Italia Nostra Valnerina scrive ai comuni e Ministero per salvaguardare il Nera


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Lettera di Italia Nostra
Italia Nostra Valnerina nella persona del Presidente Alda Carosi, ha inviato una lettera ai Comuni di Scheggino, Arrone e Ferentillo affinché i Sindaci e Consiglieri si oppongano al prelievo di pesante entitá previsto dal nostro fiume Nera, già pesantemente ridotto nella Sua portata e motivo di esistere del Parco Fluviale del Nera (vedi allegato “lettera ai comuni”).

Con questa azione si invitano le Amministrazioni a considerare che detto prelievo non risolverebbe minimamente la richiesta di approvvigionamento idrico della città di Terni ne di quella di Spoleto, mentre un’opera di recupero e riparazione degli acquedotti esistenti, soggetti a gravi perdite di acqua nel loro corso, potrebbe aiutare consistentemente.

Non dimentichiamo, inoltre, che detti nuovi mini-acquedotti passano in una zona ad alto rischio sismico, di dissesto idrogeologico ed in zona alluvionale e che per la messa in sicurezza da detti rischi le medesime amministrazioni hanno ricevuto fondi e ci si chiede se la canalizzazione di nuovi corsi d’acqua possa, in caso di eventi come i sopra detti, creare problemi di pubblica sicurezza ma soprattutto se i criteri degli acquedotti esistenti siano stati adattati in maniera preventiva contro tali calamità.

Da aggiungere che i fondi europei che finanzierebbero le opere, come viene rimarcato in una ulteriore lettera al Ministero dell’Ambiente di Italia Nostra Valnerina (vedi allegato “Tutela del fiume Nera”), dovrebbero essere utilizzati per ristrutturare l’esistente ed evitare sprechi del prezioso bene e proprio dalle stesse direttive indicate dall’Europa!

In piú, detto intervento di ristrutturazione, sebbene alcuni lo vogliano far sembrare “fantascienza”, é possibile ed é addirittura lo stesso Servizio Idrico Integrato, in un articolo di alcuni giorni fa (06-02-15 sempre sul Corriere dell’Umbria) a darne annuncio per “migliorare la rete idrica colabrodo” nella zona di Narni!

Come mai allora non si attua lo stesso procedimento al nostro acquedotto esistente senza andare inutilmente a danneggiare il nostro fiume?

E’ questa la domanda che si spera vogliano far propria le Amministrazioni destinatarie dell’accorato appello di Italia Nostra Valnerina per opporsi a quello che comporterebbe un tragico impoverimento e danno ambientale irreversibile a quello che é il fiume che la stessa Europa protegge e che se vogliamo, in considerazione della grave crisi economica che ha investito l’industria nei nostri territori, può ancora fornire un’alternativa di economia turistica sostenibile in grado di risollevare la Valnerina e le zone circostanti dalla crisi.

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