Terremoto e delocalizzazione, onorevole Giulietti interroga Gentiloni

Si interroga il Governo per sapere cosa intenda fare

Terremoto e delocalizzazione, onorevole Giulietti interroga Gentiloni

Terremoto e delocalizzazione, onorevole Giulietti interroga Gentiloni

Al Presidente del consiglio dei Ministri – Per sapere – premesso che:

ROMA – Premesso che l’articolo 10 dell’ Ordinanza Commissariale n. 9/2016 – Delocalizzazione immediata e temporanea delle attività economiche danneggiate dagli eventi sismici del 24 agosto, 26 e 30 ottobre 2016 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 19 dicembre 2016, n. 295 – dispone che qualora i soggetti legittimati di cui all’art. 3 abbiano proceduto alla delocalizzazione di attività economiche anteriormente all’entrata in vigore della stessa ordinanza, può essere chiesto il rimborso delle spese sostenute ai sensi dell’art. 3 comma 7, del decreto-legge n. 205 del 2016. (Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 11 novembre 2016, n. 264. )
Considerato che il rinvio all’articolo 3, comma 7 d.l. 205/2016 statuisce che le spese sostenute per gli acquisti, le locazioni e gli interventi di cui al comma 6 possono essere rimborsate ai sensi dell’articolo 5 del decreto-legge n. 189 del 2016. (Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 18 ottobre 2016, n. 244.) e che il sopra citato comma 6 fa riferimento alle spese sostenute per gli acquisti o acquisizione in locazione di macchinari, nonché per effettuare gli ulteriori interventi urgenti necessari a garantire la prosecuzione della propria attività da parte dell’impresa danneggiata, sulla base di apposita perizia asseverata rilasciata da un professionista abilitato che attesti la riconducibilità causale diretta dei danni esistenti agli eventi sismici e la valutazione economica del danno subito.
Considerato che l’art. 5 comma 2 d.l. 189/2016 prevede, tra l’altro, che con provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 2, comma 2, (O.C. n. 9/2016), i contributi, fino al 100 per cento delle spese occorrenti, sono erogati per far fronte alla delocalizzazione temporanea delle attività economiche o produttive e dei servizi pubblici danneggiati dal sisma al fine di garantirne la continuità;
Considerato che il d.l.205 /2016 è stato abrogato dall’art. 1, comma 2, L. 15 dicembre 2016, n. 229, a decorrere dal 18 dicembre 2016 ma lo stesso comma 2 dispone la norma di salvaguardia per cui restano validi gli atti e i provvedimenti adottati e sono fatti salvi gli effetti prodottisi ed i rapporti giuridici sorti sulla base del decreto legge 205 /2016.
Visto che l’ordinanza n.9 definisce per la prima volta e contempla per chi si organizza in proprio un contributo per l’adeguamento e per l’affitto dei nuovi locali; l’ordinanza n. 20 introduce l’una tantum senza nessun criterio particolare riconoscendo un tot al metro quadro del locale di origine inagibile; l’ordinanza n. 36 dei primi di settembre introduce giustamente alcuni criteri all’una tantum ma calcola il contributo non più sul locale inagibile ma quello in cui si delocalizza.
Considerando che questa ultima modifica sta creando grandi problemi alle attività che hanno fatto i loro progetti su un’ipotesi di contributo e che ora rischiano di vederselo decurtato in maniera significativa.
Si interroga il Governo per sapere cosa intenda fare per dare una risposta alle attività produttive  delocalizzate a seguito dei danni causati dagli eventi sismici del 2016 che rischiano la decurtazione dei contributi erogati.

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