Vipal di Ferentillo innovazione tra i monti della Valnerina
La storia di resilienza e avanguardia della Vipal, realtà industriale con sede a Ferentillo, diventa un esempio nazionale di come il rilancio economico possa viaggiare di pari passo con la ricostruzione post-sisma. Domenica 15 febbraio, le telecamere di Rai 3 accenderanno i riflettori su questa impresa umbra all’interno della trasmissione “Il posto giusto”. Specializzata nella progettazione di sistemi di elevazione e sollevamento elettrico, l’azienda rappresenta perfettamente lo spirito del programma NextAppennino: non solo resistere in territori difficili, ma trasformarli in hub di competenza tecnologica capaci di dialogare con i mercati globali attraverso standard qualitativi d’eccellenza, come riporta il comunicato dell’Ufficio stampa e comunicazione – Commissario Straordinario Ricostruzione Sisma 2016.
Fondata nel lontano 1983, la Vipal ha saputo evolversi costantemente, arrivando a gestire uno stabilimento imponente di oltre 6.000 metri quadrati, articolato in ben nove reparti produttivi. Con un organico di 49 professionisti, tra cui spiccano numerosi ingegneri, progettisti e tecnici di alto profilo, l’impresa controlla internamente ogni singola fase della filiera: dall’ideazione dei prototipi fino al collaudo finale e alla manutenzione periodica. Uno dei fiori all’occhiello della produzione è la tecnologia “Hybrid”, un sistema innovativo che garantisce il funzionamento degli impianti anche durante interruzioni prolungate della rete elettrica, riducendo drasticamente l’impatto ambientale e i costi energetici grazie a una gestione ottimizzata delle batterie. L’accelerazione verso il futuro è stata resa possibile grazie ai finanziamenti del bando B.13c del Piano Nazionale Complementare Sisma. Queste risorse hanno permesso alla Vipal di investire massicciamente nella transizione ecologica e nella modernizzazione dei macchinari di produzione. Oggi, lo stabilimento è alimentato per circa l’80% da un impianto fotovoltaico di ultima generazione, riducendo l’impronta carbonica dell’intera produzione e rendendo l’azienda quasi del tutto autosufficiente dal punto di vista energetico. Inoltre, il sostegno economico ha favorito l’inserimento di nuove figure professionali specializzate, rafforzando il legame tra l’azienda e il tessuto sociale della provincia di Terni, offrendo prospettive concrete ai giovani talenti locali che decidono di non abbandonare le proprie radici.
Il Commissario Straordinario al sisma 2016, Guido Castelli, ha espresso grande soddisfazione per questo modello di impresa, sottolineando come la rinascita dell’Appennino centrale passi inevitabilmente per la capacità di coniugare la storica tradizione manifatturiera umbra con l’innovazione digitale più spinta. Secondo Castelli, la vera sfida della ricostruzione non si esaurisce nel ripristino dei mattoni e degli edifici pubblici, ma nel restituire dignità, prospettive di carriera e fiducia alle persone che abitano questi territori. Sostenere realtà radicate come la Vipal significa combattere lo spopolamento in modo strutturale, mantenendo vive le competenze locali e rendendo possibile la permanenza delle famiglie.
Il programma NextAppennino è nato proprio con l’ambizione di trasformare un momento di profonda crisi in un’occasione di sviluppo durevole. La vicenda della Vipal dimostra che anche nel cuore del cratere sismico è possibile fare impresa ad alto contenuto tecnologico, creando occupazione qualificata e competendo con successo sui mercati internazionali. Ogni investimento produttivo realizzato in queste aree agisce come un collante sociale, mantenendo viva la comunità e frenando la fuga verso le grandi metropoli. Quando una fabbrica prospera in queste zone, è l’intero sistema territoriale a beneficiarne, generando un circolo virtuoso di benessere che va ben oltre il fatturato aziendale e si trasforma in speranza concreta per il futuro delle terre alte.

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