Fiorita visitatori all’assalto, invece di brontolare, programmiamo eh!

 
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Fiorita visitatori all’assalto, invece di brontolare, programmiamo eh!

di Domenico Benedetti Valentini 
Nella fotografia allegata, mi trovo al Castelluccio di Norcia per godere del meraviglioso spettacolo della “fiorita” 2020, una delle più lussureggianti degli ultimi anni. La gioia di una simile festa della natura è velata dalla struggente nostalgia per i tempi in cui il paese era popolato dalla sua gente – robusta, industriosa, sana – e il terremoto, i terremoti, non erano venuti a rompere un incanto secolare, a compromettere il lavoro e i sacrifici di generazioni. Eravamo molto giovani e abbiamo imparato ad amare questi luoghi come la nostra stessa casa, come parte integrante della vita, bella solitaria e bella in comunità.
Quest’anno, sulla spinta di immagini e notizie rapidamente diffuse, il Castelluccio è stato letteralmente invaso da una marea di visitatori, che naturalmente hanno il diritto di godere, se possibile, di tanta bellezza. Ma nei fine settimana di “fioritura” è stata una bolgia indescrivibile. Si sono registrate tra le 25 e le 30 mila targhe rilevate. Il ritorno economico di simile afflusso, di cui gli operatori hanno certamente bisogno dopo tante ristrettezze, non è trascurabile.


Ma il luogo non può sostenere una simile pressione, per taluni aspetti e senza mezzi termini devastante. Esautorato il Comune, la Comunità Montana ha rivendicato a sé la prerogativa di governare il fenomeno. Ma non ha né i mezzi né il personale per farlo. Solo grazie all’impegno delle Forze dell’Ordine, dell’Esercito e del volontariato, si è evitato che il disordine finisse in qualche disgrazia. E’ dunque indispensabile, non tanto polemizzare senza proporre, come fa la opposizione nursina, ma sedersi a programmare, investire e organizzare per gli anni a venire.


C’è chi suggerisce l’obbligo di prenotazione con contingentamento, chi addirittura accessi a pagamento, chi diverse – se possibili – soluzioni viarie, chi limitazioni sorvegliate alle aree frequentabili, tutte ipotesi da valutare.


Fermo restando che un apparato troppo massiccio può essere esso stesso incompatibile con l’incanto di quei giorni particolari. E c’è chi, quanto giustamente!, ricorda che il completamento della Strada “Tre Valli” Ascoli-Norcia-Spoleto-Acquasparta è più che prioritario anche per eventi come questi, oltre che per le emergenze calamitose e per il crescente traffico con il Lazio, le Basse Marche e l’Alto Abruzzo. Che, dunque, la splendida “fiorita” e i caotici problemi di quest’anno siano l’impegnativa occasione di affrontare seriamente i nodi: un dono della storia e della natura torni ad essere una preziosa risorsa, non una paradossale preoccupazione!

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