Terremoto, bando per danno indiretto e zona franca, meccanismo un po’ particolare

Terremoto, bando per danno indiretto, un meccanismo particolare

di Marcello Migliosi
Terremoto, bando per danno indiretto e zona franca, meccanismo un po’ particolare Aziende e bando per il danno indiretto da terremoto, un binomio che rischia di mettere sul lastrico gli imprenditori più di quanto non l’abbia già fatto il sisma. Il dispositivo prevede un meccanismo un po’ particolare, e facciamo un esempio. Se un imprenditore ha subito un calo del fatturato di almeno il 30 per cento ha diritto ad un “Indennizzo”. Indennizzo, però, che viene erogato solamente se lo stesso imprenditore è in grado di dimostrare di aver sostenuto dei costi di produzione. In felice sintesi di concetto, i soldi te li danno, solo se l’attività è ripresa.

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E qui “casa l’asino” signori miei, chi non ha ripreso l’attività – a Norcia e dintorni . non sarà in grado di dimostrare i costi di produzione. E, quindi, pur avendone il sacrosanto diritto, potrebbe non beneficiare dell’indennizzo dal cosiddetto “mancato guadagno”.

Finestra temporale

Da “voci interne” che arriverebbero dagli uffici regionali, sembra che si stia cercando di prolungare, diciamo così, questa “finestra temporale“. Ma c’è chi, sia nel 2017 sia nel 2018 (almeno fino ad oggi), la produzione non l’ha proprio ripresa, a causa dei gravi danni riportati dalle strutture della sua azienda.

Sentiremo cosa ci dirà Fabio Paparelli

Un arco temporale che, almeno stando a quanto ci è dato a sapere (ma aspettiamo di sentire l’assessore regionale, Fabio Paparelli, che abbiamo cercato già questa mattina), sembra si stiano adoperando per allungarlo. Gli imprenditori, di fatto, hanno bisogno di maggior tempo, un lasso che deve essere per forza di cose esteso a tutto il 2019 e il 2020, se si vuole che il tessuto economico di Norcia e delle aree terremotate possa rialzare la testa e ripartire.

L’indennizzo arriva, appunto, attraverso il bando regionale

L’indennizzo arriva, appunto, attraverso il bando regionale. E, di fatto, beneficiano di questo solo quelle aziende che non hanno interrotto, o che magari hanno avuto un calo del fatturato. Chi, sostanzialmente, riesce a dimostrare costi di produzione e gli altri restano fuori. Brutta storia eh! Vedremo cosa sarà in grado di mettere in campo la Regione.

Le strutture per la delocalizzazione

C’è chi, per altro, nel frattempo sta aspettando che si realizzino le strutture per la delocalizzazione. Una difficoltà dietro l’altra, insomma, 2017 e 2018 sono gli anni in ballo e coloro che non hanno ripreso sono, del tutto impossibilitati a presentare documenti che attestino la ripresa della produzione, passando appunto dalla certificazione  che ne attesti la veridicità.

Per l’esattezza la normativa fa riferimento al decreto del vicecommissario per la ricostruzione, Catiuscia Marini, e parliamo di quello del 21 marzo 2018  N 13.

Un altro problema serio è quello della “Zona franca“.  E per zona franca si intendono le agevolazioni fiscali previste dal Ministero dello sviluppo economico che prevedono le esenzioni dal pagamento delle imposte sul reddito e dei contributi sui dipendenti, sussistendo determinate condizioni: calo del fatturato e tutto ciò che già conosciamo.

La zona franca è stata istituita a settembre dello scorso anno

La zona franca è stata istituita a settembre dello scorso anno, ed entro novembre andavano presentate le domande (almeno chi aveva i requisiti). In quella circostanza era stato sollevato un problema. La determinazione del calo del fatturato veniva fatta confrontando l’ultimo trimestre 2016 – settembre dicembre – con quello dell’anno precedente. Se un’impresa, in sostanza, aveva avuto un calo di almeno un 25 per cento, avrebbe avuto la possibilità di rientrare in queste agevolazioni. Il trimestre preso in questione non tiene però in conto che, almeno a Norcia, le attività fino ad ottobre hanno lavorato, qualcuno ha lavorato anche dopo con le vendite online.

Di fatto il vero disagio le imprese l’hanno avuto dopo e cioè nel 2017, quando, a tutti gli effetti, si è fermata anche la solidarietà che c’era stata nella fase iniziale. Gli alberghi, per esempio e fino ad ottobre, hanno ospitato gli sfollati. In sostanza non c’erano i requisiti per rientrare nella zona franca. Sollevato il problema, è stato recepito  livello politico e si è dato seguito ad un provvedimento che prevedeva la possibilità di ricalcolare questo dato del fatturato, prendendo i esame il periodo da novembre 2016 a febbraio 2017.

In questa maniera sarebbe potute rientrare nel range dei bonifici molti più aziende di quanto non ne fossero entrare nel precedente periodo preso in esame.

E qui, tanto per cambiare, sorge un altro problema. Nella norma si è fatto riferimento solo ai comuni dell’allegato 2 (dei 3 che riguardano i comuni terremotati <<< Leggi “Da sapere per capire meglio la Zona franca” >>>. Sarà stata una “svista”, ma se vi andate a studiare la norma vi accorgerete la Zona franca è stata assegnata, giustappunto, ai comuni dell’allegato 2 e quindi, paradossalmente, l’azienda di Spoleto poteva ricalcolare per entrare e quella di Norcia no.

Come pure quella di Rieti sì e non quella di Amatrice.  Della vicenda è stata interessata anche la commissaria De Micheli che, pare, abbia detto: “Un errore che correggeremo”, ma, come si sa – “governo naturale” a parte – qui l’esecutivo nazionale non nasce e anche questo “cavillo”, “dimenticanza” – insomma chiamatelo come vi pare – sta arrecando danni a non finire.


Da sapere per capire meglio la Zona franca

Il D.L. 50/2017, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, prevede all’art. 46 l’istituzione delle Zone Franche Urbane. Esse sono istituite all’interno dei Comuni del cd “cratere sismico” previsti negli allegati 1, 2 e 2 bis del D.L. 189/2016 convertito.

Esso prevede che le imprese che hanno sede principale o unità locale all’interno della zona franca e che, a causa degli eventi sismici, hanno subito una riduzione del fatturato pari almeno al 25% nel periodo 1/09/2016 – 31/12/2016 rispetto allo stesso periodo del 2015, possano beneficiare delle seguenti agevolazione per gli anni 2017 e 2018:

  • Esenzione dal pagamento delle imposte sul reddito fino a concorrenza di 100.000 euro per anno;
  • Esenzione dal pagamento dell’IRAP fino a concorrenza di 300.000 euro di base imponibile per anno;
  • Esenzione dal pagamento delle imposte municipali proprie sugli immobili posseduti e utilizzati per l’attività economica;
  • Esonero dal pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali, a carico dei datori di lavoro, sulle retribuzioni dei dipendenti. L’esonero spetta anche ai titolari di reddito di lavoro autonomo;

La legge di bilancio 2018 approvata in via definitiva dal Senato della Repubblica il 23 dicembre 2017 ha previsto importanti novità per le imprese ubicate nell’area del cratere Sima Centro Italia. In particolare all’art. 1 la Legge stabilisce:

  • COMMA 745: viene modificata la disciplina per la concessione delle agevolazioni fiscali alle imprese che hanno la sede principale o l’unità locale all’interno della zona franca urbana (ZFU)istituita, a norma dell’art. 46 del D.L. 50/2017, nei comuni colpiti dagli eventi sismici iniziati il 24 agosto 2016 contenuti nell’allegato 2 del D.L. 189/2016. La norma in esame dispone che, per le imprese collocate nei territori dei comuni di cui all’allegato 2* del D.L. 189/2016 (cioè dei comuni colpiti dal sisma del 26 e del 30 ottobre 2016), le agevolazioni si applicano anche qualora la citata riduzione tendenziale del 25% si sia verificata nel fatturato del periodo dal 1° novembre 2016 al 28 febbraio 2017 rispetto a quello del periodo 1° novembre 2015 – 28/02/2016.
  • COMMA 746**:alle imprese individuali e familiari, localizzate nei Comuni di cui agli allegati 1 e 2 del D.L. 189/2016, che hanno subito un calo del fatturato pari almeno al 25% tra settembre e dicembre 2016 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente l’agevolazione della ZFU si estende anche ai contributi previdenziali dei titolari.

Problema n. 1:

Il D.L. 189/2016 prevede tre elenchi di Comuni ricadenti nel cd “cratere sismico”

Allegato 1

Allegato 2

Allegato 2 bis

Il citato comma 745 della Legge di Bilancio fa riferimento solo ai Comuni ricompresi nell’allegato 2 e, quindi, determina una palese e ingiustificata discriminazione tra le imprese egualmente danneggiate dagli eventi sismici verificatisi dal 24/08/2016 fino al 18/01/2017. Tale norma, infatti, consente solo ad alcune di esse (quelle localizzate nei Comuni dell’allegato 2 al D.L. 189/2016) di calcolare il calo del fatturato subito nel periodo 1/11/2016-28/02/2017 rispetto al periodo 01/11/2015-28/02/2016 e verificare il possesso dei requisiti per accedere alle agevolazioni della ZFU.

E’ bene evidenziare che il D.L. 50/2017 convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, nella sua formulazione iniziale prevedeva, all’art. 46, la possibilità di beneficiare dei vantaggi fiscali della Zona Franca Urbana per le imprese ubicate in tutti i Comuni del “cratere sismico” ricompresi negli allegati 1, 2 e 2 bis, vale a dire per tutte le imprese senza distinzione di sorta.

Il problema interessa tutte e quattro le Regioni coinvolte e, per quanto riguarda l’Umbria ad esempio, nell’allegato 2 del D.L. 189/2016 viene ricompreso il solo Comune di Spoleto, per cui si viene a creare la paradossale e assurda situazione che le imprese localizzate a Spoleto vedano ampliata la possibilità di beneficiare dei vantaggi della ZFU, mentre quelle localizzate a Norcia, Cascia, Preci ecc. no.

Ancora a titolo esemplificativo, ma chiaramente esplicativo dell’inaccettabile disparità di trattamento, sottolineo che le imprese localizzate ad Ascoli Piceno, Fabriano o Rieti, vengono privilegiate rispetto a quelle ubicate ad Acquasanta Terme, Arquata del Tronto, Visso, Amatrice, Antrodoco ecc.

Problema n. 2

Il Comma 746 fa riferimento solo alle ditte individuali e ai collaboratori delle imprese familiari, mentre esclude inspiegabilmente  i soci di società di persone; inoltre non è chiaro se si riferisce solo ai contributi fissi o anche a quelli in percentuale.

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