L’oratorio di Sant’Agostino minore a Norcia, altra emergenza, post sisma, irrisolta

 
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L'oratorio di Sant'Agostino minore a Norcia, altra emergenza irrisolta
Oratorio di Norcia Foto Francesco Ferrari

L’oratorio di Sant’Agostino minore a Norcia, altra emergenza, post sisma, irrisolta

Gentile Sovrintendente Mencarelli,
come Comitato spontaneo attivo nel contesto nursino, poniamo rinnovatamente all’attenzione della Sovrintendenza umbra l’oratorio di S.Agostino minore di Norcia, il quale custodisce fondamentali memorie e testimonianze artistiche dell’ identità nursina. Sede in passato della Confraternita agostiniana dei Cinturati, vi si preparava la nostra Processione del Venerdì Santo. Qui, alzando gli occhi, si potevano e si potranno rivedere, se faremo presto a restaurare questo bene minacciato, i colori del Bello, come in Paradiso.

L’oratorio in oggetto è stato infatti danneggiato in modo NON irreparabile dal sisma del 2016, ma è in attesa di recupero di beni mobili preziosi, come il suo celebre soffitto ligneo policromo a cassettoni di fine ‘500, i suoi scranni in noce, il suo altare, della stessa epoca.
Francesco Ferrari, Comitato Basilica di Norcia
Francesco Ferrari

Tale manufatto, pur essendo stato messo qualche tempo fa solo in sicurezza, a nostro avviso è una delle maggiori, emergenze irrisolte del post sisma a Norcia.
Vogliamo pertanto accedervi per sincerarci del suo stato, al fine di stimolare l’accelerazione indispensabile per quanto esso merita e impone alle istituzioni pubbliche preposte alla sua salvaguardia.

  • A nostro avviso e’ necessario un urgentissimo recupero, in primis del suo soffitto. Saremo ancora in tempo?

Quanto sopra affermiamo potrebbe essere datato, oppure drammaticamente vero o addirittura superato dall’ammaloramento in atto già dall’epoca delle scosse, come abbiamo riscontrato quando il sito era ancora aperto, nel primo periodo dopo il terremoto.

Purtroppo siamo però nella condizione, essendo semplici cittadini, in questi lunghi anni di paralisi generale quanto a ricostruzione, di non aver potuto accedere al luogo per sincerarci puntualmente di quanto sopra.

Sappiamo, guardandolo ora purtroppo solo dall’esterno, che esso è stato messo in sicurezza nelle strutture murarie crollate, che la copertura resta precaria cosi come era anche prima del sisma, permettendo all’epoca già alla pioggia di filtrare. Temiamo insomma che i suoi beni mobili, siano stati lasciati purtroppo ancora in sede in progressivo deterioramento, molto lontani da un intervento di restauro insieme a quello di tutto il complesso architettonico che li contiene.

Questo è il nostro cruccio e la sfera dell’azione di somma urgenza da intraprendere, a nostro avviso. Vi e stata già una corrispondenza con la Sovrintendente Mercalli. Il cui tenore ci è alquanto dispiaciuto, vincolando ella il nostro accesso al sito allo scopo di documentare il suo stato interno, ad un “accredito” giornalistico che sinceramente ci è apparso punto di vista a tal punto lunare, freddo, da provocare persino la paralisi di una qualsivoglia nostra adeguata reazione.

  • pochi beni artistici rimasti quasi intatti a Norcia

Questo luogo e’ uno dei pochi beni artistici rimasti quasi intatti a Norcia dopo il terremoto. Salvandolo dall’oblio, lo Stato che tecnicamente lei ora rappresenta con nuova nomina, preserverà una parte importantissima della nostra identità ferita, ridottasi praticamemte ad esalare i suoi ultimi respiri. S.Agostinuccio, cosi noi lo chiamiamo affettuosamente, e’ il simbolo di tutte le nostre numerose chiese ed altri siti, come la Castellina, che attendono anch’essi un’urgente, immediata soluzione.

Da Norcia gridiamo verso il suo ufficio tutto il nostro dolore di amanti dell’Arte e della Cultura nonché delle tradizioni popolari. Lo ascolti veramente e lo usi come guida quotidiana per dare a Norcia quello che merita e chiede da quattro anni.

Per il Comitato, il portavoce prof. Francesco Ferrari

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