Valnerina tutela patrimonio contro progetto Anas 685 contestato

Preoccupazioni crescenti a Norcia dopo l’assemblea pubblica

Preoccupazioni crescenti a Norcia dopo l’assemblea pubblica

Il Comitato Tutela Patrimonio Valnerina, al termine dell’assemblea pubblica del 6 febbraio 2026 ore 21 tenuta al Digipass di Norcia, ha espresso un giudizio netto sulle criticità del progetto Anas 685, sottolineando come l’intervento rischi di compromettere la stabilità economica e sociale dell’intero territorio. Le posizioni espresse dal sindaco Giuliano Boccanera e dalla delegata della presidente Proietti, Antonella Pulci, sono state accolte con favore dal Comitato, che ha riconosciuto in quelle parole un segnale di attenzione istituzionale verso una vicenda considerata altamente delicata.

Rinvio dell’udienza e criticità del progetto Anas

Il sindaco Boccanera ha confermato che il Comune di Norcia ha richiesto al Commissario per gli usi civici il rinvio dell’udienza fissata per il 9 febbraio, con l’obiettivo di ottenere il tempo necessario per costituirsi formalmente contro il progetto. Una scelta definita dal Comitato come un passaggio indispensabile per evitare che l’iter proceda senza un adeguato contraddittorio.

Durante l’assemblea, il Comitato ha illustrato le principali lacune del progetto Anas, ricordando anche il sequestro di un cantiere a Sant’Anatolia per irregolarità rilevate dagli organi competenti. Le criticità non riguardano solo gli aspetti ambientali e paesaggistici, ma anche l’impatto economico e sociale: per anni la viabilità della Meggianese subirebbe deviazioni, rallentamenti e ostacoli tali da mettere in difficoltà imprese, attività turistiche e cantieri della ricostruzione post terremoto. Secondo il Comitato, il rischio è quello di un aumento dei costi, di ritardi strutturali e della possibile rinuncia da parte di alcune imprese a operare nell’area.

Costi per la collettività e sicurezza stradale

Il progetto, secondo il Comitato, non rispetta la normativa europea e italiana che impone la valutazione dei costi per la collettività. Una prima stima regionale quantifica il danno in circa 1,3 milioni di euro, ma il Comitato ritiene che la cifra reale sia sensibilmente superiore. È stato inoltre evidenziato come i dati sugli incidenti in Valnerina mostrino un numero maggiore di vittime e feriti gravi proprio nelle gallerie, come quella prevista a Sant’Anatolia, contraddicendo l’idea che l’opera possa aumentare la sicurezza.

Non meno rilevante è la perplessità espressa riguardo al parere favorevole rilasciato dal tavolo tecnico dell’Assessorato regionale all’Ambiente. Il Comitato ha ricordato che, in base alla normativa nazionale recepita dall’Umbria, tale tavolo dovrebbe essere sostituito da quello incardinato nel Sistema Regionale Prevenzione Salute dai rischi ambientali e climatici, coordinato dall’Assessorato alla Sanità.

Dubbi sul ruolo della Regione e proposte alternative

Ulteriori perplessità sono state rivolte al sostegno manifestato dall’avvocata della Regione Umbria alle richieste avanzate da Anas presso il Commissariato per gli usi civici. Una posizione che, secondo il Comitato, contrasta con la necessità di tutelare il territorio e le comunità locali.

Nel corso dell’incontro, il Comitato ha presentato il proprio progetto di valorizzazione turistica “Vie d’Acqua e di Terra”, che comprende la creazione del Parco delle Marcite, la rinaturalizzazione del fiume Corno a Biselli e il pieno ripristino della ferrovia Spoleto-Norcia. Il progetto, illustrato anche all’assessore regionale Meloni il 5 febbraio, è stato affiancato da altre tre proposte del Comitato “Noi amiamo Ferentillo”, con cui si sta costruendo una collaborazione stabile. L’obiettivo è promuovere una visione unitaria della Valnerina, dalla Cascata delle Marmore fino a Castelluccio, superando logiche localistiche che rischiano di danneggiare l’intero comprensorio.

Il dibattito pubblico e le richieste finali

Dopo le relazioni introduttive, numerosi cittadini sono intervenuti esprimendo forte preoccupazione per gli impatti ambientali ed economici del progetto Anas. Il dibattito ha evidenziato un clima di crescente consapevolezza e la volontà di difendere un territorio già provato da anni di emergenze e ricostruzioni complesse.

In chiusura, il Comitato ha avanzato quattro richieste precise: 1) che la Regione si opponga al progetto e incarichi il proprio legale di sostenere la richiesta del Comune di Norcia per il rinvio dell’udienza del 9 febbraio; 2) che i due comitati vengano convocati dagli uffici regionali competenti per discutere i progetti presentati; 3) che venga attivato rapidamente il Tavolo del Sistema Regionale Prevenzione Salute dai rischi ambientali e climatici; 4) che l’Assessorato all’Ambiente disponga che il Servizio regionale che ha espresso il parere favorevole sul progetto per Serravalle valuti direttamente la relazione DNSH, senza demandarla al MASE.

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