Parco Sibillini, intesa con il CAI per il rilancio della natura

Parco Sibillini, intesa con il CAI per il rilancio della natura

Nuova strategia tra ambiente e turismo per Visso e dintorni

VISSO, 20-02-2026 – Il rilancio del Parco Nazionale dei Monti Sibillini riparte da una collaborazione strutturale tra chi gestisce il territorio e chi ne percorre i sentieri con passione e competenza. L’ingegner Corrado Perugini, nel suo nuovo incarico di commissario straordinario dell’ente, ha dato il via ai lavori operativi che sanciscono l’alleanza con il Club Alpino Italiano (CAI). Durante l’incontro avvenuto ieri mattina a Visso, sono stati definiti i passaggi cruciali per tradurre in azioni concrete il protocollo d’intesa nazionale siglato lo scorso luglio. L’obiettivo è ambizioso: trasformare la straordinaria biodiversità dei Sibillini in un modello di fruizione consapevole, capace di bilanciare la protezione degli ecosistemi con lo sviluppo di un’economia montana virtuosa e moderna, come riporta il comunicato dell’Ufficio Stampa PNMS.

L’elemento centrale di questa intesa è la creazione immediata di una task force congiunta. Questo gruppo di esperti avrà il compito di mappare e razionalizzare la vasta rete della sentieristica, garantendo percorsi sicuri e ben segnalati per gli escursionisti. Parallelamente, verrà condotto un monitoraggio sistematico sullo stato di conservazione dei rifugi e dei ricoveri d’alta quota, elementi vitali per la sicurezza in montagna e per il supporto al turismo outdoor. Per il commissario Perugini, il CAI non è solo un partner tecnico, ma un alleato strategico che apporta una conoscenza capillare del terreno, fondamentale per prendere decisioni che rispettino la morfologia e la fragilità dei versanti montuosi situati tra Umbria e Marche.

Formazione e consapevolezza per il turismo del futuro

Oltre alla manutenzione fisica dei percorsi, il patto tra Parco e CAI punta con decisione sull’educazione delle nuove generazioni e sulla sensibilizzazione dei visitatori. Sono previste numerose attività di formazione dedicate all’alpinismo giovanile e progetti di educazione ambientale volti a far comprendere la delicatezza degli equilibri naturali. In un periodo in cui la montagna vive una riscoperta di massa, diventa imperativo istruire il pubblico sui rischi oggettivi legati alla quota e sull’importanza di un comportamento responsabile. La direttrice del Parco, Maria Laura Talamè, ha ribadito come la frequentazione responsabile sia l’unica via per garantire la sopravvivenza a lungo termine di specie animali e vegetali uniche che popolano queste cime.

L’intesa non guarda solo alla natura, ma anche alla sopravvivenza socio-economica dei borghi montani. La visione condivisa da Perugini e dai presidenti regionali del CAI, Maria Luisa Spantini e Fabio Duro, riconosce nel turismo lento un potenziale vòlano per le attività locali. Sviluppare un sistema di accoglienza basato sulla qualità e sul rispetto ambientale significa attrarre un target di visitatori che vive la montagna tutto l’anno, destagionalizzando i flussi e creando occupazione stabile. Questo approccio rappresenta un segnale di speranza e ripartenza per un territorio che vuole lasciarsi alle spalle le ferite del passato, puntando su una bellezza autentica e su una gestione istituzionale che sa finalmente fare rete con le associazioni di tutela.

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