Parco Nazionale dei Monti Sibillini: abilitati nuovi operatori per il controllo del cinghiale VIDEO

Le attività di sorveglianza sono svolte dal Coordinamento territoriale Carabinieri per l'Ambiente del Parco


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Parco Nazionale dei Monti Sibillini: abilitati nuovi operatori per il controllo del cinghiale

Parco Monti Sibillini: abilitati nuovi operatori per il controllo del cinghiale VISSO – Il Parco Nazionale dei monti Sibillini ha in questi giorni provveduto a conferire l’abilitazione a 15 nuovi operatori di selezione del cinghiale, che si aggiungono ai circa 160 già iscritti all’apposito Albo del Parco, addetti al controllo numerico di questa specie. Tutti gli operatori sono stati formati direttamente dall’Ente, attraverso un corso articolato in: preselezione per titoli e prova pratica di tiri al bersaglio; addestramento teorico-pratico; prova teorica finale; tirocinio.

Per la sua estrema adattabilità il cinghiale è presente negli Appennini con elevate densità di popolazione (nel Parco è di circa 15 individui per Kmq) e branchi formati da decine di esemplari, arrecando inevitabilmente danni, anche ingenti, nei campi coltivati in cui si spinge per alimentarsi. Può vivere negli ambienti più diversi, si nutre di tutto ed ha una notevole prolificità, ogni scrofa infatti partorisce mediamente 4-6 piccoli l’anno. Da qui la necessità di contenere il numero di cinghiali entro una soglia ritenuta compatibile con gli obiettivi di conservazione degli ecosistemi agricoli e di tutela delle attività agro-silvo-pastorali tradizionali, senza tuttavia dimenticare anche il ruolo ecologico positivo di questa specie che, tra l’altro, costituisce la principale preda per il lupo. Un compito non facile, non solo per le difficoltà tecniche, ma anche per i diversi interessi socio-economici, spesso contrastanti, nei confronti del cinghiale.

Per questi motivi, da oltre vent’anni, il Parco attua una articolata strategia di gestione del cinghiale comprendente l’indennizzo e la prevenzione dei danni, il monitoraggio della specie e il prelievo selettivo, mediante abbattimento da appostamento e catture. Il prelievo selettivo avviene nel rispetto della legge quadro sulle aree protette (L. n. 394/1991), nell’ambito di piani di gestione redatti in coerenza con le linee guida del Ministero dell’ambiente e dell’I.S.P.R.A., e secondo le modalità definite da un apposito Regolamento. Le attività di sorveglianza sono svolte dal Coordinamento territoriale Carabinieri per l’Ambiente del Parco. I drammatici eventi legati al terremoto hanno inevitabilmente reso difficoltose anche attività di gestione svolte dall’ente, tra cui il controllo del cinghiale, a causa della chiusura di molte strade e della indisponibilità di molti operatori sfollati. Per questo motivo si è reso necessario abilitare nuovi operatori di selezione.

Il Parco è impegnato, in collaborazione con le associazioni agricole, a risolvere alcune criticità che limitano l’efficacia degli interventi di controllo. In particolare si stanno elaborando progetti per facilitare le fasi di trattamento delle carni e valorizzare la filiera del cinghiale e si stanno incrementando sistemi di cattura gestiti direttamente dagli agricoltori.

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