Dario Prosperini racconta il rilancio di Ruscio
Monteleone di Spoleto (Perugia) – Da fienile in stato di abbandono a punto di accoglienza per viaggiatori internazionali. È la parabola dell’Ostello 499, struttura nata nella frazione di Ruscio, nel territorio di Monteleone di Spoleto, il comune più alto dell’Umbria a 978 metri di altitudine.
La storia è stata raccontata nel nuovo reportage realizzato dal giornalista Dario Prosperini, già noto per il lavoro dedicato alla Biga di Monteleone di Spoleto. Un racconto che torna dunque nei luoghi d’origine dell’autore, focalizzandosi su una realtà simbolo di rigenerazione post-sisma.
A sottolineare il valore del progetto è la sindaca Marisa Angelini, che definisce il lavoro di Prosperini “uno strumento di comunicazione estremamente efficace”, capace di valorizzare un territorio marginale e intercettare il pubblico dei pellegrini lungo il Cammino di San Benedetto.
Il reportage evidenzia come la struttura, oggi denominata Ostello 499, sia parte della terza tappa del Cammino di San Benedetto, itinerario sempre più frequentato da viaggiatori e camminatori provenienti da tutto il mondo.
Il progetto nasce da un percorso di recupero complesso: grazie ai fondi del 5×1000, la Pro Ruscio ha acquistato il vecchio rudere per circa 20.000 euro, per poi accedere ai finanziamenti del Programma di Sviluppo Rurale della Regione Umbria. Il contributo europeo, attraverso il Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale, ha coperto l’80% dei costi di ristrutturazione, mentre la restante parte è stata sostenuta da associazioni locali.
Il nome dell’ostello richiama il Cippo 499, manufatto del 1847 che segnava il confine storico tra il Regno delle Due Sicilie e lo Stato Pontificio, elemento identitario che lega il luogo alla memoria del territorio.
Oggi la struttura si presenta come un ostello autogestito e sostenibile, pensato per un turismo lento, essenziale e immersivo. Un modello che punta a restituire centralità ai borghi interni e alle comunità locali, attraverso esperienze di viaggio a contatto con natura e comunità.
Il reportage completo è disponibile online: Guarda il reportage su YouTube

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