Venerdi Santo a Norcia, tra tradizione e misticismo

 
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da Paolo Millefiorini
L’Umbria serafica, mistica, ricca di forti emozioni, ripropone come ogni anno i misteri della Fede Cristiana con la tradizionale processione del Cristo Morto, celebrata in molti paesi della Valnerina. Il Venerdì Santo a Norcia, giorno del ‘silenzio’, è storicamente legato alla tradizione locale con due appuntamenti che richiamano molti fedeli, e non!, alla meditazione e riflessione sulla passione di Gesù Cristo. Alle ore 15, presso l’Oratorio di S. Agostino Minore, luogo atto al raccoglimento, ci sarà la “Sacra rappresentazione della passione del Signore”, religiosa accompagnata dalla drammatizzazione del “Pianto della Madonna” di Jacopone da Todi, curata e interpretata dalla compagnia teatrale GAD di Norcia.

Domani sera dalle ore 21 oltre 400 figuranti si ritroveranno a Capolaterra, la parte alta della città, per poi partire in corteo composta da bambini con le palme, i tamburini, soldati a cavallo, Barabba con Cristo, il Cireneo, i lancieri e i ladroni, la turba dei curiosi, la corte di Pilato e il gruppo recante i 21 simboli della Passione, i sacerdoti, i penitenti incappucciati con le catene ai piedi, la Madonna e il corteo delle donne vestite di nero al suo seguito. Non a caso nel corso degli anni è considerata tra le processioni più imponenti del centro Italia.

Il percorso si snoderà lungo le suggestive mura cittadine dove sarà possibile vedere 11 quadri ‘viventi’ raffiguranti momenti della Passione del Signore: dall’episodio dei trenta denari alla preghiera nell’orto degli ulivi; dalla scena con Pilato a quella della disperazione di Giuda; dalla prima e la seconda caduta sotto la croce all’incontro con la Veronica; dalla crocifissione alla tragica e commovente deposizione. La bellezza spirituale che scaturisce dalla solenne staticità dei figuranti nei quadri viventi, impressionante per il loro realismo, procurano emozione e commozione a quanti hanno la fortuna di assistere alla manifestazione.

Tutto il percorso sarà illuminato da fiaccole e da immense croci con torce fiammeggianti disposte nelle campagne circostanti; il corteo sarà accompagnato dallo stridire delle catene, delle ‘marturelle’ (ganci di ferro che sbattono su una tavola di legno) e il tam tam sepolcrale dei tamburi. Da qualche anno alla processione partecipano anche i monaci benedettini cantando in gregoriano un testo liturgico per il Venerdì Santo di grande suggestione e commozione.

Il Venerdì Santo a Norcia dunque, con il ‘Pianto della Madonna’ e la Processione del Cristo Morto, mantiene viva la tradizione e la spiritualità della giornata, vista la partecipazione popolare sempre intensa e sentita. Questo grazie all’intuizione oltre quarant’anni fa dei compianti Anna Ferrari e Don Armando Petrelli che hanno cosi avvicinato al culto moltissima gente in modo che ognuno, magari anche a ‘modo suo’ possa vivere la sua Pasqua, sarebbe un peccato farne a meno.

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