Sabato 11 luglio a Postignano si terranno due appuntamenti culturali

 
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Sabato 11 luglio 2015, a Postignano, si terranno due appuntamenti culturali. Il primo, alle ore 18, è l’inaugurazione di una mostra dell’artista Michèle Delisle dal titolo “Postignano: una geometria della memoria, inverno 2015”

Presso Il Torchio, app. Sabbioneta, saranno esposti disegni a carboncino realizzati sul posto durante il soggiorno della Delisle a Postignano nell’inverno 2015.
Le sue opere sono scaturite dall’osservazione delle linee e curve, pieni e vuoti del borgo restaurato, insieme a tutte le memorie intrappolate nella pietra rosa delle costruzioni.

Il secondo appuntamento è alle ore 19 presso la Chiesa della SS. Annunziata con un concerto degli AR DUO, con la violinista Benedetta Cassano e il chitarrista Giuliano Romagnesi. I due artisti proporranno “L’HISTOIRE DU TANGO” con musiche di Esposito, Gardel, Piazzolla, Troilo e Romagnesi

L’ingresso al concerto è gratuito.

Le due iniziative sono nell’ambito della quarta edizione della manifestazione culturale estiva “Un Castello all’orizzonte” organizzata dai proprietari che hanno restaurato il borgo abbandonato, gli architetti Gennaro Matacena e Matteo Scaramella.

BIO ARTISTI
Michèle Delisle, originaria di Montreal (Canada) si laurea in Belle Arti preso la Concordia University, nel 1982. Subito dopo le viene offerto uno scambio di studio a Los Angeles e parte per Venice, California. Questa città distesa, ancora molto giovane ma affascinante, dove sopravvive facendo la cameriera, le permette di incontrare artisti importanti della scena artistica americana, mentre rafforza la padronanza dell’inglese, e si inizia alla politica internazionale con amici coinvolti in diversi movimenti di protesta. Il soggiorno inizialmente previsto per 4 mesi si trasforma in 3 anni e marcherà l’inizio della sua carriera di pittrice, e lo sviluppo del suo primo linguaggio plastico. Formata alla più rigorosa astrazione e alla danza moderna esplora la materia e sviluppa un approccio tattile e gestuale.
Nel 1985 lascia l’America per esplorare il lato opposto del mondo e dell’arte in particolare, ossia l’Europa. È l’arrivo sulla scena internazionale della Transavanguardia che le farà scegliere l’Italia, e un colpo di fortuna la porterà a Firenze. La scoperta della storia in questa città d’arte, e l’incontro con i pittori tedeschi della Villa Romana, Andreas Grunert e Max Neumann, avrà un grande impatto sullo sviluppo della sua maniera. Comincia da allora ad integrare in modo più decisivo la forma, e quindi l’osservazione della realtà.

Nel frattempo inizia un nuovo rapporto con la Concordia University, e accetta contratti di insegnamento della pittura e del disegno, una carica che permette spostamenti più liberi e che tuttora mantiene. Nel 1988 creerà a nome dell’Università, un corso di disegno e storia per studenti canadesi in Italia. Questi viaggi-stage conosceranno immediatamente un grande successo, e si svolgono tuttora ad ogni primavera nel centro dell’Italia. Nel 1992 quando insieme al suo compagno francese, sceglieranno il sud della Francia per un soggiorno sabbatico, la città di Marsiglia le offre uno studio per un anno, una tappa che poi si prolungherà per quasi 20 anni. La grande città sul mare, miscela di tante culture, e l’incontro tra l’altro con un rinomato pittore tedesco Max Kaminski, professore alla Staatliche Akademie di Karlsrühe, anche lui un ospite della Villa Bianco, segna una nuova svolta nella sua pittura che le permette di affrancarsi delle prime influenze sviluppando in pieno la propria espressione.

Da allora integra una completa figurazione e a partire dal 1993 la sua pittura si nutre delle proprie esperienze di vita, incontri, luoghi e momenti speciali. Nel corso di tutti questi anni, Michèle Delisle ha esposto in diverse gallerie e centri d’arte riconosciuti a Montréal, Los Angeles, Parigi, Marsiglia, Firenze, Roma, Perugia, Jesi, e finalmente al Castello di Postignano . Le sue pitture sono in collezioni importanti in America e in Europa e in diversi musei Montréal, St-Jérôme, Marseille. Dal 2010 si è trasferita per periodi sempre più prolungati in Italia, in Toscana, dove vive e insegna, anche se mantiene sempre il legame con Montreal, dove ritorna ogni autunno per dare un corso di pittura alla Concordia University. Michèle Delisle è rappresentata dalla Galerie Eric Devlin e le sue opere possono essere viste sul suo sito: www.mdelisle.com Per raggiungerla: delisle_art@hotmail.com

Giuliano Romagnesi è chitarrista, insegnante, compositore e arrangiatore. Ha conseguito la laurea Dams, indirizzo musica, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia a Bologna, nel 2000.
Nel 2006 si diploma in chitarra classica presso il Conservatorio “Tonelli” di Carpi sotto la guida del Maestro Andrea Orsi.
Ha studiato chitarra jazz con Tomaso Lama e Donovan Mixon, tecniche d’improvvisazione con Bruno Tommaso e composizione jazz con Giancarlo Gazzani. Con Tangocinco ha registrato due Cd (Ventana del 2006; Aire nel 2010) che hanno ottenuto ottime recensioni e con undici brani di sua composizione.
Nel 2013, insieme a Benedetta Cassano, forma Ar Duo (violino e chitarra). Il duo si ripropone di affrontare repertori diversi (dalla musica classica al tango) attraverso arrangiamenti creati ad hoc.

Benedetta Cassano ha conseguito il Diploma Accademico di II livello AM77; Diploma di Didattica della Musica A031-A032; Diploma Accademico di II livello violino–interpretativo; Diploma di violino sotto la guida del Maestro Alessandro Simoncini. E’ in possesso del compimento medio (quinto anno) di mandolino. Ha seguito corsi di perfezionamento con: Zanettovich, Vernikov, Zegna e Spadoni. Collabora con numerose orchestre liriche, sinfoniche e jazz, accompagnando solisti di chiara fama. Ha partecipato a dirette televisive RAI. Violinista nel musical di Concato e Foà. All’attività concertistica affianca quella didattica. Nel 2013, insieme a Giuliano Romagnesi ha formato Ar Duo (violino e chitarra).
La formazione violino – chitarra ha avuto il suo momento di massimo splendore nel 1800 ma si distingue ancora oggi, per il carattere decisamente espressivo che crea l’incontro fra due timbri così diversi tra loro.

Alla fine degli anni ’60, l’architetto americano Norman F. Carver definì il Castello di Postignano come l’archetipo dei borghi collinari italiani, tanto da riprodurre le imponenti case-torri del borgo, aggettanti l’una sull’altra, nella copertina del suo libro fotografico “Italian Hilltowns”.

Il Castello di Postignano offre un’esperienza di turismo e di vita sostenibili, fatti di sostanza e di emozioni: sessanta case perfettamente restaurate nel rispetto dell’impianto medievale delle architetture, ma caratterizzate da tutte le risorse di una vivibilità moderna – un albergo “diffuso” – un ristorante/trattoria dove, la cucina semplice, l’attenzione alle tradizioni e alla qualità delle materie prime sono la sua filosofia – un wine bar “Vini e Oli dell’Umbria” – un centro servizi – l’antica chiesa, oggi luogo di eventi culturali, artistici e di intrattenimento; qui i restauri hanno svelato affreschi di antica bellezza, tra i quali una Crocifissione del XV secolo apparsa dietro una parete crollata – una biblioteca – alcune botteghe artigiane – un centro benessere, la piscina, l’area all’aperto “Il giardino delle rose”.

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