Vincenzo Bianconi, piccole e medie imprese, è una ecatombe


Scrivi in redazione

Vincenzo Bianconi, piccole e medie imprese, è una ecatombe

Vincenzo Bianconi, piccole e medie imprese, è una ecatombe

di Vincenzo Bianconi
La crisi delle piccole e medie imprese artigiane e commerciali è una ecatombe che sta colpendo in particolare l’Umbria.
La crisi non è solo nei numeri, ma sotto i nostri occhi, nei centri storici, sempre più tristi e deserti.
Le piccole e medie imprese umbre rappresentano la spina dorsale della nostra economia, creano occupazione di qualità e forniscono un presidio per il territorio e un servizio irrinunciabile per i quartieri.

Come ricorda anche Confcommercio Umbria, le cause di questo declino non sono soltanto globalizzazione, e-commerce e cambiamenti culturali, ma anche scelte miopi e dannose a livello comunale, regionale e nazionale che hanno consentito la cementificazione selvaggia della grande distribuzione a danno sia dei piccoli commercianti che degli stessi grandi centri commerciali che nascono come funghi.
Spesso vi è la miopia delle amministrazioni locali, che sacrificano il territorio e il futuro dei cittadini per gonfiare i bilanci contributi e onere di urbanizzazione, forse in vista delle elezioni…

Ieri ho depositato per la prossima seduta dell’Assemblea legislativa una interrogazione in cui chiedo alla Giunta cosa intende fare per arginare il fenomeno.
Potete leggerla qui.

Non si tratta di un processo irreversibile, anzi le nuove tecnologie possono essere utilizzate per valorizzare la qualità delle produzioni locali, tutelando il piccolo commercio locale con regole certe, pur nel nuovo contesto di mercato globale. Gli esempi virtuosi in Italia e nel mondo sono numerosi.

Un altro gravissimo problema riguarda il credito. La Banca d’Italia nel “Rapporto sull’economia dell’Umbria 2019” evidenzierebbe che le piccole imprese umbre vedrebbero una contrazione del credito per il settimo anno consecutivo! Si tratta spesso di piccole imprese, fondamentalmente redditizie dal punto di vista economico, che falliscono soltanto a causa della carenza di liquidità finanziaria da parte degli istituti di credito.

Serve un intervento attivo delle Istituzioni, potenziando il ruolo di partecipate come Sviluppumbria e Gepafin.

Dobbiamo però agire subito, senza più slogan che sentiamo da anni, perché ogni impresa che muore porta con sé anni di tradizione, know-how e patrimonio che non torneranno più.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*