Assistenza sanitaria in Valnerina arriva lettera in redazione da Antonio Bellezza

Assistenza sanitaria in Valnerina arriva lettera in redazione da Antonio Bellezza
Luca Barberini

Assistenza sanitaria in Valnerina arriva lettera in redazione da Antonio Bellezza

Alla dr.ssa  Simonetta  Antinarelli

Al  Sindaco di Norcia

Alla redazione Umbria de “ Il Messaggero”

Alla redazione de Valnerina oggi

Facendo riferimento alle recenti dichiarazioni dell’assessore Barberini relative all’assistenza sanitaria in Valnerina (ampiamente pubblicate) e alle ancora più recenti notizie stampa relative alla acquisizione di apparecchiature per telemedicina “neurologica”, vorrei (in quanto medico e cittadino)  comunicare quanto segue.

  1. il programma di assistenza sanitaria in Valnerina, tardivamente proposto come “priorita’ ”, trascura tutte le esigenze della popolazione per quanto esse siano esprimibili in termini tecnico-scientifici. A parte il famoso elicottero (o piste per), mitologico esempio di bugie e comunque inutile,(nella bocca dei politici da quando il velivolo è stato ideato) si continua a parlare di “ospedale di Norcia” quando di fatto non esiste una struttura meritevole di questo nome. Le stesse indicazioni viarie possono essere fonte di gravi disguidi per persone temporaneamente e inconsapevolmente residenti in città e potenzialmente suscettibili di severe ripercussioni mediche e medico-legali. La appropriatezza tecnico scientifica è ormai reperibile in numerose pubblicazioni come Remuzzi,  La salute non è in vendita, ed. Laterza ed altre legate ad un concetto: si può discutere di assistenza sanitaria secondo dati scientifici, pur non tralasciando le caratteristiche umane del SSN quale è stato concepito dalla sua fondazione  A questo sono collegati lavori della Fondazione GIMBE del prof. Antonino Cartabellotta e lavori della Fondazione Cochrane ispirati ai principi della EBM (evidence based medicine). Si può infatti dare una impostazione logico-razionale alle iniziative sanitarie che tengano anche presente il problema dei costi, inteso in senso etico e non aziendale.

2) E’ evidente e non deve certo ribadirlo l’ass. Barberini che l’assistenza sanitaria si svolge e si attua primariamente sul territorio. E’ altrettanto evidente (per motivi demografici e geografici) che un polo di riferimento centralizzato per la Valnerina deve essere istituito, ma senza navigare a vista bensì con un progetto, con una rotta da seguire. Tralasciando tutti i termini anglofoni usati più che altro per confondere le idee (più quelle dei politici che quelle dei cittadini), in Valnerina, da prima del terremoto, è necessario mettere in funzione un Pronto Soccorso efficiente (non un Primo Soccorso che è una struttura diversa),un reparto medico per pazienti prevalentemente anziani (cioè dotato di attrezzature volte al trattamento di patologie geriatriche) ma non necessariamente limitato a queste per la labile differenza clinica esistente fra le discipline e  per la altrettanto labile differenza fra trattamenti di bassa, media e alta intensità che l’assessore sembra ben conoscere ma che nessuno ha mai codificato in modo razionale.

3) recenti pubblicazioni (alle quali ho in parte fatto già rifermento) che possono essere lette dall’assessore e dal Direttore Generale sottolineano come sia esigenza del paziente essere seguito da uno stesso medico nei procedimenti diagnostici e per quanto possibile terapeutici. Uno dei motivi per i quali si fa ricorso alla “intra moenia” è proprio questo. Non tanto ridurre i tempi di attesa ma essere certi di rivedere lo stesso sanitario. La presenza di agende (termine molto gradito alle dirigenze politiche) di prenotazione relative a tutta la regione (il tanto amato CUP) non solo non ha abbreviato le liste di attesa, anzi le ha incrementate, ma ha sconvolto l’orientamento dei pazienti e dei loro familiari per la perdita di punti di riferimento e rende difficile oltre il dovuto il lavoro dei medici costretti a vedere una persona “ a pezzi “. Un pezzo a Città, di Castello, uno a Foligno, uno a Terni e così via. Questo tipo di programmazione è contrario a qualsiasi procedimento che segua principi moderni di logica assistenziale. Tali principi esistono e sono stati espressi da numerose associazioni internazionali e nazionali di medici, epidemiologi e statistici . In altri lavori si legge come il “ regionalismo sanitario” costituisca una piaga per il SSN, sia in termini di uguaglianza assistenziale, sia in termini di spesa, sia infine in termini di appropriatezza delle prestazioni.

Oltre a quanto detto cosa quindi può essere fatto ragionevolmente in Valnerina?

Una serie di servizi dedicati alla popolazione residente, senza regionalizzarli con il CUP o almeno facendolo rispettando il “decalogo” di fonte regionale del 2008 (con cui si raccomandava la appropriatezza delle richieste, mai rispettato). Radiologia, ambulatorio ortopedico-reumatologico e chirurgico,odontoiatria, cardiologia. Ma per essere coerenti con quanto sovra espresso è necessario che i medici responsabili del servizio specifico siano assegnati solo a quel servizio e lo possano organizzare anche nei vari, piccoli distretti.  Deve essere loro concessa la possibilità di aggiornamento nell’ambito dei presidi USL o altrove in orario lavorativo, per non perdere quelle professionalità che hanno bisogno di gratificazioni non solo monetarie e per migliorare l’assistenza dei pazienti in Valnerina.

Deve infine essere migliorata la rete dei trasporti ( forse dovrebbe essere iistituita) fornendo servizi automobilistici che rendano possibili spostamenti per persone  che ne hanno necessità da piccole località decentrate alla sede centralizzata dell’esame o dell’accertamento clinico prescritto.

4 ) La telemedicina.

Si tratta di una modalità di trasmissione dati apparentemente semplice ma in realtà molto complessa. Poiché Norcia o la Valnerina nel suo insieme non si trovano a centinaia di KM dal più vicino ospedale attrezzato, possiamo ridurla a due concetti di base: la telediagnosi e il teleconsulto.

In entrambi i casi è necessario predisporre un collegamento informatico, con la minore possibilità di interruzioni o di rallentamenti. A mio parere i collegamenti satellitari sono i più adeguati, oltre che i meno costosi. Ma le decisioni regionali puntano altrove. Non posso non dire che in anni di lavoro a Norcia i collegamenti in rete non hanno funzionato pienamente per oltre 15 giorni consecutivi. Ma questo Barberini non lo dice. O non lo sa, il che sarebbe anche peggio.

Nel caso del teleconsulto è necessaria la presenza bilaterale di un medico specialista mentre nel caso della telediagnosi il medico richiedente può non essere specialista nella disciplina di riferimento. Si sottolinea comunque che nulla può sostituire l’osservazione diretta. Nel caso della diagnostica per immagini prevale come validità il teleconsulto, ma con appropriate procedure stabilite dall’azienda (mai stabilite fino ad oggi)che comportano precise assunzioni di responsabilità  e quindi ignorate. Ance la telediagnosi può avere dei vantaggi sulla assenza in loco dello specialista. Nel caso delle altre discipline, vista la sostanziale esiguità di urgenze cliniche che abbiano necessità di diagnosi a distanza, (in assenza poi di possibilità di trattamento) ricorrere a metodiche di trasmissione dati può essere importante in Sierra Leone o in Tanzania, ma di limitato interesse in Valnerina, in cui la decisionalità del medico di pronto soccorso prevale su qualsiasi teleconsulto o telediagnosi.

 In parole povere , a parte le problematiche legali legate al rispetto della riservatezza dei dati e al consenso informato del paziente, “si fa prima”a trasferire il malato che a procedere con complicati sistemi di telediagnosi che si concluderebbero sempre con la frase “opportuno sottoporre il paziente a visita specialistica”. Questo in Italia, ovviamente.

Per le consulenze possibili invece in condizioni normali con trasferimento immagini, la rete regionale non serve,sarebbe necessario come già detto un collegamento satellitare con il quale dati radiologici, immagini istologiche o microbiologiche o qualsiasi dato clinico possano essere trasmessi in tempo reale in centri internazionali di riferimento. Ma questo si può fare con il satellite.

CONCLUDENDO

Non promettere ciò che non si può mantenere o che è scientificamente e tecnicamente inutile.

Non ripetere ad ogni incontro con i cittadini cose già dette e ripetute da 20 anni o più.

Presentare progetti realistici e realizzarli.

Far funzionare quanto  realizzato.

Non parlare di ciò di cui non si ha la minima competenza.

ELIMINARE il regionalismo santario

Quod non fecerunt barbari fecerunt Barberini.

Antonio Bellezza

Norcia.

Eventi in Umbria

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*