Scontro politico acceso sulle delibere APSP emerse a Norcia
La richiesta di dimissioni del presidente dell’APSP Claudio Salvatori approda in Consiglio comunale con una mozione che riaccende il dibattito sulla gestione del patrimonio pubblico.
Affitti APSP, la mozione scuote il Consiglio comunale
La capogruppo Giuseppina Perla, dopo aver analizzato gli atti ottenuti tramite accesso formale, contesta in modo articolato le scelte adottate dall’Ente in merito alle rinegoziazioni dei canoni di locazione e alla transazione relativa al fabbricato Freddara, evidenziando presunte omissioni nella relazione presentata il 4 dicembre 2025.
Le rinegoziazioni dei canoni e i pareri contrari degli uffici
Secondo la ricostruzione contenuta nella mozione, le delibere n. 42 del 12 settembre 2025 e n. 50 del 10 ottobre 2025 avrebbero ridotto in modo significativo i canoni di locazione dovuti dagli affittuari, nonostante i pareri tecnici e amministrativi interni fossero contrari. La documentazione acquisita mostra che l’APSP aveva richiesto consulenze legali esterne, dalle quali emergeva la necessità di motivazioni “granitiche” per procedere a rinegoziazioni così incisive. Inoltre, l’unica agenzia immobiliare incaricata avrebbe stimato un calo del valore degli immobili commerciali fino al 45%, senza però fornire dati verificabili a supporto.
La mozione sottolinea che, nonostante tali elementi, l’Ente avrebbe deliberato riduzioni rilevanti: dal canone annuo di 57.380 euro a 25.000 euro fino al 2028, e successivamente a 30.000 euro; in un altro caso, da 48.072 euro a 22.248 euro, con percentuali di decurtazione superiori al 50%.
Il nodo Freddara e la transazione contestata
Un ulteriore punto critico riguarda la delibera n. 49 del 10 ottobre 2025, relativa ai contenziosi sul fabbricato Freddara. La mozione evidenzia che la transazione sarebbe stata autorizzata basandosi su una stima che considerava soltanto i costi necessari a rendere l’immobile utilizzabile, ignorando – secondo la ricostruzione della consigliera – la contabilità pubblica e gli atti di collaudo che avrebbero attestato danni e lavori non eseguiti. Perla sostiene che l’Ente avrebbe dovuto ottenere un risarcimento, mentre la transazione avrebbe prodotto un vantaggio per i soggetti chiamati a rifondere i danni, con una perdita per le casse pubbliche.
La contestazione politica e la richiesta di dimissioni
La mozione accusa Salvatori di aver omesso, nella relazione illustrata ai consiglieri il 4 dicembre 2025, informazioni ritenute essenziali per una valutazione completa dell’operato dell’APSP. Secondo Perla, la mancata esposizione di elementi giuridici, tecnici ed economici avrebbe “alterato in modo sostanziale” il giudizio dei consiglieri, soprattutto considerando che la seduta era pubblica e trasmessa in streaming.
Per queste ragioni, il documento impegna il sindaco a esprimere una condanna formale e a chiedere le dimissioni del presidente e dei membri del CdA che hanno votato le delibere contestate.
La replica di Salvatori: “Decisioni legittime e trasparenti”
Il presidente dell’APSP Claudio Salvatori risponde con una nota dai toni fermi, rivendicando la piena correttezza dell’operato dell’Ente. Sottolinea che tutte le decisioni sono state assunte “nel rispetto delle leggi e delle procedure amministrative”, supportate da valutazioni tecniche e sempre orientate all’interesse della collettività. Definisce le accuse “non fondate” e potenzialmente lesive, riservandosi di valutare iniziative nelle sedi competenti per tutelare la propria reputazione e quella dell’istituzione.
Salvatori ricorda inoltre che il suo incarico è svolto a titolo gratuito e ribadisce la disponibilità a un confronto pubblico basato su atti ufficiali, rivendicando la volontà di proseguire il lavoro con “serenità e trasparenza”.
Un confronto destinato a proseguire
La vicenda apre un nuovo fronte politico nella città di Norcia, dove il tema della gestione del patrimonio pubblico e della trasparenza amministrativa torna al centro del dibattito. La mozione, articolata e dettagliata, e la replica altrettanto decisa del presidente dell’APSP delineano uno scontro istituzionale destinato a proseguire nelle prossime settimane, con possibili ricadute sul clima politico locale e sulla percezione dell’operato dell’Ente.

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