L’attore Renato Carpentieri, sabato 18 luglio a Postignano

 
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Castello di Postignano

Sabato 18 luglio 2015, dalle ore 18.30, presso la Chiesa della SS. Annunziata del borgo medioevale di Postignano (PG) si terrà, con ingresso gratuito, uno spettacolo teatrale con l’attore Renato Carpentieri dal titolo “Il cielo stellato sopra di me. Il rapporto tra Immanuel Kant e il suo servo”.

L’attore napoletano interpreta un servo astuto e chiacchierone, che racconta la vita metodica e rigorosa del suo padrone, sulle cui passeggiate vengono regolati gli orologi degli abitanti della cittadina di Königsberg. L’intelligente e sveglio Lampe è il maggiordomo del filosofo Immanuel Kant ormai ottantenne che, adirato con il servo, lo licenzia dopo venticinque anni di fedele servizio.
Attraverso Lampe, che si trova costretto a recitare la parte del padrone, Carpentieri ripercorre le tappe salienti della vita e dell’opera del filosofo.
L’identificazione Lampe-Kant si carica di un particolare valore simbolico: il filosofo, strenuo assertore della ricerca della verità e dei valori di pace, si confonde con l’uomo comune, si rimescola nelle sue ambiguità e nel suo cedimento momentaneo alla menzogna.

Renato Carpentieri è nato nel 1943 ed ha studiato Architettura a Napoli.
Dal ’65 al ’74 ha svolto a Napoli attività di organizzazione e promozione culturale, teatrale e cinematografica, col gruppo Nuova Cultura e come Incaricato Cultura della Giunta O.R.U.N., partecipando ai convegni nazionali di Prato, Parma e Perugia e ad un seminario con il Living Theatre.
Ha prodotto films 8mm, ricerche teatrali e collaborato a riviste di poesia (Uomini e Idee, Continuum).
Ha partecipato al Movimento studentesco di Architettura. Ha collaborato a studi di architettura e design.
Dal ’68 al ’74 si è fatto promotore di ricerche sull’espressione artistica popolare, in due direzioni prevalenti: studio e ricerca della produzione contadina e operaia, e studi sul teatro agit-prop; sulla base di queste ricerche ha messo in scena una decina di piccoli spettacoli e intensificato l’attività di organizzazione culturale.
Ha collaborato a giornali e riviste della Nuova Sinistra.
Dal ’75 si è dedicato al teatro. Socio fondatore del Teatro dei Mutamenti. Ha partecipato ai Festivals di Santarcangelo, Ville Vesuviane, Polverigi, Palermo, Arezzo, Benevento, Caserta-Settembre al Borgo, Napoli-Poesia, Biennale di Venezia, Avignone, Parma, Bruxelles. Prefazione al libro di memorie di E. Scarpetta, Cinquant’anni di palcoscenico, ed.Savelli. Trasmissioni Radio e televisive.
Socio fondatore della Società Napoletana di Poesia e dell’Associazione Eutopia di Ferrara. Socio della coop teatrale LiberaScenaEnsemble per la quale ha diretto e interpretato numerosi spettacoli. Dal 1999 è direttore artistico del progetto MUSEUM “sale per un museo mentale”, Certosa di San Martino, Napoli.
In teatro, ha lavorato con Giancarlo Palermo, Roberto Ferrante, Antonio Neiwiller, Italo Spinelli, Roberto Bacci, Claudio Meldolesi, Gabriele Salvatores, Lucio Allocca, Dario Fo, Luciano Alberti, Mario Martone, Gigi Dall’Aglio, Thierry Salmon, Giorgio Barberio Corsetti, Cesare Lievi, Carlo Cecchi, Fernando Balestra.
Nel cinema, ha lavorato con Philippe de Pierpont, Gianni Amelio, Fabrizio Borelli, Daniele Luchetti, Mario Martone, Marilisa Calò, Francesco Calogero, Gabriele Salvatores, Paolo e Vittorio Taviani, Egidio Eronico, Ignazio Agosta, Nanni Moretti, Marco Turco, Luigi Magni, Stefano Incerti, Unni Straume, Agnès Merlet, Gianfranco Cabiddu, Matteo Pellegrini, Alessandro Di Robilant, Francesco Falaschi, Michele Sordillo, Antonello Grimaldi, Nicola De Rinaldo, Emidio Greco, Gaetano Amato, Vito Zagarrìo, Maurizio Calvone, Silvana Maja, Marco Risi, Alice Rohrwacher, Andrea Molaioli.
In televisione ha lavorato ne “La Squadra”, serial TV, dal 1999 al 2007, e con Leonardo Cortese, Mario Foglietti, Mario Chiari, Alida Fanolli, Nanni Loy, Alberto Rondalli, Massimo Spano, Cinzia Th. Torrini, Elisabetta Lodoli, Stefano Alleva.

L’iniziativa è nell’ambito della quarta edizione della manifestazione culturale estiva “Un Castello all’orizzonte” organizzata dai proprietari che hanno restaurato il borgo abbandonato, gli architetti Gennaro Matacena e Matteo Scaramella.

Alla fine degli anni ’60, l’architetto americano Norman F. Carver definì il Castello di Postignano come l’archetipo dei borghi collinari italiani, tanto da riprodurre le imponenti case-torri del borgo, aggettanti l’una sull’altra, nella copertina del suo libro fotografico “Italian Hilltowns”.

Il Castello di Postignano offre un’esperienza di turismo e di vita sostenibili, fatti di sostanza e di emozioni: sessanta case perfettamente restaurate nel rispetto dell’impianto medievale delle architetture, ma caratterizzate da tutte le risorse di una vivibilità moderna – un albergo “diffuso” – un ristorante/trattoria dove, la cucina semplice, l’attenzione alle tradizioni e alla qualità delle materie prime sono la sua filosofia – un wine bar “Vini e Oli dell’Umbria” – un centro servizi – l’antica chiesa, oggi luogo di eventi culturali, artistici e di intrattenimento; qui i restauri hanno svelato affreschi di antica bellezza, tra i quali una Crocifissione del XV secolo apparsa dietro una parete crollata – una biblioteca – alcune botteghe artigiane – un centro benessere, la piscina, l’area all’aperto “Il giardino delle rose”.

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