Carabinieri, personale Asl e Vigili del fuoco nei ristoranti delocalizzati di Norcia

di Marcello Migliosi e Morena Zingales
Carabinieri, personale Asl e Vigili del fuoco nei ristoranti delocalizzati di Norcia
«Va a finire che ci scoraggeremo a tal punto che prenderemo armi e bagagli e ce ne andremo da Norcia», sono le parole di uno dei sei ristoratori nursini che nei giorni scorsi hanno ricevuto la visita sopralluogo del personale della Asl, dei Vigili del fuoco e dei Carabinieri. Come mai? Sembra ci sia stato un esposto da parte di qualcuno e questo, come di regola, avrebbe fatto scattare i controlli. Da quanto se ne sa non sarebbero state aperte celle frigorifere o controllati alimenti, ma la regolarità di uscite di sicurezza e il rispetto delle varie normative. 

«Non ci interessa fare gli accessi agli atti – dice il ristoratore -, ma vorremmo poter essere messi, anche psicologicamente, in condizioni di poter ripartire con le nostre attività». S’intende, l’imprenditore non contesta la legittimità del sopralluogo né tanto meno il rispetto delle regole, è colpito, invece, dalla cattiveria di chi, animato chissà da cosa, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica.

Il ristoratore non vuole entrare in polemiche di alcun tipo e quindi non vuole si faccia il suo nome: “Siamo stati tutti controllati“. E rispetto alla prima notizia “vox populi” che si era diffusa in giornata, una certezza l’abbiamo avuta ed è quella che arriva dal comando dei Nas, dal quale si apprende che il Nucleo non era del team di coloro che hanno effettuato i controlli.

E non si trova conferma ufficiale neanche del fatto che sarebbero stati due i ristoranti delocalizzati ad essere stati chiusi o sanzionati.

Per avere maggiori certezze abbiamo cercato il sindaco della città, Nicola Alemanno e l’assessore Giuseppina Perla, ma non siamo riusciti a raggiungerli.

Non domi abbiamo chiesto a chi è rimasto a Norcia in questi giorni d’estate. «Non mi risulta che ce ne siano di chiusi – dice il nostro interlocutore -, posso dirvi che ho fatto un giro proprio ieri sera ed erano tutti aperti e per fortuna funzionano anche un po’». Di ufficiale, quindi, sulla chiusura dei due esercizi non c’è notizia. E ci fornisce anche l’elenco delle strutture di ristorazione che sono attive in regime di delocalizzazione:

  1. Ristorante Europa, Beccofino (Porta Ascolana),
  2. Cantina 48 (pizzeria ristorante nel viale della stazione),
  3. Granaro del Monte (ospitalità Bianconi),
  4. La Carpula che, seppur delocalizzata, ancora non è attiva,
  5. la Cantina de Norsia (ristorante pizzeria nei pressi dei giardini di viale XX settembre zona Porta Romana),
  6. Il Tartufo (ristorante nei pressi dei giardini di Porta Romana).

I ristoratori non trovano pace a Norcia, quindi. «Non è bastato il terremoto a distruggere ciò che avevano creato – dice una titolare di una delle aziende -. Non è bastata la burocrazia e i vari sequestri fatti nei mesi scorsi. Tutto fa brodo e annichilisce chi con fatica sta cercando di rialzarsi dopo quel maledetto 24 agosto 2016. L’ultima notizia emersa sarebbe un sopralluogo fatto in tutti, ma proprio in tutti, i ristoranti delocalizzati di Norcia. Controlli – dice – sarebbero stati fatti in seguito a un esposto presentato “da qualcuno” alla Procura della Repubblica, presumibilmente quella di Spoleto.

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E così nei giorni scorsi, quindi, nelle attività ristorative nursine Asl, Carabinieri in borghese (non i Nas, lo ripetiamo) e vigili del fuoco avrebbero “fatto una visitina” agli edifici per verificare che tutto fosse in regola.

«Per carità  – dice la signora – è giusto, tutto deve essere fatto a norma di legge.  Ma tutto questo però ci toglie le forze e la voglia di andare avanti. O meglio – si corregge – la voglia di andare avanti c’è, ma cominciamo a pensare che non ci sia più speranza a Norcia e in Valnerina e, in fondo, le Marche e la sua costa sono a due passi».

Partendo da presupposto che non si contesta l’operato, se c’è stato anche perché di ufficiale non abbiamo nulla se non le testimonianze, il timore, sempre più fondato, che gli imprenditori “mollino” e se ne vadano si fa sempre più tristemente concreto. Quando la notizia sarà confermata da fonti ufficiali capiremo le ragioni che hanno determinato l’attivazione dei controlli.

Noi, per quanto ci riguarda, sappiamo solo che il Popolo della Magica Valle del Nera e della Terra di San Benedetto, è un popolo coraggioso,  affabile, amabile e molto ospitale. Un popolo che ama la propria terra. Se fosse diversamente a quest’ora sarebbe fuggito via, altrove. Un popolo, quello della Valnerina ormai come dice qualcuno di loro, con la “cotenna abituata” a tutte le tegole che arrivano in testa. Ricevono colpi, ma con la testa alta e un orgoglio unico e vanno avanti lo stesso.

 

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