitario e Ospedaliero degno di un paese civile.

 

Originale lettera, leggi qui

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