Sisma e futuro: a Foligno l’Umbria sblocca nuovi cantieri

Sisma e futuro: a Foligno l'Umbria sblocca nuovi cantieri

Ricostruzione in Umbria: pronti 50 milioni per le opere

FOLIGNO – Una spinta decisiva per il rilancio dei territori feriti dal terremoto del 2016 è stata impressa questa mattina a Foligno, presso la sede dell’Ufficio speciale ricostruzione. Durante un vertice istituzionale di alto profilo, la Presidente della Regione Umbria e vice commissario straordinario, Stefania Proietti, ha delineato il nuovo piano per le opere pubbliche, mettendo sul piatto un investimento complessivo di 50 milioni di euro. L’incontro ha sancito una pre-intesa fondamentale tra i vertici tecnici dell’Usr, le Province e i sindaci dell’area interessata, definendo la strategia per una ripartenza che non vuole essere un semplice ritorno al passato, ma una vera proiezione verso il futuro di queste comunità, come riporta il comunicato dell’Agenzia Umbria Notizie Regione Umbria.

La ripartizione dei fondi è stata studiata per rispondere in modo capillare alle diverse criticità emerse nel corso degli anni. Oltre 34 milioni di euro saranno convogliati direttamente verso i comuni che compongono il cratere sismico, mentre la quota rimanente servirà a finanziare interventi essenziali nei centri fuori cratere che portano ancora i segni dei danneggiamenti strutturali. È importante notare che questa manovra non include i territori simbolo della devastazione, come Norcia, Cascia e Preci, poiché per queste realtà sono già in dirittura d’arrivo ordinanze speciali mirate. L’obiettivo dichiarato dalla governance regionale è quello di accelerare drasticamente i tempi del recupero, garantendo standard di sicurezza e innovazione tecnologica superiori rispetto allo stato precedente l’evento sismico.

Nelle parole di Stefania Proietti emerge la consapevolezza di trovarsi di fronte a un segnale politico e sociale fortissimo. La Presidente ha sottolineato come la ricostruzione pubblica debba fungere da motore per restituire dignità e normalità alle comunità locali, agendo con una forza rinnovata rispetto alle gestioni passate. Il piano non si limita al ripristino delle pareti, ma punta alla ristrutturazione profonda e all’adeguamento antisismico di strutture strategiche, scuole e servizi per il cittadino. Secondo la Presidente, la compattezza dimostrata oggi dalle istituzioni è la prova tangibile che l’Umbria sta lavorando con una visione coordinata, capace di trasformare il trauma del terremoto in un’occasione di sviluppo territoriale sostenibile e sicuro.

L’approvazione del piano è stata accolta con favore dai rappresentanti dei comuni e dalla Provincia di Perugia, che hanno riconosciuto l’efficacia del metodo di concertazione adottato. La soddisfazione generale nasce dalla certezza che questo stanziamento rappresenti un’accelerazione concreta per cantieri attesi da tempo. Non si tratta solo di riparare i danni del passato, ma di gettare le basi per una resilienza a lungo termine che possa proteggere le generazioni future. L’architettura amministrativa messa in campo punta a snellire le procedure burocratiche, garantendo che ogni euro stanziato si trasformi in lavoro effettivo sul territorio.

Il nuovo piano include interventi di grande rilevanza strategica, tra cui spiccano i lavori presso:

  • la sede del Cedrav e l’ex chiesa di San Giacomo a Cerreto di Spoleto
  • la Rocca e le mura urbiche di Montesanto a Sellano
  • la Torre dell’orologio e l’area limitrofa a Monteleone di Spoleto
  • i torrioni e mura di cinta a completamento della Rocca di Polino
  • palazzo Collicola, palazzo Mauri e il portale di ingresso dell’ospedale San Matteo degli infermi a Spoleto
  • molteplici interventi per infrastrutture a rete, strade comunali e provinciali, cimiteri e proprietà comunali a Ferentillo, Montefranco, Monteleone di Spoleto, Poggiodomo, Sant’Anatolia di Narco, Scheggino e Vallo di Nera

Ora l’attenzione si sposta verso l’ultimo passaggio burocratico: la Cabina di Regia nazionale. L’impegno comune espresso dai sindaci e dai dirigenti regionali è quello di ottenere l’approvazione definitiva entro la fine del mese di gennaio. Questo passaggio permetterebbe alle risorse di tradursi immediatamente in operatività sul campo, consolidando quel percorso di rinascita che la regione insegue con determinazione. La sfida resta quella di coniugare la velocità dell’esecuzione con la massima trasparenza, assicurando che le nuove opere pubbliche siano il simbolo di un’Umbria capace di rialzarsi più forte e moderna di prima.

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