Incontro culturale su Napoli al Castello Postignano
di RitaPaltracca
Castello di Postignano, 30 maggio 2026 – Appuntamento per sabato 30 maggio 2026, alle ore 18.30, nel borgo restaurato di Castello di Postignano per la presentazione del volume “La capitale dell’anima. Perché Napoli è un’eccezione” di Marino Niola, edito da Raffaello Cortina. L’incontro rientra nel programma della manifestazione culturale “Un Castello all’orizzonte”, che da quattordici anni anima il piccolo centro umbro con libri, musica e incontri d’autore. L’incontro si svolgerà all’interno del borgo nella Chiesa SS. Annunziata, spazio di dialogo tra antropologia, memoria e immaginario urbano. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti, con prenotazione consigliata all’indirizzo eventi@castellodipostignano.it
A dialogare con Marino Niola sono tre protagoniste del panorama culturale internazionale: Laura Valente, manager culturale e giornalista, Mariella Pandolfi, antropologa di fama internazionale, ed Elisabetta Moro, antropologa culturale e studiosa della Dieta Mediterranea. La formula dell’incontro prevede una conversazione a più voci, in cui il libro diventa punto di partenza per riflettere sul ruolo di Napoli nell’immaginario globale.

Il confronto tra le relatrici, provenienti da ambiti diversi ma complementari, consente di intrecciare sguardi sulla città come luogo di arte, memoria, conflitto e resilienza. In questo modo, il borgo umbro si trasforma in un osservatorio privilegiato sulle dinamiche simboliche che attraversano Napoli e, per estensione, molte metropoli contemporanee.
Nel volume, Niola descrive Napoli come molto più di una città. La definisce uno spazio interiore, un luogo dell’anima in cui si incontrano sacro e profano, naturale e soprannaturale, vivi e morti. La narrazione attraversa secoli di storia culturale, dalla Napoli barocca del “Cunto de li cunti” alle voci di Caruso, dal teatro di Eduardo De Filippo al realismo di “Io speriamo che me la cavo”, fino alle pagine de “La pelle” di Curzio Malaparte. Il libro ricostruisce una costellazione di simboli che comprende Totò, Maradona, la Smorfia, i riti popolari e le superstizioni quotidiane. Tutti elementi che, secondo Niola, rendono Napoli una metafora universale della condizione umana, capace di parlare a pubblici lontani per lingua, storia e geografia. La città appare così come un laboratorio permanente di emozioni, contraddizioni e iperbole, dove l’esagerazione diventa cifra identitaria.

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