Il punto sulla ricostruzione: mille famiglie rientrano a casa dopo l’estate

 
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Il punto sulla ricostruzione: mille famiglie rientrano a casa dopo l’estate, contributi pubblici più veloci

La ricostruzione del Centro Italia colpito dal sisma del 2016 sta avanzando nel 2020 con un ritmo sostenuto, nonostante le difficoltà legate alla pandemia e al cambio della normativa. Nel corso dell’anno sono state approvate dagli Uffici Speciali ben 1.871 pratiche per la riparazione o la ricostruzione degli edifici danneggiati dal sisma, che sono arrivati a ottenere il contributo e dunque in condizione di far partire i lavori. Nei soli quattro mesi tra fine giugno e il 26 ottobre sono terminate le opere in oltre mille cantieri, permettendo il rientro a casa di altrettante famiglie.

Nel 2020 sono state presentate complessivamente 2.578 richieste di contributo, delle quali 1.240 per i danni lievi e 1.338 per gli edifici con danni gravi. Le domande presentate, al 26 ottobre 2020, arrivano così a 14.641. Anche la ricostruzione pubblica sta facendo progressi, seppur ancora limitati. Tra giugno ed ottobre sono stati avviati altri 106 interventi, sono stati affidati definitivamente 32 incarichi di progettazione e conclusi i lavori su altre 23 opere pubbliche, portando il totale a 109.

“Il rischio di un blocco dell’attività, dovuto soprattutto alle limitazioni indotte dalle misure di contrasto alla pandemia non si è verificato. Si tratta di dati positivi – sottolinea il Commissario, Giovanni Legnini – tenuto conto del fatto che nel corso dell’anno sono cambiate radicalmente le procedure per la ricostruzione e sono state introdotte importanti novità normative, dalle tariffe professionali dell’equo compenso per i tecnici, al superbonus edilizio, che hanno avuto bisogno di tempo per essere assimilate dai professionisti ed entrare a regime”.

Mille famiglie a casa dopo l’estate

Dall’inizio dell’anno sono state approvate, quindi sono arrivate al contributo, e nelle condizioni di aprire i cantieri, 1.871 domande per la riparazione degli edifici residenziali e adibiti alle attività produttive. Tra fine giugno e fine ottobre, in particolare, sono stati aperti 858 nuovi cantieri e sono stati portati a termine i lavori per il ripristino di 1.044 edifici, con il rientro a casa di altrettante famiglie. Le abitazioni ricostruite in questi quattro anni sono, nel complesso, 3.588: 1.689 nelle Marche, 409 in Umbria, 295 nel Lazio e 151 in Abruzzo.

Forte incremento della spesa

Il ritmo dell’attività di quest’anno è confermato dai dati sulla spesa effettiva per la ricostruzione privata. Nel 2020 sono stati pagati attraverso il sistema bancario 316 milioni di contributi per la riparazione o la ricostruzione delle abitazioni e delle unità produttive, l’importo erogato per la ricostruzione privata in questi quattro anni e più che raddoppiata nell’anno in corso arrivando a 617 milioni. Solo tra giugno e ottobre le erogazioni sono ammontate a 135,2 milioni di euro.

Contributi in 65 giorni
Su questi andamenti cominciano in modo evidente ad incidere la semplificazione e l’accelerazione introdotte con l’Ordinanza 100 a metà anno, e grazie alla quale i contributi pubblici vengono concessi molto più velocemente. Per le 189 pratiche già approvate, sulle 912 già presentate, i tempi medi di approvazione sono risultati di appena 65 giorni, a fronte di una media superiore ad un anno con la vecchia procedura. Le pratiche in istruttoria secondo l’Ordinanza 100 sono 629, destinate a definirsi nelle prossime settimane.

Attese positive
Questa circostanza, insieme alla prossima scadenza del 30 novembre per la presentazione delle richieste di contributo per la riparazione dei danni lievi, e la possibilità concessa ai cittadini di far passare entro la fine dell’anno le pratiche già presentate al regime semplificato dell’Ordinanza 100, ci consentono di prevedere un’ulteriore accelerazione della ricostruzione in questi ultimi due mesi del 2020 e soprattutto nei mesi successivi, benchè l’incognita dovuta alla recrudescenza della pandemia sia molto pesante.

Fondi Inail anti-Covid
L’acuirsi della pandemia non deve rallentare l’impegno a proseguire sulla strada intrapresa. “Sarebbe in proposito auspicabile – dice il Commissario – che non rallentino le attività progettuali e quelle amministrative, che possono essere svolte anche in regime di smart working, e che i cantieri della ricostruzione possano comunque proseguire adottando le misure di sicurezza sanitaria necessarie”. Per agevolare queste attività sarà nuovamente riaperto il bando Inail per la concessione di contributi a fondo perduto alle imprese destinati alla sicurezza sanitaria nei cantieri, che ha ancora risorse non utilizzate.

Protocolli legalità, nominato Fausto Cardella
Nel frattempo sono in fase di attivazione i protocolli di legalità per i controlli sui cantieri, per il contrasto alle infiltrazioni della criminalità e del lavoro nero. Il coordinamento del lavoro di implementazione dei protocolli e di monitoraggio è stato affidato dal Commissario al Procuratore Generale in quiescenza, Fausto Cardella.

Tre nuove Ordinanze
Nei prossimi giorni, inoltre, saranno definite e portate all’esame della Cabina di Coordinamento con i Presidenti delle Regioni, tre Ordinanze che completano il quadro regolamentare della ricostruzione. Sarà disciplinato innanzitutto l’uso dei poteri in deroga concessi dalla legge al Commissario per la realizzazione di opere prioritarie, caratterizzate da particolari criticità o la ricostruzione dei centri storici più colpiti, poteri che potranno essere delegati ai Soggetti attuatori degli interventi, tra i quali gli stessi comuni. Un’Ordinanza interverrà con ulteriori miglioramenti della normativa sulla ricostruzione privata, con l’intento di risolvere alcune problematiche ancora aperte, dalla ripartizione del contributo nei condomini, agli interventi sugli edifici di interesse culturale, alla migliore definizione degli aggregati, alla messa in sicurezza degli edifici collabenti, alle tolleranze costruttive.

Con una terza Ordinanza si procederà infine alla rimodulazione del programma di intervento sulle opere pubbliche, con la definizione di un nuovo elenco unico. Si segnala, in proposito, che il governo ha garantito un nuovo stanziamento per la ricostruzione pubblica nella Legge di Bilancio 2021. Le risorse inizialmente disponibili, pari a 2,5 miliardi di euro, risultano infatti pressoché interamente assegnate per il finanziamento delle circa 1.400 opere pubbliche indicate dalle Ordinanze, parte delle quali oggetto dell’attuale riprogrammazione.

Il pacchetto sisma nel Recovery plan

L’ammontare delle risorse a favore della ricostruzione potrebbe inoltre aumentare considerevolmente con l’approvazione del pacchetto sisma del Recovery Plan nazionale, che è stato predisposto dal Commissario ed è stato sottoposto al Governo e ai Presidenti delle Regioni, su incarico del Presidente del Consiglio. Le schede appena consegnate all’esecutivo prevedono cinque interventi, alcuni dei quali destinati a tutti i territori dove si sta ricostruendo dopo una catastrofe, altri specifici per il Centro Italia colpito dai terremoti del 2009 e del 2016 che puntano a una ricostruzione “sicura, sostenibile e connessa”. Tra questi un Superbonus edilizio esteso nel tempo e rafforzato nei tetti di spesa ammessa, accessibile anche agli edifici produttivi, ma con il ripristino dell’obbligo del miglioramento sismico, oggi non richiesto, oltre che dell’efficienza energetica. La seconda misura riguarda la messa in sicurezza e la ristrutturazione delle attività economiche, dei servizi sociali ed alla persona, degli asili, dei centri di aggregazione, delle scuole di ogni ordine e grado. Questo intervento prevede anche la sostituzione di edifici o scuole fatiscenti con nuove costruzioni sostenibili e dotate di adeguate strutture, nonché allo sviluppo della rete di connessione a banda larga e dei servizi connessi, a cominciare dalla telemedicina. Il piano punta sulla quasi autonomia energetica degli edifici pubblici e prevede uno specifico intervento per l’illuminazione a impatto zero dei borghi appenninici. Le altre misure del pacchetto riguardano lo sviluppo delle attività economiche, culturali, turistiche del Centro Italia, con un’enfasi particolare sulla formazione scolastica e l’alta formazione professionale e universitaria, ma anche sull’economia circolare, l’agroecologia, il recupero del territorio attraverso la valorizzazione della risorsa legno, lo sviluppo dell’industria creativa e delle attività culturali.

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