Musica francese e belga, sabato 19 settembre a Postignano

 
Chiama o scrivi in redazione


Musica francese e belga, sabato 19 settembre a Postignano
Musica francese e belga, sabato 19 settembre a Postignano

Musica francese e belga, sabato 19 settembre a Postignano.
Sabato 19 settembre 2015, a Postignano, alle ore 18.30, presso la Chiesa della SS. Annunziata si terrà un concerto dal titolo “Null’altro che amore/Nothing but love” con musicisti belgi “capitanati” da Ludo VANDEAU (voce, chitarra), Herlinde GHEKIERE (voce), Stijn BETTENS (accordion, bandoneon, accordina e voce), Siegfried VAN SCHUYLENBERGH (dobro, mandolino, chitarra) e Wim RAMON (basso).

© Protetto da Copyright DMCA

Il concerto, con ingresso gratuito, proporrà agli spettatori musiche di Ludo Vandeau, Jean Ferrat, Charles Aznavour, Guy Béart, Leo Ferré, Barbara e Jacques Brel, Georges Moustaki, George Brassens e Serge Gainsbourg.

A proposito del concerto, il cantautore Vandeau afferma: “Amore: parlarne non è mai semplice. Scriverne è difficile. Siamo pieni di emozioni. Che sia dunque musica e poesia. Amore: è passione, bellezza, delizia, pazzia e nonsenso, dolore, piacere, separazione e riconciliazione. Le ali del desiderio. Sempre più in alto. Null’altro che amore”.

Ludo Vandeau è nato a Hamme, nelle Fiandre, tra i fiumi Durme e Schelde. Sua madre ha vissuto in Wallonia, la parte francofona del Belgio, per gran parte della sua gioventù. Suo padre è stato un attore ma ha continuato a suonare musica e a cantare. Entrambi i genitori hanno contribuito alla sua educazione con letteratura, musica e creatività.

Vandeau prese presto una chitarra in mano e scoprì le possibilità della sua voce, suonava canzoni di successo in giro; soltanto quando frequentò l’Università, cominciò a prendere parte a piccoli eventi musicali e performance. In quel periodo cominciò a scrivere le sue prime canzoni; nello stesso tempo, decise di lasciarsi influenzare da nuovi generi di musica.

Negli anni ’90 Ludo Vandeau si dedicò al teatro, ai viaggi, allo studio e al lavoro. Il suo cuore e le sue mani, tuttavia, erano continuamente dediti alla musica. Dopo molte performances, scrive, canta, suona la chitarra, si esibisce da solo per un lungo periodo ed è attivo in teatro (TheaterBarrikade, Gent) dando il suo contributo musicale. In questa fase non incide.

Dall’aprile 1997 all’aprile 2004 fu la voce di Ambrozijn (folk music), con Olla Vogala (world music) costituì un duo vocale. Fu ospite cantante del gruppo fiammingo Lais e della cantautrice francese Gabriel Yacoub.

Dopo tutto, dopo così tanti CD, Vaneau vuole comporre, cantare e incidere proprie canzoni. Con il suo gruppo Bodixel esplora canzoni francesi e spagnole ma, non è esattamente questo ciò che desidera. Il CD “Marguerite” (prodotto da Gwen Creesens) è il primo CD con canzoni francesi – salvo un’eccezione, la canzone “Cucurucucu”, che è nota nella versione di Gaetano Veloso. “Marguerite” fu lanciata da Wildboardmusic, con i nomi di Ludo Vaneau e Bodixel. Questo è il percorso musicale che ha scelto di percorrere.

Dal 2010 Vandeau ha riunito intorno a sé vecchi e nuovi musicisti, un periodo nel quale ha preparato l’inizio di un nuovo CD. Scrivere, cancellare, riscrivere, preincidere, nuove cooperazioni, infinite ore in auto, piccoli concerti, concerti formativi, prove e lavori di studio. Insieme a Ad Cominotto ha lavorato al suo primo CD, uscito nell’autunno 2014.

L’iniziativa è nell’ambito della quarta edizione della manifestazione culturale estiva “Un Castello all’orizzonte” organizzata dai proprietari che hanno restaurato il borgo abbandonato, gli architetti Gennaro Matacena e Matteo Scaramella.

Alla fine degli anni ’60, l’architetto americano Norman F. Carver definì il Castello di Postignano come l’archetipo dei borghi collinari italiani, tanto da riprodurre le imponenti case-torri del borgo, aggettanti l’una sull’altra, nella copertina del suo libro fotografico “Italian Hilltowns”.

Il Castello di Postignano offre un’esperienza di turismo e di vita sostenibili, fatti di sostanza e di emozioni: sessanta case perfettamente restaurate nel rispetto dell’impianto medievale delle architetture, ma caratterizzate da tutte le risorse di una vivibilità moderna – un albergo “diffuso” – un ristorante/trattoria dove, la cucina semplice, l’attenzione alle tradizioni e alla qualità delle materie prime sono la sua filosofia – un wine bar “Vini e Oli dell’Umbria” – un centro servizi – l’antica chiesa, oggi luogo di eventi culturali, artistici e di intrattenimento; qui i restauri hanno svelato affreschi di antica bellezza, tra i quali una Crocifissione del XV secolo apparsa dietro una parete crollata – una biblioteca – alcune botteghe artigiane – un centro benessere, la piscina, l’area all’aperto “Il giardino delle rose”.

Musica francese

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*