Monti Sibillini, Biodiversità Ministero dell’ambiente, approvate le proposte progettuali

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Il Consiglio direttivo del Parco ha approvato gli schemi di protocollo di intesa e le proposte progettuali relative alla Direttiva Biodiversità del Ministero dell’ambiente. Si tratta di un importante intervento di sistema che coinvolge i parchi nazionali della provincia Appenninica nella tutela coordinata della biodiversità, con particolare riferimento alla prosecuzione e rafforzamento delle attività di monitoraggio già intraprese negli scorsi anni.

La finalità del protocollo di intesa che i Parchi coinvolti firmeranno nelle prossime settimane è quella di garantire l’attivazione delle potenzialità di sistema delle aree protette, anche in riferimento alle azioni di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici e alla valorizzazione dei servizi eco – sistemici prodotti dalla biodiversità.

Il Ministero dell’ambiente ha assegnato al Parco dei monti Sibillini una somma complessiva di oltre 120.000 euro destinata ad indagini conoscitive su specie faunistiche ancora poco note o a rischio di estinzione e su habitat vulnerabili. Si tratta di una risorsa finanziaria fondamentale, che consentirà ai parchi appenninici di portare avanti alcune azioni strategiche di salvaguardia della biodiversità, principale missione delle aree protette.

Nello specifico la Direttiva biodiversità consentirà di proseguire le azioni di tutela del camoscio appenninico intraprese negli anni scorsi grazie ad uno specifico Progetto LIFE finanziato dall’Unione europea. Sono previste attività di monitoraggio e di prevenzione dei rischi sanitari della neo colonia di camoscio attualmente presente nei Sibillini, oltre a nuove attività di cattura e trasferimento in areali diversi di alcuni esemplari di questa specie.

Sarà poi data continuità al monitoraggio, avviato nel 2014, della starna e della coturnice e prenderanno il via le attività di accertamento sull’eventuale presenza di Senecio Inaequidens, specie vegetale aliena che contiene alcaloidi tossici che possono, entrando nella catena alimentare umana, causare danni anche gravi all’organismo. Il finanziamento darà poi l’opportunità al Parco di completare gli studi sui chirotteri (comunemente conosciuti come pipistrelli, un gruppo di mammiferi dall’altissimo valore conservazionistico) al fine della redazione di uno specifico atlante.

Da ultimo, ma non certo per importanza, il finanziamento consentirà ai parchi appenninici di portare avanti le misure coordinate per la tutela del lupo appenninico individuate nel progetto Wolfnet 2.0. Per il 2015 sono previste diverse azioni, tra le quali ricordiamo il monitoraggio integrato della popolazione di lupo, il miglioramento della conoscenza dell’impatto del lupo sul patrimonio zootecnico e faunistico, la prevenzione delle mortalità illegali e del rischio sanitario della specie. Prenderanno infine avvio, sempre in questo specifico ambito, attività di comunicazione e di promozione della cultura della coesistenza rivolte ai diversi portatori interesse, alle scuole e all’opinione pubblica.

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