“Un Castello all’orizzonte”, sabato 6 giugno alla Chiesa della SS. Annunziata del borgo medioevale di Postignano

 
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Un Castello all'Orizzonte, sabato 11 agosto a Postignano

Nell’ambito della quarta edizione della manifestazione culturale estiva “Un Castello all’orizzonte”, sabato 6 giugno 2015, alle ore 18.30, presso la Chiesa della SS. Annunziata del borgo medioevale di Postignano (PG) si terrà un concerto conferenza nel centenario della morte del musicista russo Aleksandr Nikolaevič Skrjabin dal titolo “SKRJABIN O IL DELIRIO DELL’INFINITO”, con il pianista Alessandro Bistarelli. Skrjabin (Mosca 1872-1915) fu musicista di primissimo piano nel panorama russo di fine ottocento, compositore, poeta, teosofo, pianista concertista di fama europea. Elesse il pianoforte a strumento dei suoi ineffabili sogni e delle sue tormentate visioni, anche se nella maturità allargò il campo degli interessi compositivi all’orchestra sinfonica. Seppe tradurre sulla tastiera le più morbide ed allucinate sensazioni, i più imponderabili stati d’animo, le fantasie e le evocazioni più sottili, con una ricchezza di sfumature e di accenti, quali il pianoforte non aveva più conosciuto dopo Chopin.

Coltivò tutti i generi della tradizione romantica: Preludi, Studi, Valzer, Mazurche, Notturni, Poemi, oltre alle monumentali dieci Sonate, veri capolavori di esteso significato compositivo ed espressivo. Alessandro Bistarelli, nato a Città di Castello. Ha studiato musica presso il Conservatorio “Francesco Morlacchi” di Perugia, dove si è diplomato in pianoforte. Si è perfezionato a Roma con Eugenio De Rosa e a Genova con Massimiliano Damerini. Ha inoltre frequentato corsi di interpretazione pianistica con Guido Agosti, György Sandor, Andrea Pestalozza, Konstantin Bogino, Christiane Montandon e, per l’interpretazione bachiana, con Huguette Dreyfus. Presso l’Accademia Musicale Pescarese, ha frequentato il corso biennale tenuto dal Maestro Piotr Lachert, conseguendo nel 2000 il Diploma in Didattica Pianistica.

Nell’aprile 2014 ha conseguito, presso il Conservatorio di Musica di Perugia, il Diploma Accademico di Secondo Livello in Discipline Musicali (Pianoforte), sotto la guida del Maestro Stefano Ragni, con menzione d’onore, con una tesi su Alexandr Skrjabin. Nel 1988 e nel 1990 è stato invitato per tournées di concerti in Messico, con recitals in San Louis Potosì, Puebla, Morelia, Acapulco, Còrdoba, Veracruz, Toluca, Guadalajara. Ha suonato per gli Istituti Italiani di Cultura in Finlandia (Helsinki, dicembre 2002), in Libia (Tripoli, settembre 2008) e per l’Istituto Polacco (Roma, maggio 2006). Nel 2009 e 2011 ha tenuto concerti a Yverdon Les Bains (Svizzera). Insegna pianoforte alla Scuola Media “Pianciani Manzoni” di Spoleto. Postignano è una frazione del Comune di Sellano che fu abbandonato negli anni ’60 ed è tornato a vivere grazie ad una attenta opera di restauro durata molti anni, a cura dei due proprietari, gli architetti napoletani Gennaro Matacena e Matteo Scaramella (Mirto srl).

E sono proprio i due architetti ad organizzare le iniziative estive al borgo, con il Patrocinio della Regione Umbria, della Provincia di Perugia e del Comune di Sellano. Il Castello di Postignano offre un’esperienza di turismo e di vita sostenibili, fatti di sostanza e di emozioni: sessanta case perfettamente restaurate nel rispetto dell’impianto medievale delle architetture, ma caratterizzate da tutte le risorse di una vivibilità moderna – un albergo “diffuso” – un ristorante/trattoria dove, la cucina semplice, l’attenzione alle tradizioni e alla qualità delle materie prime sono la sua filosofia – un wine bar “Vini e Oli dell’Umbria” – un centro servizi – l’antica chiesa, oggi luogo di eventi culturali, artistici e di intrattenimento; qui i restauri hanno svelato affreschi di antica bellezza, tra i quali una Crocifissione del XV secolo apparsa dietro una parete crollata – una biblioteca – alcune botteghe artigiane – un centro benessere, la piscina, l’area all’aperto “Il giardino delle rose”. I due proprietari, gli architetti Matacena e Scaramella hanno dichiarato: “L’attestato ricevuto dai Club Unesco d’Europa per il restauro del borgo e il successo che il documentario “Un’architettura spontanea dall’abbandono al recupero” ha ottenuto al Festival International des Films d’Art di Montréal del marzo scorso, ci confortano nel ritenere che il percorso intrapreso valorizzi la storia e la bellezza della terra d’Umbria”. Alla fine degli anni ’60, l’architetto americano Norman F. Carver definì il Castello di Postignano come l’archetipo dei borghi collinari italiani, tanto da riprodurre le imponenti case-torri del borgo, aggettanti l’una sull’altra, nella copertina del suo libro fotografico “Italian Hilltowns”.

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