Quali modelli di ricostruzione? A Norcia esperti a confronto per guardare al futuro

Alemanno: "Ricostruzione di Norcia ha un'importanza strategica". L'architetto Boeri presenta il progetto del Centro Polifunzionale; il primo padiglione sarà pronto in poche settimane 

Centro Boeri, Verdi, bene utilizzo per cittadinanza terremotata
Centro Boeri
Quali modelli di ricostruzione? A Norcia esperti a confronto per guardare al futuro NORCIA – Ricostruire in tempi brevi e in sicurezza, anche utilizzando nuove tecnologie e metodi di costruzione con la possibilità di poter ricollocare anche gli edifici al loro posto, per poter mantenere la storia. È quanto è emerso dalle tavole rotonde di approfondimento, organizzate sabato scorso, in occasione della 54^ edizione della Mostra Mercato del Tartufo Nero. Un momento di confronto voluto fortemente dal Sindaco Nicola Alemanno. “È la prima volta che ci possiamo confrontare qui a Norcia dopo il violento sisma del 30 ottobre che ha segnato la storia della città”. Ha esordito il Sindaco ringraziando i relatori presenti per aver accettato l’invito a partecipare. 

“Da questa giornata non ci aspettiamo tutte le soluzioni questa è la prima volta che abbiamo l’opportunità di sedere e ragionare su cosa fare da qui in avanti. Ci stiamo domandando – continua il Sindaco – di come ricostruire la Basilica di San Benedetto, così come si dovrà ricostruire Castelluccio; San Pellegrino poi potrà essere ricostruito nello stesso sito? – continua Alemanno – A queste domande cerchiamo di trovare le prime risposte  per permettere alla città di iniziare a strutturarsi e rientrare sul mercato vista importanza strategica che ha per tutta la Regione. I nostri concittadini, e chiunque voglia venire nella nostra città, dovranno avere la percezione di poter stare a Norcia in assoluta sicurezza magari potendo fruire di una mobilità eco sostiminebile e tutte le funzioni caratteristiche di una smart city”. 

A confronto nelle tavole rotonde dedicata a paesaggio e beni culturali e a tecniche di pianificazione complessa, geologi, architetti, ingegneri ed istituzioni, rappresentanti della sovrintendenza e della Chiesa, edifici, quest’ultimi che hanno riportato i maggiori danni. 

Per ricostruire è importante l’analisi geologica “senza geologi è come costruire casa dal tetto senza fondamenta – ha detto Peduto, Presidente Ordine Geologi – spesperò la materia viene marginalizzata e sminuita tanto che verrebbe da chiedersi se l’Italia sia davvero un Paese moderno”. Ai vincoli geologici bisogna prestare particolare attenzione così come sottolinea l’architetto Stefano Boeri che ha presentato il ‘centro polivalente per la valorizzazione economica e culturale del territorio nursino’, che sorgerà nei pressi della Chiesa della ‘Madonna di Cascia ‘, tra Porta Ascolana e Porta Meggiana. Il primo padiglione dei quattro in previsti è finanziato dalla raccolta fondi promossa dal Corriere della Sera e La7 e sarà realizzato nel giro di poche settimane: i lavori sono già iniziati. 

“Ogni padiglione è di 450 mq e sarà realizzato in legno, materiale leggero ed elastico, inoltre appartiene al nostro paese – spiega Boeri – e dovremmo impegnarci ad usarlo di più per il consolidamento centri storici. Dobbiamo interrogarci se si può ricostruire meglio – continua – quindi di ripensare in meglio gli spazi della Comunità, partendo da una ricostruzione che sia filologica: questo è un tema delicato è aperto ma alquanto importante”. 

Per quanto riguarda i sopralluoghi effettuati nella ‘Zona Rossa’ di Norcia a fare il punto della situazione è l’Ing. Gianluca Fagotti “il 30% è agibile; il 30-35% temporaneamente inagibile ma con la possibilità di poter rientrare in tempi brevi e il 30-35% inagibilità per lo più in edifici situati lungo le mura urbiche. Questi dati possono ritenersi incoraggianti – commenta Fagotti – e le ricostruzioni posto 1979 e 1997 possono ritenersi virtuose, almeno nel caso di Castelluccio e San Pellegrino permettendo che molti fabbricati rimanessero in piedi anche quelli in muratura se di qualità”. “È importante – dice l’Ing. Mariani – mettere in sicurezza tutto, mantenendo però l’umiltà dell’incertezza. In momento di pace sismica dobbiamo togliere i difetti dell’edificio, non rinforzarlo e basta – continua – anche coniugando materiali compositi laddove sia possibile”. 

Durante le tavole rotonde su è parlato anche di Norcia come ‘Smart city’ e ‘Smart Community’ “il modo migliore per immaginare il sistema urbano è partire dal sottosuolo che va re immaginato per una città nuova”. Spiega il Prof. Luigi Di Prinzio. “Bisogna andare verso il catasto del sottosuolo, fatto di autostrade sotterranee che trasportino energia e di dati: una rete che ci dica in tempo reale cosa sta accadendo. Acquisire dati e poi condividerli, interagendo enti locali e comunità, è fondamentale, così come l’informazione. È necessario – continua – insegnare la città digitale ai giovani, partendo dalle scuole: Norcia può diventare modello di ricostruzione mondiale applicando tecnologi a storia e arte, re Immaginando il futuro di una città in prospettiva digitale”. 

Gli interventi sono stati tanti; tutti i relatori hanno fornito spunti interessanti. Nelle tavole rotonde è emerso all’unanimità che Norcia è una città ‘resiliente’ ma “la crisi sismica che stiamo affrontando è tra le più grandi vissute nel nostro Paese e il tema della sicurezza va coniugato ancora di più, per quanto qui accaduto ” ha detto l’Architetto Alfieri Moretti, cui sono state affidate le conclusioni della giornata. “Ha tenuto il tessuto edilizio ma all’interno di esso c’è stato il crollo di cinque chiese – dice Moretti – da qui si apre dunque riflessione sulla tutela. Non è stato fatto tutto quello che si poteva fare poiché è prevalsa la tutela, non in senso negativo, sulla sicurezza – specifica – quindi dobbiamo trovare un punto intelligente avanzato di compromesso. 

Dovremo arrivare a microzzonazione di livello 3, monitorando il livello geologico e garantendo la sicurezza partendo dal territorio poi, per quanto possibile, sostenere la ricostruzione dov’era se in condizioni sicure; sul come ricostruire si può discutere. Le tante persone che torneranno a Norcia, vorranno farlo in assoluta sicurezza e dobbiamo dare prospettive immediate nel recupero dell’attività produttiva e della residenza”. Infine Moretti annuncia la prossima emanazione del decreto sulla ricostruzione pesante, quello classificato con la lettera ‘E’ nella scheda AeDes, specificando che “il Commissario finanziera la ricostruzione di beni danneggiati e distrutti, non prevenzione”. 

Insomma una giornata ricca di spunti, piccoli passi per rilanciare Norcia nel futuro, senza nascondere la sua storia. Intanto si è concluso con affluenza di pubblico nonostante il tempo il secondo week end di Nero Norcia e ci si appresta a vivere il terzo fine settimana.  

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