Due nuovi pozzi a Scheggino, aspra critica di Thomas De Luca del M5S 

Immotivato e grave accaparramento di risorse naturali

 
Chiama o scrivi in redazione


Due nuovi pozzi a Scheggino, aspra critica di Thomas De Luca del M5S 

Due nuovi pozzi a Scheggino, aspra critica di Thomas De Luca del M5S 

Condividiamo la contrarietà, il disappunto e la preoccupazione manifestata all’unanimità dal consiglio comunale e dal sindaco di Scheggino rispetto all’annunciata realizzazione da parte del Sii di due nuovi pozzi lungo la strada comunale sterrata “Osteria Ceselli – Scheggino”. Non si tratta solo di una mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini e delle istituzioni locali, che non sono state minimamente considerate rispetto a questa decisione.

Ma di un vero e proprio accaparramento di risorse naturali per il futuro, in tempi in cui gli effetti dei cambiamenti climatici sono ormai sotto gli occhi di tutti. Non basta l’acqua che hanno già preso, in maniera immotivata ne vogliono ancora e se la prendono senza neanche chiedere permesso.

Che fine faranno questi pozzi quando la Sii sarà venduta? Rimarranno di proprietà pubblica dopo lo scioglimento della società o finiranno in mano a qualche privato? Come confermato durante l’incontro del 3 settembre a cui hanno partecipato il Comune di Scheggino, i tecnici del Servizio Idrico Integrato, il dott. Giuseppe Rossi di AURI e l’Ing. Stefano Nodessi Proietti della Regione Umbria, è emerso che la messa in funzione dei nuovi pozzi non sarebbe dettata dalla necessità di ulteriore attingimento di acqua, in quanto l’attingimento attuale risulta sufficiente all’approvvigionamento dell’utenza.

L’opera che ha avuto l’avallo della Regione sarebbe invece finalizzata esclusivamente ad un prelievo alternativo a due pozzi dell’acquedotto Scheggino – Pentima, già in funzione, che, essendo molto profondi, comportano un notevole dispendio di energia elettrica per il loro funzionamento.

Motivazioni assolutamente insufficienti a giustificare la spesa prevista per la realizzazione di tale intervento, stimata in diversi milioni di euro. Un’infrastruttura invasiva e dispendiosa, inutile rispetto al soddisfacimento del fabbisogno della popolazione di riferimento. Chiediamo alla presidente Donatella Tesei se sia possibile relegare a un ruolo tanto marginale un’intera comunità rispetto decisioni così impattanti per il territorio.

Esprimiamo sconcerto per la totale mancanza di una reale politica dell’acqua che tuteli i consumatori con tariffe adeguate e obblighi le società all’adeguamento delle reti nell’obiettivo primario di risparmiare le risorse idriche. Alla Regione spetta il compito di regolazione e governo dei servizi pubblici, non certo quello di favorire interessi che non sono pubblici. Ricordiamo che il Comune di Scheggino è un territorio a vocazione turistica, in cui la principale attrazione è rappresentata proprio dalla presenza dell’acqua che proviene dalla rete idrica sotterranea.

E’ del tutto evidente che estrarre ulteriore acqua dal sottosuolo significherebbe turbare l’equilibrio naturale esistente e mettere a rischio questa importante risorsa naturale, necessaria e strategica per la comunità schegginese, ma anche per l’economia e la sostenibilità del territorio comunale. Negli ultimi anni si è registrata una evidente modificazione della portata dei bacini idrografici del territorio, probabilmente anche innescata dalla crisi climatica.

La Regione farebbe bene ad occuparsi quanto prima di un nuovo Piano regolatore regionale degli acquedotti, visto che l’attuale risale al 2007 e andrebbe aggiornato. Piuttosto che favorire interventi che mettono a repentaglio la sostenibilità economica ed ambientale di un intero territorio.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*