Cresce il muschio tra le macerie, il cardinale Bassetti attacca su macerie


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Cresce il muschio tra le macerie, il cardinale Bassetti attacca su macerie

Cresce il muschio tra le macerie, il cardinale Bassetti attacca su macerie

“Vengo dall” Umbria dove c” è stato nel 2016 uno dei terremoti più devastanti perché ha colpito 4 regioni insieme ma tra le macerie di quel sisma sta crescendo il muschio, l” Italia è un territorio fragile e forse non si fa tutto quello che si dovrebbe per risolvere i problemi”. Lo ha detto a Siracusa il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale italiana, durante la messa per il Pontificale di Santa Lucia, patrona di Siracusa, in riferimento al sisma che ha devastato l” Italia centrale tre anni fa.

“In Italia oggi ci sono tante difficoltà – ha aggiunto Bassetti – ci sono terremoti che si susseguono, si ripetono e non si arriva nemmeno a ricostruire”. Citando Giorgio La Pira, il presidente della Cei ha poi aggiunto che “l” autorità, che sia religiosa o civile, non è un potere che ho sugli altri ma un” autorità che esercito nel nome di Dio o della Costituzione Italiana, è un compito che ho di servire e custodire il bene comune”.

La Pira – ha ricordato Bassetti – diceva che se ci sono dei disoccupati, se ci sono famiglie che non hanno un tetto io non posso dormire tranquillamente la notte ma devo fare tutto quello che è possibile e che ho facoltà di fare, in una parola devo mettere in atto il bene comune. Siamo tutti a servizio del bene comune, dobbiamo avere il coraggio di costruire la città dell” amore“. Dalla Cattedrale di Siracusa, il cardinale Bassetti, arcivescovo di Perugia- Città della Pieve, ha poi lanciato anche un monito: “Non bisogna mai deturpare l” innocenza dei bambini nessuno approfitti mai, in nessun senso, dei bambini“.

Idealmente Lucia ci invita a guardare in grande e a guardare lontano, al di là dei piccoli o gravi problemi della nostra vita quotidiana, e a fissare il vasto orizzonte del mare per immergerci così nelle necessità dei fratelli che ci camminano accanto e ci apre alle speranze di quelli che vengono da terre lontane”. Lo ha detto il presidente della Cei e arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, il card. Gualtiero Bassetti, nell’omelia della messa che ha celebrato stamattina a Siracusa, in occasione della festa della patrona Santa Lucia.

Celebrare santa Lucia oggi – ha aggiunto il porporato – significa imparare a tenere insieme ciò che è noto con ciò che è nuovo, la storia passata con le sorprese del futuro”. Citando Giorgio La Pira, originario proprio di un paese della provincia di Siracusa, il porporato ha incoraggiato a “rileggere le nostre città non più come luoghi chiusi e destinati a morire, ma come luoghi con una vocazione grande, aperta all’altro e lanciata verso l’eternità”.

L’arcivescovo ha quindi indicato in Lucia “il candore del bambino che Gesù” che “presenta a noi suoi discepoli”: “La stessa immagine mi fa pensare al dovere di noi adulti di proteggere i bambini, di consentire loro di essere se stessi, di crescere in armonia e senza traumi. Da tempo – ha ricordato il cardinale – tutta la Chiesa italiana è impegnata in un cammino di conversione e di sensibilizzazione sul rispetto per i più piccoli. La loro condizione di fragilità li espone talvolta all’oltraggio e alla violenza da parte degli adulti. La comunità cristiana non può che essere attenta affinché a ogni bambino sia consentito di conservare il proprio candore”.

Nel tempo di Avvento, il card. Bassetti ha infine indicato una “grande sfida”:

“Le luminarie della città o le luci natalizie delle nostre case possono costituire un richiamo. Possono evocare alla mente e al cuore una luce apparentemente più fioca, ma più efficace: quella della grotta di Betlemme, dove è nato il Salvatore. Senza questo sguardo luminoso sugli altri e sul mondo si rischia di perdere la fiducia e anche la Chiesa diventa stanca e triste”. “La luce degli occhi di Lucia ispiri anche a noi uno sguardo profondo – ha auspicato -, che sappia riconoscere i segni che Dio dissemina ovunque, nella storia personale, ecclesiale e civile”.

 

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