Forca Canapine, una strada chiusa probabilmente per una “pulizia errata”

 
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Forca Canapine, una strada chiusa probabilmente per una "pulizia errata"

Forca Canapine, una strada chiusa probabilmente per una “pulizia errata”

Lo spazzaneve, nella sua funzione, dovrebbe liberare le strade che sono transitabili dalle automobili, giusto? Ieri invece, a Forca Canapine, nel comune di Norcia, lo spazzaneve chiude le strade, ha letteralmente bloccato la strada che porta da Norcia alla meta turistica.


Fonte Ufficio Stampa
Guida Ambientale Escursionistica


La storia di questa località, soprattutto dopo il sisma, è un altalenarsi di situazioni che assume, a guardarlo dall’esterno, una connotazione comica.

Prima di tutto la strada è rimasta chiusa dopo sisma per svariati anni, era un luogo turistico molto  rinomato, ma ad oggi è un paese fantasma (giusto qualche casa è ancora agibile).

Dopo che è stata riaperta la strada da Norcia (dicembre 2019) il paese è rimasto comunque parzialmente isolato, in quanto la strada che poi dovrebbe ricongiungersi alla statale Salaria ad oggi, dopo oltre 5 anni dal sisma, è ancora chiusa.

L’effetto più simpatico e “divertente”, comunque, ironicamente parlando, rimane quello della giornata odierna, il 12 dicembre 2021, in cui, alla prima nevicata lo spazzaneve, forse all’oscuro del fatto che la strada verso la frazione era aperta, decide di ammucchiare la neve sul manto stradale all’inizio della stessa strada, creando una barriera che impediva alle automobili l’accesso alla stessa strada.

Sinceramente non so per quale strano motivo uno spazzaneve dovrebbe decidere di lasciare la neve al centro di una strada aperta e senza alcuna tipo di cartello che comunica la chiusura temporanea o definitiva della stessa, sta di fatto che tale comportamento ha costretto le decine di automobili che avrebbero voluto fare una ciaspolata in zona Pantani di Accumuli, o che avrebbero voluto raggiungere il Rifugio Colle le Cese sul percorso del Grande Anello dei Monti Sibillini (è di nuovo aperto ed è raggiungibile in automobile solo attraverso Forca Canapine) a rinunciare ad andare verso il paese.

Non oso immaginare cosa potrebbe accadere in caso di emergenza (esempio un’escursionista con un malore), come potrebbe passare l’ambulanza?

I progetti per non abbandonare le aree interne sono molti, ma poi cosa accade quando la gestione delle vie di comunicazione è messa a dura prova anche durante la prima, leggera, nevicata?

Il problema vero non è la strada bianca è il modo di gestione

Sia ben chiaro, nessuno pretende che passi lo spazzaneve non appena la neve imbianca il manto stradale, qui si tratta di sbadataggine o a pensarla male desiderio di bloccare una strada.

Senza il mucchio di neve la strada, con gomme termiche o con catene, sarebbe stata percorribile dalle automobili.

Il problema è per tante persone, per tutti coloro che frequentano la montagna.
Chi dorme al rifugio escursionistico provvisorio di Colle Le Cese delocalizzato ma sempre sul Grande Anello dei Monti Sibillini si è potenzialmente trovato isolato.
Chi voleva fare una passeggiata in mezzo alla natura ha dovuto optare per fare una passeggiata sulla provinciale.
Chi voleva parcheggiare a Forca Canapine per andare a Castelluccio a piedi (sapete i parcheggi mancano a Castelluccio e non è un problema esclusivo della fioritua) si è trovato costretto a tornare a casa o a parcheggiare lungo la strada, con potenziale rischio multa o comunque rischiando di causare un incidente.

Promuoviamo l’outdoor? E poi? Gli diciamo oggi no perché non c’è neve e oggi no perché con la neve non puoi parcheggiare

Perché accadono queste cose?

Non ho davvero una risposta.

Succederà di nuovo?

Spero di no ma lo vedremo solo prossimamente.

Emanuele Persiani – Guida Ambientale Escursionistica

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