Rinasce la Basilica di San Benedetto, simbolo d’Europa

Rinasce la Basilica di San Benedetto, simbolo d’Europa

Norcia celebra la dedicazione dopo nove anni di attesa

Norcia ha ritrovato il cuore della propria storia. La Basilica di San Benedetto, distrutta dal sisma del 2016, è stata riconsegnata al culto con una solenne celebrazione presieduta dall’arcivescovo di Spoleto-Norcia, monsignor Renato Boccardo, che ha guidato la dedicazione del tempio ricostruito dopo nove anni di lavori. La riapertura segna la fine di un lungo esilio spirituale per la comunità nursina e rappresenta, nelle parole del presule, “un segno di speranza per l’Europa intera”.

Davanti a migliaia di fedeli e alle autorità civili e religiose, la città ha reso omaggio al suo Patrono. Sedici vescovi e abati benedettini, tra cui il cardinale Gualtiero Bassetti e l’abate primate Jeremias Schröder, hanno concelebrato la liturgia. Presenti il ministro Francesco Lollobrigida e la vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna, oltre al commissario per la ricostruzione Guido Castelli e alla presidente dell’Umbria Stefania Proietti.

Il rito ha seguito la tradizione antica: aspersione, unzione, incensazione e illuminazione dell’altare, prima della celebrazione eucaristica. L’evento ha assunto valore nazionale per la valenza simbolica del luogo, nato sulle fondamenta della casa di San Benedetto, padre del monachesimo occidentale e Patrono d’Europa.

Nell’omelia, Boccardo ha paragonato la rinascita della Basilica al ritorno del popolo d’Israele dall’esilio babilonese. Ha ricordato che la ricostruzione non è solo un’opera architettonica, ma un atto di fede collettiva: “Un edificio può essere splendido, ma diventa casa di Dio solo se custodisce una comunità viva, capace di amore e fraternità”. Il presule ha invitato i fedeli a riconoscere la Basilica come segno di unità e come richiamo a un’Europa smarrita tra guerre, divisioni e perdita di memoria spirituale.

Richiamando l’insegnamento di Benedetto da Norcia, il vescovo ha denunciato “le nuove ferite del Continente”: la crisi morale, il relativismo etico, l’egoismo politico e la corsa al riarmo. “Senza un’anima condivisa – ha affermato – l’Europa rischia di ridursi a un insieme di interessi economici”. Ha quindi esortato a recuperare la dignità della persona, la solidarietà tra i popoli e la ricerca del bene comune, fondamenti della civiltà europea.

Il messaggio del Santo Padre Leone XIV, trasmesso dal cardinale Pietro Parolin, ha espresso la partecipazione spirituale del Pontefice: il Papa ha ringraziato quanti hanno contribuito alla rinascita dell’edificio sacro e ha invocato una rinnovata fede nel popolo cristiano.

Durante la celebrazione è stato eseguito per la prima volta il nuovo inno a San Benedetto composto da monsignor Marco Frisina. L’altare, la sede e l’ambone, impreziositi da bassorilievi bronzei dei santi Benedetto e Scolastica, sono opera delle artiste Daniela Longo e Carmela Colaneri. Nella navata sinistra è stata collocata la venerata Madonna Addolorata, in attesa della ricostruzione della sua chiesa. Nel presbiterio, un reliquiario protetto custodisce le reliquie del Santo.

L’intera città ha accolto con commozione il ritorno del proprio simbolo. Le campane, rimaste mute per quasi un decennio, hanno suonato ininterrottamente all’ingresso della processione, accompagnate dal canto del Coro diocesano e del Coro San Benedetto Città di Norcia, diretti da Mauro Presazzi con l’organista Simone Maccaglia.

Il lungo lavoro di ricostruzione, avviato nel 2020, ha richiesto competenze tecniche e sensibilità artistica. Gli ingegneri e i restauratori hanno operato con l’obiettivo di restituire alla città un luogo di culto sicuro ma fedele all’originario impianto gotico. L’intervento ha unito tradizione e innovazione, grazie a nuove tecnologie antisismiche e all’uso di materiali compatibili con quelli storici.

Durante la cerimonia, l’arcivescovo Boccardo ha consegnato la nuova lettera pastorale “Ascolta, figlio mio, e piega docilmente il tuo cuore”, dedicata a San Benedetto e rivolta alla comunità diocesana come guida per la rinascita spirituale.

Le autorità presenti hanno sottolineato il significato collettivo dell’evento: la Basilica restaurata non è solo un monumento religioso, ma un simbolo di resilienza nazionale e di cooperazione tra istituzioni, tecnici e cittadini. Per Norcia, devastata dal sisma, la riapertura rappresenta la fine di una ferita aperta.

L’arcivescovo ha concluso ricordando che “custodire l’eredità benedettina significa renderla viva”, invitando a non separare fede e impegno civile. “Proporre senza custodire è perdita di radici, custodire senza proporre è immobilismo”, ha detto, esortando a trasformare la ricostruzione materiale in rinascita morale.

La cerimonia si è chiusa con l’illuminazione completa della Basilica e l’applauso dei fedeli, segno di un legame che resiste al tempo e alle calamità. Norcia ha così riabbracciato il suo cuore spirituale, rinnovando la missione di San Benedetto: costruire ponti di pace e fraternità in un continente che cerca ancora equilibrio e speranza.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*