Vallo di Nera ospita la prima presentazione regionale
Il territorio montano umbro si prepara a un esame approfondito del proprio presente e del proprio futuro. Sabato 30 agosto alle 11, nella sala Santa Maria di Vallo di Nera, sarà presentato il Rapporto Montagne Italia 2025, volume curato da Uncem – Unione nazionale Comuni Comunità Enti montani – e pubblicato da Rubbettino. Si tratta di una raccolta che supera le ottocento pagine, ricca di dati, indicatori, ricerche e visioni, frutto di un lavoro corale che intende delineare lo stato dell’Appennino, con uno sguardo specifico all’Umbria.
Il documento affronta temi chiave come emigrazione, economia locale, agricoltura e turismo, senza tralasciare il percorso delle Green Community, considerate una delle leve di rilancio per le aree interne. L’opera, coordinata da Luca Lo Bianco e Marco Bussone, include contributi di studiosi e analisti tra cui il sociologo Aldo Bonomi, Giampiero Lupatelli di Caire e Nando Pagnoncelli di Ipsos, oltre a testi firmati da figure istituzionali come Papa Francesco, il Presidente Sergio Mattarella e il Ministro Roberto Calderoli.
Per l’Umbria, quella di Vallo di Nera rappresenta la prima tappa di presentazione pubblica, a sette anni dall’ultimo rapporto nazionale sulla montagna. L’incontro sarà aperto alla cittadinanza e vedrà la partecipazione di esponenti istituzionali e del mondo associativo: Agnese Benedetti, Sindaca di Vallo di Nera e Presidente Uncem Umbria; Antonio Brunori, Segretario generale PEFC; Pietro Bellini, Presidente del Gal Valle Umbra e Sibillini; Alessandra Bonfanti, Responsabile piccoli Comuni di Legambiente; Luca Lo Bianco, curatore del volume; Thomas De Luca, Assessore regionale all’Ambiente ed Energia; e Marco Bussone, Presidente nazionale di Uncem.
Il Rapporto intende fornire un quadro dettagliato della montagna italiana, mettendo in relazione i numeri con i volti e le storie dei territori. Al centro emergono le sfide dell’Appennino umbro: mantenere viva l’agricoltura, potenziare il turismo sostenibile, limitare la perdita di popolazione e rafforzare il legame tra comunità locali e risorse naturali.

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