Restauro basilica San Benedetto concorso internazionale progettazione

Ordine architetti, sia nascita di un grande dibattito culturale centrato non su fantasiose e stupefacenti tecniche di  riassemblaggio di pietre crollate, ma sulla rinascita di una comunità

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Restauro basilica San Benedetto concorso internazionale progettazione

NORCIA –  Per chi non lo ricorda il 30 ottobre 2016 era una mite domenica d’autunno e se la basilica di San Benedetto a Norcia fosse stata aperta al culto durante la più forte scossa di terremoto degli ultimi decenni, probabilmente avremmo contato anche in Umbria un consistente numero di morti.

Per Norcia la sequenza sismica iniziata il 24 agosto, e che aveva già lesionato la Basilica, ha senz’altro evitato una strage e per i più devoti questo va classificato tra i miracoli di San Benedetto. Nelle orecchie dei delegati dell’Ordine degli Architetti di Perugia risuonano ancora le parole dell’Arcivescovo Boccardo che racconta dello scampato pericolo ma al contempo promuove il suo personale impegno per far si che i luoghi di culto che dovranno essere ricostruiti devono avere gli stessi requisiti di quelli strategici (come ospedali e scuole) ed essere in grado di dare accoglienza durante le calamità.

Da quando si parlava di questo è passato quasi un anno, durante il quale non sembrava muoversi nulla sulla ricostruzione dell’ormai simbolo del sisma del 2016, quando, sempre per i più fedeli, San Benedetto ha compiuto l’ultimo piccolo miracolo.

Infatti con la complicità dell’arcivescovo Renato Boccardo, martedì 13 febbraio 2018, a Palazzo Chigi,  è stato siglato dell’accordo tra il commissario per la ricostruzione Paola De Micheli, la segretaria generale del Mibact Carla di Francesco, la governatrice dell’Umbria Catiuscia Marini, il sindaco Nicola Alemanno ed appunto l’arcivescovo di Spoleto e Norcia, per avviare il concorso internazionale di progettazione del  restauro della basilica di San Benedetto a Norcia distrutta dal sisma del 30 ottobre 2016.

L’idea del concorso, trae origine da una lettera inviata dal Architetto Paolo Raspa al monsignore ed ai frati benedettini poco dopo il terremoto di ottobre, è fu subito accolta con grande entusiasmo.

Ora l’arch. Raspa è certo: “Credo che il Santo stesso abbia voluto illuminare le menti di tutti coloro che avevano il potere decisionale e l’opportunità di poter indirizzare il recupero dell’antica  casa di San Benedetto e Santa Scolastica. Da questo momento per la ricostruzione delle aree colpite dal terremoto nulla sarà come prima, finalmente tutte le migliori intelligenze e capacità del mondo scientifico potranno essere utilizzate per rispondere alla prioritaria necessità di recuperare un monumento che rappresenta l’anima stessa di un popolo, la sua tradizione, la sua vocazione di guida spirituale in una amara epoca di sofferenze, odio ed egoismo fra popoli e religioni.”

L’auspicio è quello che il concorso venga aperto a sia ai giovani professionisti che e ai grandi architetti, tanto da consentire la nascita di un grande dibattito culturale centrato non su fantasiose e stupefacenti tecniche di  riassemblaggio di pietre crollate, ma sulla rinascita di una comunità.

Secondo l’opinione dell’Ordine degli Architetti, ciò è possibile solo  partendo da un generale ripensamento della ricostruzione, con nuove idee ed esperienze che riscoprano le origini e lo spirito fondante del monumento e della comunità che fortemente lo ha pensato  in quel luogo simbolico.

A presiedere la commissione di indirizzo per la ricostruzione della basilica sarà il professor Antonio Paolucci, studioso e storico dell’arte di livello internazionale e persona di grande spessore culturale e che nel suo curriculum vanta di aver già svolto lo stesso ruolo per la Basilica di S.Francesco di Assisi.

Le premesse per un altro miracolo ci sono tutte.

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