Dall’Inghilterra a San Pellegrino di Norcia per viverci

Dall’Inghilterra a San Pellegrino di Norcia per viverci

Dall’Inghilterra a San Pellegrino di Norcia per viverci

di GILBERTO SCALABRINI
Dodici anni fa, provenienti dal Regno Unito, Richard e Denis Abel si insediarono nella pittoresca Valnerina e si stabilirono nel suggestivo borgo di San Pellegrino di Norcia. Acquistarono e restaurarono una splendida dimora, immergendosi per circa quattro anni nella bellezza, nella serenità e nell’equilibrio di quella terra antica, fiabesca e mistica. Tuttavia, l’arrivo del terremoto nel 2016 li costrinse, come tutti coloro colpiti dal sisma, a trasferirsi in una modesta casa ecologica in legno fornita dalla Protezione Civile.

«Nel 2016 -raccontano – era pure l’anno del nostro anniversario di matrimonio: 40 anni insieme e 60 anni di età, festeggiati fra le macerie del paese, senza più la nostra casa. Non abbiamo rimpianti, perché in Valnerina resteremo per sempre e siamo stimolati, con la ricostruzione delle abitazioni, a ricominciare un’altra volta, con più tenacia e caparbietà». Richard, un ex ricercatore scientifico, e Denis, una psicologa, entrambi in pensione, si ritrovarono a celebrare il loro quarantesimo anniversario di matrimonio tra le macerie del paese, senza più la loro amata casa.

Nonostante le avversità, non nutrono rimpianti, poiché il legame con la Valnerina è incrollabile e la sfida della ricostruzione li ha stimolati a ricominciare con determinazione e perseveranza. Quando gli viene chiesto se ritengono peggiore la Brexit o il terremoto, entrambi sorridono e affermano senza esitazione: «La Brexit è stata peggiore, poiché ha inflitto gravi danni all’economia britannica e ha segnato la nostra separazione dall’Europa». Ma cosa li rende così innamorati della Valnerina?

Con entusiasmo allargano le braccia: «Ovunque ci si sposti, in valle o in montagna, si avverte il palpito della terra antica; si possono toccare con mano le tracce lasciate nei secoli dall’umanità; qui troviamo un ambiente incontaminato, l’aria pura e il silenzio interrotto solo dal mormorio delle acque del fiume Nera. Sono luoghi da scoprire, visitare, ammirare, amare e godere, luoghi che ci permettono di essere completamente noi stessi e di fondersi con la natura. E non mancano affatto le storie e gli aneddoti da ascoltare». E in effetti, sia nella valle che in montagna, la Valnerina custodisce un ricco tesoro di storie che risalgono a tempi antichissimi, leggende tramandate di generazione in generazione e giunte fino a noi. Sono racconti semplici, di gente di montagna che si intrecciano con la grande storia, trasformandosi oggi in leggende viventi. «Qui a San Pellegrino ci sentiamo a casa. La comunità è accogliente e ormai ci considera parte della grande famiglia del borgo.

Il motto “Ostinatamente rifiorire” inciso all’ingresso del paese che non c’è più, rappresenta il nostro impegno. Siamo qui per restare, pronti a contribuire al rinascimento di questo borgo, insieme agli altri abitanti». Leggendo una delle due panchine colorate che si trovano nella vecchia fermata dell’autobus, si scorge la scritta: “San Pellegrino di Norcia c’è, insieme si può”. Alzando lo sguardo, si notano le fotografie che ricordano i momenti successivi al terremoto, tra cui quella del sorprendente incontro con Papa Francesco, giunto a visitare la frazione devastata.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*