A Postignano torna la rassegna che unisce cultura e territorio
di RitaPaltracca
Postignano, 17 aprile 2026 – Il Castello di Postignano torna a essere il protagonista per la vita culturale dell’Umbria con l’avvio della 14°edizione di Un Castello all’orizzonte, una rassegna che abbraccia il periodo da fine aprile fino inizio novembre 2026 trasformando il borgo restaurato in un laboratorio di arte, musica, ricerca e dialogo ricco di eventi di ogni genere. L’iniziativa, sostenuta dalla Regione Umbria, dalla Provincia di Perugia e dal Comune di Sellano, propone un calendario di 37 appuntamenti che intrecciano linguaggi diversi e valorizzano un territorio che negli anni ha saputo reinventarsi attraverso la cultura.
Un mix di eventi: mostre, musica, talk , presentazioni libri, masterclass, proiezioni il tutto per accompagnare il pubblico con un’attenzione costante alla qualità artistica e alla dimensione divulgativa. Tra gli appuntamenti più attesi torna il Postignano Music Festival, giunto alla sua terza edizione. Il programma si articola in due fine settimana consecutivi, dal 4 al 6 e dall’11 al 13 settembre, sotto la direzione artistica del violoncellista e direttore d’orchestra Luigi Piovano, figura di riferimento nel panorama musicale internazionale, insieme all’imprenditore del turismo Enrico Ducrot che ricopre il ruolo di presidente della manifestazione, confermando la sinergia tra cultura e sviluppo territoriale. La Chiesa della SS. Annunziata, diventa uno spazio suggestivo e acusticamente ideale, ospitando i sei concerti e le quattro tavole rotonde che precedono gli spettacoli. Il cartellone attraversa epoche e generi: da Scarlatti a Schubert, da Piazzolla a David Bowie, dalle tradizioni popolari alla musica da film. Una scelta che riflette la volontà di costruire un dialogo tra repertori diversi, avvicinando pubblici eterogenei.
Inoltre, il festival accoglie musicisti di grande esperienza e giovani talenti. Tra i protagonisti figurano lo stesso Luigi Piovano al violoncello, il Quartetto Henao (William Chiquito, Soyeon Kim, Stefano Trevisan, Giacomo Menna), il pianista Sandro De Palma, il Quartetto di Sassofoni Accademia (Gaetano Di Bacco, Enzo Filippetti, Giuseppe Berardini, Fabrizio Paoletti), l’Ensemble Barocco di Napoli (Tommaso Rossi, Ugo Di Giovanni, Manuela Albano), il clarinettista Darko Brlek, la pianista Eugenia Tamburri e Carlo Guaitoli. Accanto ai concerti, il Conservatorio “Francesco Morlacchi” di Perugia rinnova il Concorso di Composizione riservato agli studenti, dedicato quest’anno al tema “… come un lied di Schubert …”, con un brano per quartetto d’archi. La curatela delle quattro tavole rotonde è affidata a Carlo Cavalletti, attivo da oltre trent’anni nella divulgazione musicale.
Altro importante focus sarà la fotografia con le mostre dedicate. L’esposizione del fotografo Luciano Ferrara, Corpi in relazione, curata da Arianna Catania. L’inaugurazione è prevista per il 16 maggio nell’appartamento Sabbioneta, con chiusura il 1° novembre. Le immagini, realizzate tra il 1980 e il 2000, raccontano la marginalità contemporanea attraverso il corpo: un corpo che agisce, che occupa lo spazio, che diventa strumento di espressione e testimonianza. Come ogni anno, il borgo ospita la masterclass di disegno dell’artista Michèle Delisle, docente alla Concordia University di Montreal richiamando appassionati e professionisti e consolidando il luogo come sito di formazione artistica internazionale.
Le presentazioni editoriali saranno protagoniste con sei incontri dedicati a volumi che attraversano fotografia, antropologia, musica e storia. Tra i titoli: – Gennaro Matacena Senior. Fotografie 1905–1930, presentato da Walter Guadagnini e Antonio Biasiucci; – La capitale dell’anima di Marino Niola, con Laura Valente, Mariella Pandolfi ed Elisabetta Moro; – Guido Cantelli. La perfezione come necessità di Carlo Cavalletti; – Il costituzionalismo tra tradizione e prassi di Alberto Lucarelli; – Tornare al Cairo di Denise Pardo; – Corpo a corpo. Una storia dell’arte dalla testa ai piedi di Stefano Causa e Arabella Cifani. Oltre alla sezione cinematografica con cinque proiezioni che esplorano fotografia, identità e migrazioni tra le quali: Oltre il confine di Matteo Parisini, con la partecipazione di Francesco Jodice; – Un ritratto in movimento di Mario Martone, omaggio a Mimmo Jodice; – Il grande Caucaso, terra d’asilo di Pietro Del Re, con regia di Enzo Aronica.
E per finire un appuntamento di alto livello, il 19 settembre la Chiesa della SS. Annunziata ospita il convegno Vivere il borgo: tutela, salvaguardia e valorizzazione, coordinato da Pier Luigi Petrillo in collaborazione con la cattedra UNESCO di Unitelma Sapienza. Durante l’incontro sarà presentata la Raccolta di attrezzi storici agricoli della Valnerina, curata dall’Associazione RASA, un tassello importante per la memoria rurale del territorio.
Il Castello di Postignano, abbandonato negli anni Sessanta, è rinato grazie al lungo restauro guidato dagli architetti Gennaro Matacena e Matteo Scaramella. Il borgo è interamente vincolato dal Ministero dei Beni Culturali, ha ricevuto nel 2014 un attestato di merito dalla Federazione italiana ed europea dei Club e Centri per l’UNESCO e dal 2016 fa parte de I Borghi più belli d’Italia attraverso il Comune di Sellano.
Tutte le iniziative sono ad ingresso gratuito (se non diversamente indicato) fino a esaurimento posti consigliata la prenotazione via mail: eventi@castellodipostignano.it
Un festival che continua a crescere, trasformando un borgo recuperato in un luogo vivo, aperto e in dialogo con il mondo.

Commenta per primo