Restauro completato dopo il sisma del 2016 in Valnerina
Riapertura della chiesa di Sant’Anatolia a Narco
S. Anatolia di Narco, 18 maggio 2026 – Celebrato ieri il restauro della chiesa di Sant’Anatolia a Narco, daneggiata dal sisma del 2016 e costituita dalla comunità dopo l’intervento di consolidamento e miglioramento sismico. La cerimonia religiosa, presieduta dall’arcivescovo di Spoleto Renato Boccardi, ha visto la partecipazione di istituzioni locali, cittadini e rappresentanti regionali, tra cui Paola Agabiti della giunta e Stefano Lisci.
Struttura danneggiata e interventi radicali
L’edificio aveva subito danni significativi dalle scosse telluric che colpirono l’Umbria. La copertura centrale risultava compromessa, con infiltrazioni che minacciavano la stabilità complessiva del complesso. Gli interventi strutturali hanno riguardato il consolidamento delle fondamenta e il rinforzo delle murature perimetrali, con l’impiego di tecniche costruttive moderne mantenendo l’integrità architettonica originale. La ditta territoriale, secondo la guida del progettista direttore Riccardo Rosati, ha realizzato l’opera per un importo di 350mila euro finanziato dalla struttura commissariale umbra.
Recupero e valorizzazione del patrimonio
L’intervento ha eliminato le crepe nel corpo strutturale principale e rafforzato le volte del parlatorio. Sono stati consolidati e recuperati gli elementi decorativi delle cappelle laterali della chiesa, importanti testimonianze dell’intervento, con l’affidamento della volta laterale sinistra a esperti di conservazione. La cappella è stata in parte riconsegnata al culto. Il progetto ha previsto anche il rinforzo di quattro nicchie inserite nel corso del Novecento al fine di evitare un ulteriore degrado della configurazione quattrocentesca.
Lavori architettonici di alta qualità
La direzione lavori, come scrive Ilaria Bosi su Il Messaggero di oggi, m ha garantito il controllo puntuale delle fase realizzative. Preciso il cronoprogramma dell’esecuzione, che ha rispettato i termini previsti. Gli interventi sulla cobertura sono stati svolti attraverso la sostituzione delle assi capitare, mantenendo però le caratteristiche originali. L’edificio eliminato le aperture anomale della cappella laterale destra del parlatorio, costituendo uno strutturale più leggero in legno e pietra, in armonia con i caratteri precedenti della architettura locale.
Simbolo di resilienza territoriale
La riapertura della chiesa rappresenta un momento cruciale per la comunità di Narco, che ha dimostrato capacità di reazione dopo le devastazioni sismiche. L’evento ha consolidato il legame tra istituzioni e territorio, evidenziando come gli investimenti strutturali possano restituire dignità ai luoghi di culto e memoria collettiva. Il completamento dei lavori testimonia l’impegno del commissariato nella ricostruzione infrastrutturale della regione umbra.

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