Fioritura di Castelluccio, dai fiori la riscossa di un Paese ferito, cittadini vogliono risorgere [Foto]

Fioritura di Castelluccio, dai fiori la riscossa di un Paese ferito, cittadini vogliono risorgere

di Claudia Maria Travicelli
Fioritura di Castelluccio, dai fiori la riscossa di un Paese ferito, cittadini vogliono risorgere [Foto] 
Questa mattina, mi sono diretta, con una grande voglia di semplicità, di una natura pura e di tanto colore a Castelluccio di Norcia. Sono partita molto presto, per potermi gustare con tranquillità la Fiorita, che vi confesso in questi giorni e in queste ore è uno splendore unico. Il mio pensiero, mentre ero in viaggio in auto era quello di una Castelluccio ferita da quel terribile sisma, rivedevo le immagini, che la TV e i giornali riportavano continuamente.

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I luoghi che stavo percorrendo per giungere a destinazione mi erano familiari, non solo per averli visti continuamente in quel triste periodo, ma anche per i tanti viaggi di lavoro che portavano lì mio padre ed io pur di stare con lui sarei andata alla fine del mondo. Ed allora, salivo in sua compagnia in auto e mi facevo trasportare in questi luoghi, che oggi sembrano più che mai voler rifiorire e ricominciare con grande coraggio.

Non si può raccontare la Fiorita e dimenticarsi cosa è oggi Castelluccio di Norcia, cosa si aspettano e meritano i residenti, le attività ricettive e commerciali, i contadini e i coltivatori.

Dopo aver lasciato alle mie spalle la città di Norcia, che per quanto sopra detto porterò sempre nel cuore, mi sposto sulla strada provinciale che mi porterà con cautela ed attenzione a Castelluccio. Sono le prime ore del mattino e non c’è ancora un grande traffico e la temperatura è decisamente diversa da quella delle nostre zone. Il mio pensiero va anche a mio figlio Marco, che ama queste temperature fresche, che per me non sono solo fresche, ma direi anche fredde.

Durante il tragitto (strada provinciale) che porta da Norcia a Castelluccio trovo alcuni lavori, ben segnalati e alcuni semafori, nel percorso c’è il personale addetto per rendere ancora più sicuro il tratto. Qualche coraggioso e mattutino ciclista della montagna, si accinge a percorrere il percorso, che all’andata è decisamente in salita. Più mi avvicino alla “piana di Castelluccio”, tra un tornante e un altro inizio a gustarmi dei scorci, che mi fanno capire quanto sia importante trovare momenti così, per potersi rilassare.

Arrivata, tutti i marchingegni elettronici mi ricordano, che sono a 1452 metri sul livello del mare. Una Fiorita bellissima, mi accoglie in un silenzio, che data l’ora, da subito mi rigenera.

Quell’evento naturale, quella tavola di colore che rende ancora più suggestivi i monti Sibillini, conosciuto a tutte le latitudini per la sua spettacolarità che commuove, ti porta a passeggiare senza guardare l’orologio fino a dimenticarti che domani è lunedì. Nell’ottobre 2016, questo luogo ha dovuto fare i conti con un fortissimo terremoto, ha subito dei danni gravissimi, ma ora come mi descrive un contadino che incontro in un sentiero, ci si aspetta di più. Mi racconta con le lacrime agli occhi di quel terribile 30 ottobre del 2016, le strade bloccate, la neve copiosa e la pioggia abbondante.

Ora – mi dice – c’è la fioritura, in estate qualche turista ci sarà, ma per il borgo chi ci pensa?

Vogliono tornare a viverci prima possibile, quel piccolo e minuti uomo, con le mani solcate dal lavoro, da quella terra che tanto ama, mi ricorda che, non essendo giovanissimo, ha paura di non poterci tornare più. Con grande rispetto e sinceramente senza potergli dare tante risposte, cerco di rassicurarlo e mi allontano regalandogli quel poco che posso, un sorriso sincero, una parola e un lungo saluto, lui mi lascia con un saluto dicendomi “speriamo bene”. Sinceramente quel “speriamo bene”, mi ha accompagnata nel mio tragitto, in quel luogo di rispetto, che vuole essere vissuti, fotografato ed ammirato, senza però essere calpestato da nessuno.

Castelluccio vuole riprendersi, oggi i turisti e i visitatori per la magnifica Fiorita sono tantissimi, uno splendore dovuto probabilmente anche da quelle piogge abbondanti, che nei mesi hanno accompagnato chi lassù, come quell’uomo che ho incontrato, attende risposte ed ha tanta voglia di ricominciare.

Alcuni imprenditori turistici della zona, stanno riprendendo piano piano a fare accoglienza, si cerca di trovare spazi adeguati per i ristoranti danneggiati, ad oggi ci sono anche dei container con prodotti turistici, ma Castelluccio merita e vuole di più. I papaveri, i narcisi, le genziane, i tulipani, i fiordalisi e le piante di lenticchie che in questi giorni dipingono i campi di mille colori, dal rosso, al giallo all’azzurro mi accompagnano verso la strada del ritorno, è trascorso un po’ di tempo, ora in tanti in auto, in camper, con i pullman, con le moto e con alcune bici stanno salendo, per godere di tanta bellezza. Spero che questa festa della natura possa riportare a questo e agli altri luoghi colpiti dal terremoto, in tempi brevi una vera e seria ricostruzione e doni serenità e tranquillità a chi vi abita.

Claudia Maria Travicelli

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