Preghiera a Norcia per ricordare il sisma del 2016, Santa Messa in Basilica 📸 FOTO

Preghiera a Norcia per ricordare il sisma del 2016, Santa Messa in Basilica

Preghiera a Norcia per ricordare il sisma del 2016, Santa Messa in Basilica 📸 FOTO

Dopo sette anni dall’evento sismico che ha colpito Norcia e il Centro Italia, la Basilica di San Benedetto ha riaperto le sue porte per celebrare una messa commemorativa. La cerimonia, officiata dal vescovo della diocesi Spoleto-Norcia, monsignor Renato Boccardo, è stata un momento significativo per la comunità locale. La messa ha visto la partecipazione di numerose autorità, tra cui la presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, il commissario straordinario alla ricostruzione post-sisma, Guido Castelli, il già commissario Giovanni Legnini, il soprintendente dei beni culturali per il cratere Paolo Iannelli e il presidente dell’Assemblea legislativa umbra, Marco Squarta. Erano presenti anche il sindaco facente funzioni di Norcia, Giuliano Boccanera, e il sindaco di allora, ora sospeso, Nicola Alemanno.

La messa è stata un momento di emozione e riconciliazione per la comunità nursina, che ha avuto l’opportunità di rientrare nella “casa” del loro santo patrono. Anche se il numero di partecipanti è stato limitato, la presenza dei cittadini ha dimostrato la forza della comunità e la volontà di tornare a celebrare la messa in un luogo così significativo.

Prima della funzione religiosa, la presidente Tesei ha visitato il portico delle misure, dove è in corso la fase finale del restauro. Ha espresso la sua emozione per essere presente in questo luogo e ha sottolineato l’importanza di questa giornata nella ricostruzione della città.

Il vescovo durante l’omelia ha dichiarato che la Basilica ricostruita è un simbolo di speranza per la comunità e per tutto il paese. Il commissario Castelli e il sindaco Boccanera hanno sottolineato l’importanza di tornare a celebrare la messa all’interno della Basilica e hanno annunciato che la ricostruzione completa della chiesa sarà terminata entro il 2025. La cerimonia è stata un momento di unione e di speranza per Norcia, che sta lentamente ma costantemente avanzando nella ricostruzione dopo il devastante terremoto del 2016.

La città prima della Santa Messa si era riunita in piazza San Benedetto per un momento di preghiera e riflessione. Davanti alla Basilica, liberata dalle impalcature, si sono riuniti i monaci benedettini, l’amministrazione comunale e alcuni cittadini, guidati in preghiera da don Marco Rufini.

La Basilica di San Benedetto è un simbolo importante per Norcia, e la sua ricostruzione è stata un lavoro lungo e complesso. Nonostante i progressi, il vescovo ha notato che i lavori non sono ancora conclusi, ma ha sottolineato l’importanza di ritornare a pregare in questo luogo di culto. La Basilica è stata devastata dal terremoto e la sua ricostruzione è in corso, con l’obiettivo di completare il lavoro entro il 2025.

Monsignor Boccardo ha espresso la sua gratitudine per l’impegno di tutte le persone e gli enti che hanno contribuito alla ricostruzione. Ha sottolineato che quando le persone lavorano insieme per un obiettivo comune, è possibile compiere grandi imprese. Ha anche riflettuto sulla lentezza della ricostruzione in alcuni casi, ma ha incoraggiato tutti a guardare avanti con determinazione.

Il vescovo ha concluso il suo intervento affermando che il compito principale è quello di restituire alle popolazioni colpite non solo le abitazioni, ma anche una vita dignitosa e sicura. La preghiera e la speranza sono i pilastri su cui si basa la rinascita di Norcia e di tutte le comunità colpite dal terremoto. La commemorazione di oggi è stata un momento di unità e di solidarietà per ricordare il passato e guardare fiduciosi al futuro.


La sequenza sismica del Centro Italia del 2016-2017, definita dall’INGV sequenza sismica Amatrice-Norcia-Visso, ha avuto inizio ad agosto 2016 con epicentri situati tra i Monti Sibillini, l’alta Valle del Tronto, i Monti della Laga e i Monti dell’Alto Aterno. La scossa principale si è verificata il 24 agosto 2016, con magnitudo pari a 6.0, e ha avuto epicentro nel comune di Accumoli, in provincia di Rieti.

La scossa è stata avvertita in tutto il centro Italia e ha causato 299 vittime, oltre a numerosi feriti e gravi danni sul territorio. Nelle settimane successive si sono verificate numerose scosse di assestamento, tra cui una di magnitudo 5.9 il 30 ottobre 2016, che ha causato ulteriori danni e vittime. La sequenza sismica ha avuto un impatto devastante sul territorio del centro Italia, provocando la distruzione di interi centri abitati e l’abbandono di molte aree. La ricostruzione è ancora in corso e si prevede che durerà diversi anni.

Effetti del terremoto

I danni causati dal terremoto del centro Italia sono stati ingenti. Le scosse hanno provocato il crollo di edifici, la distruzione di infrastrutture e la perdita di vite umane.

Danni alle persone

Il terremoto ha causato la morte di 299 persone, tra cui 167 a Amatrice, 70 ad Accumoli e 62 ad Arquata del Tronto. Sono stati inoltre registrati oltre 3.800 feriti.

Danni alle cose

Le scosse hanno provocato il crollo di oltre 20.000 edifici, tra cui case, scuole, ospedali e chiese. Sono stati inoltre danneggiati ponti, strade e ferrovie.

Danni all’ambiente

Il terremoto ha provocato danni anche all’ambiente, tra cui frane, smottamenti e la contaminazione di falde acquifere.

Ricostruzione

La ricostruzione del centro Italia è ancora in corso e si prevede che durerà diversi anni. Il governo italiano ha stanziato oltre 15 miliardi di euro per la ricostruzione, che è stata affidata a un commissario straordinario.

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