Terremoto, una scuola che non c’è, studenti Norcia a Roma per protesta

 
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Terremoto, una scuola che non c’è, studenti Norcia a Roma per protesta

«Rivogliamo la nostra struttura, ma nessuno se ne prende cura» o «Ridateci la scuola, crediamo nel futuro». Sono alcuni dei tanti cartelli esposti dagli studenti di Norcia oggi a Roma. Sono passati più di tre anni dal terremoto del 2016 che colpì la Valnerina e i ragazzi di Norcia non hanno ancora la loro scuola, nemmeno quella provvisoria. Lavori bloccati per i nuovi moduli, studenti costretti ad una emergenza infinita e promesse non mantenute.

E’ proprio per questo motivo studenti, professori e personale Ata delle scuole superiori di Norcia sono andati a Roma per protestare, davanti al parlamento, contro i ritardi per la costruzione del nuovo plesso scolastico temporaneo.

La decisione è scaturita da un’assemblea di istituto che ha deciso, in sintonia con la dirigente scolastica Rosella Tonti, di avviare la mobilitazione. Circa 200 persone dalla città di San Benedetto hanno deciso di far sentire la propria voce nella Capitale così da sensibilizzare il governo a prendere coscienza di una situazione che a detta della stessa dirigente, Rosella Tonti, è «diventata insostenibile dopo oltre tre anni dal terremoto».

Ma gli studenti nursini e i loro professori non sono stati da soli, hanno avuto il sostegno di tutta la città e la vicinanza del territorio intero. Solidarietà e adesione e’ stata espressa anche dal comitato per la Rinascita di Norcia. La nuova scuola provvisoria doveva essere pronta per dicembre, ora si e’ parlato di febbraio ma nulla si e’ mosso di concreto. Sembra ormai certo che gli studenti arriveranno alla fine dell’anno scolastico da terremotati.

La stessa Tonti ricorda i termini del contratto con cui era stata aggiudicata la gara d’appalto della Provincia di Perugia: «Le nuove scuole temporanee dovevano essere consegnate il 12 febbraio prossimo, ma al momento esiste soltanto lo scheletro metallico dell’opera e quindi è presumibile che per quella data il complesso non sarà terminato. Chiedo l’intervento per quanto di competenza da parte dell’autorità centrale affinché venga rispettato il termine contrattuale».

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