La vita in mezzo alla macerie, Norcia, la lettera di Padre Benedetto

: la città assomiglia ad una zona di guerra

 
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La vita in mezzo alla macerie, Norcia, la lettera di Padre Benedetto NORCIA – La vita in mezzo alla macerie, la lettera di Padre Benedetto da Padre Bendetto (Priore) NORCIA – Cari Amici, La settimana scorsa, ho fatto quello che di solito è un viaggio di novanta minuti fino al dentista del nostro monastero. Il viaggio è durato due ore e mezzo per via delle deviazioni dovute alle strade chiuse. Al ritorno ho pensato di fare una cosa intelligente, e cioè prendere una scorciatoia attraverso le strade di campagna. Il mio piano è fallito: una diga era crollata dopo alcune scosse di assestamento, allagando tutta la valle che circondava la strada. La mia strada era sommersa da un lago. Ci ho messo quattro ore per tornare a casa.

In tutta Norcia è lo stesso: la città assomiglia ad una zona di guerra. Ci sono campi base di militari e vigili del fuoco sparsi per tutta la valle di Santa Scolastica. Le Poste sono a corto di capannoni e di veicoli. Lo Stato ci ha dato un generatore per l’elettricità. Gli operatori umanitari devono venire a riempirlo di gasolio ogni tre giorni per far sì che le luci restino accese.

Dico tutto questo per chiedervi scusa per essere spariti e non aver mostrato gratitudine per i vostri generosi doni. Con il terremoto, abbiamo dato priorità alla ricostruzione delle cose più urgenti di cui abbiamo bisogno per affrontare ai mesi più freddi dell’anno. Molti amici da tutto il mondo hanno mandato parole di apprezzamento e di gratitudine a P. Cassiano dopo la notizia delle sue dimissioni e la mia nomina a priore. Le vostre parole ci hanno dato grande consolazione e speranza. Faremo del nostro meglio per recuperare il ritardo nel rispondere a queste e-mail nelle prossime settimane.

Sono successe tante cose di recente che vorremmo condividere con voi, ma dovendo fare ritorno alla comunità, posso farvi solo una breve sintesi. Tanto per cominciare, siamo riusciti a salvare il clavicembalo dalle macerie. Anche se alcuni tasti non funzionano più, siamo stati in grado di tenere un piccolo concerto in occasione della festa di Santa Cecilia, con Don Ignazio alla tastiera e Frater Giustino alla chitarra classica. È stata una piacevole serata di diletti musicali che sono di nutrimento all’anima.

Per il Giorno del ringraziamento, la festa nazionale americana di gratitudine per la generosità della terra, un contadino del luogo ha macellato quattro tacchini e ce li ha portati freschi. È stato davvero un premio per noi che mangiamo carne solo a Pasqua, per il Ringraziamento e a Natale.

Le donazioni in questi giorni sia dalle parrocchie che dalle persone, sono arrivate abbondanti, c’è chi è venuto di persona a consegnarci i regali, come CitizenGo. Anche i doni in natura sono stati una benedizione. Un nuovo container da adibire a cappella, gentilmente offerto dall’associazione Umanitaria Padana, è arrivato ieri. A partire da domenica prossima, la cappella ci permetterà di celebrare la messa sui terreni del monastero (San Benedetto in Monte), con le poche anime coraggiose che ancora rimangono a Norcia, e di fornire benefici immediati ai locali e consentirci di ricominciare a tornare, anche se solo in parte, alla normalità.

Sempre grato per le vostre preghiere e il vostro sostegno,
P. Priore
P. Priore Benedetto Nivakoff, O.S.B.

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