Un gruppo Facebook promuove la Piaggia di Sellano, i social al servizio del Paese

 
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da Sabbatini Sergio (Fondatore del Gruppo Facebook dedicato a la Piaggia)
LA PIAGGIA (Sellano) – Intorno all’anno 1300 Andreuccio di Petrone ne divenne “Castellanus”.Nel XXV canto de “L’Inferno” di Dante Alighieri viene recitato questo verso: “Ripresi via per La Piaggia”. Situata nella bella vallata dei Monti Sibillini, tra Norcia e Spoleto, in provincia di Perugia. E’ con queste parole che ho dato inizio alla pagina facebook di Piaggia, www.facebook.com/LaPiaggia. Nasce come forma di protesta pacifica, nei confronti delle autorità competenti, perché dal terremoto del 1997 siamo stati completamente abbandonati; è vero, abbiamo peccato di ingenuità anche noi nel formare consorzi e cooperative per cercare di non cadere negli stessi errori fatti nel 1979 dal precedente terremoto, visto che le case furono consegnate dopo circa 15 anni, ed invece, ahimè, a tutt’oggi, dopo svariate denunce fatte anche alla Procura della Repubblica (tutto documentabile) per il totale abbandono del Paese con delle gru e impalcature fatiscenti che non permettevano neanche l’accesso al Paese, con ditte fallite (io ne ho contate 3), ancora non se ne viene a capo.

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Sembra che ora, dopo 18 anni, con il nuovo Sindaco di Sellano, ( Piaggia è una frazione di Sellano ) Attilio Gubbiotti,  e la sua amministrazione, qualcosa cominci a smuoversi. Un “encomio” particolare lo darei al Sindaco, per il semplice fatto di essere stato l’unico a venire a Piaggia ed a rendersi conto della gravità della situazione.  Nel mese di ottobre hanno tolto la gru più pericolosa e pericolante, sita nel centro del Paese, dove oramai era in balia di se stessa, infatti pensavamo che avrebbe fatto la stessa fine di quella crollata a Terni l’estate scorsa, visto che era la gemella e, dal mese di gennaio, almeno così ci hanno promesso, dovrebbero iniziare i lavori di ristrutturazione del Paese (finchè non vedo non credo). Ho cercato di sintetizzare il più possibile ciò che è accaduto in 18 anni, anche perché nelle varie vicissitudini, avrei potuto scriverci un libro.

Ora parliamo un po’ di Piaggia e di come era fino agli anni ’80, praticamente era il centro di tutte le varie frazioni: Civitella, Setri, Renaro, Ceseggi, Petrognano, La Piaggerella, Montesanto e Peneggi, visto che Piaggiaera l’unico Paese ad avere due spacci, (da noi i negozi si chiamavano cosi), che vendevano dalla A alla Z, perfino i tabacchi, due calzolai, un fabbro ed un falegname che faceva anche da barbiere e, oggi non ci crederebbe nessuno, l’UNICO TELEFONO!!!  Chi, dalle varie frazioni, avesse dovuto fare una telefonata, ci pensava due volte, visto che si doveva fare una camminata tra i 3 ed i 5 Km di strada sterrata!!! Anche perché le sole 2 macchine nella zona, erano proprio quelle dei due commercianti. Ma per noi Piaggiani andava bene così, anche se non avevamo alcun tipo di servizi, l’acqua nelle case non c’era, l’unico approvvigionamento era la vecchia fonte ai piedi del paese, i bagni erano le stalle e la corrente elettrica arrivò negli anni ’60, il gas ancora non c’è.

Gli abitanti, all’epoca non c’era una casa vuota ma bensì ogni nucleo familiare era composto tra le 5 e le 10 persone, oggi i residenti sono 7, erano per il 95% contadini, ed ogni famiglia aveva mucche, pecore, conigli, galline, maiali e capre, e tanti campi da coltivare,gli unici svaghi erano, la domenica, il gioco delle carte e delle bocce.

Nonostante tutto, l’aria che si respirava, oltre all’aria buona stando il Paese a quasi mille metri, era quella del rispetto, fratellanza, unione ed infatti ci si aiutava l’un con l’altro,specialmente nei mesi invernali dove, a detta dei padri e dei nonni, non era inusuale coricarsi ed al risveglio trovare il portone di casa bloccato dalla neve e quindi uscire da una finestra e cominciare a spalare. Sembra che io stia parlando di qualche secolo fa, ed invece è solo di una cinquantina di anni fa!!!

Non voglio raccontare altre storie, e ce ne sarebbero, altrimenti rischio di annoiare, ma quello che voglio dire è che tutti noi che siamo vissuti in questo Paese ed amiamo ogni singola pietra di Piaggia, siamo stanchi di vederlo così abbandonato e degradato, e combatteremo, sempre pacificamente e nel rispetto delle leggi, affinchè torni a rinascere, e non vederlo vissuto solo per quei 15 giorni d’agosto. Io, ovviamente, parlo di Piaggia, ma di borghi medievali come il nostro, nei dintorni ce ne sono svariati ed a vederli così mi piange il cuore.

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2 Commenti

  1. congratulazioni a mio cugino Sergio, anima della rinascita di Piaggia. Chi non l’ha vissuta sin da bambino e nell’epoca incantata durata in parte almeno fino al maledetto terremoto del 97, non potrà mai capire cosa provano i piaggiani per la Piaggia. Ma anche a chi non l’ha vissuta non potrà sfuggire la bellezza della natura in un luogo a sole 2 ore da Roma. Uniamoci tutti intorno a Sergio ed aiutiamolo a portare avanti il suo nobilissimo progetto.
    luca

  2. ciao io sono il nipote di nello e Lucia Sabatini anch’io ho avuto dei bei ricordi indelebili nei giorni in cui venivamo a trovare i nonni ora a vedere il paese i nonni ci direbbero fatevi rispettare e un nostro diritto

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