Busta pesante, ma la ricostruzione non c’è, ma lo Stato chiede restituzione

 
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Busta pesante, ma la ricostruzione non c'è, ma lo Stato chiede restituzione
Fotogramma dal film Un Lento inverno

Busta pesante, ma la ricostruzione non c’è, ma lo Stato chiede restituzione

La ricostruzione non decolla, ma il governo si prepara a richiedere la restituzione della busta pesante. I rappresentanti sindacali Mario Bravi e Filippo Ciavaglia della Cgil, Bruno Mancinelli della Cisl e Andrea Russo della Uil, si sono riuniti ieri mattina a Spoleto per una conferenza stampa incentrata proprio sulla questione della busta pesante.

Gli umbri residenti nel cratere sismico interessati alla vicenda «busta pesante» sono 5.550 per circa 50 milioni di euro relativi alle ritenute fiscali da restituire.

L’inizio delle operazioni di ristorno verso le casse dello Stato sarebbero programmate al 15 ottobre, ma ciò che preoccupa maggiormente i rappresentanti sindacali è la maxi rata che dovrebbe andare a coprire gli ultimi cinque mesi. Una eventuale maxi rata provocherebbe ulteriori problemi.

Centinaia di euro, tra le 300 e le 500 euro che potrebbero provocare un vero salasso per i contribuenti del cratere. I 5.550 umbri dovranno comunque restituire il cento per cento di quanto è stato esentato in questi tre anni post-sisma.

Ci sarebbe comunque la possibilità di dilazionare il rimborso della busta pesante fino a massimo 120 mensilità, ma i sindacati propongono di rivedere questa decisione. Per la restituzione delle ritenute, i contribuenti dovranno ricordarsi di fare la domanda per la rateizzazione, altrimenti si ritroveranno a dover pagare in unica soluzione.

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