Nuovo progetto sul mare per persone fragili e loro familiari
Con l’arrivo dell’estate, per migliaia di famiglie che assistono quotidianamente una persona con disabilità il periodo delle vacanze non coincide con una pausa. La chiusura delle scuole, la sospensione di numerosi servizi e la riduzione delle attività dedicate rendono ancora più impegnativa la gestione quotidiana. Da questa consapevolezza nasce il progetto dell’Oasi Santa Rita, promosso dalla Fondazione Santa Rita da Cascia, che prevede la realizzazione di una struttura ricettiva non profit a Porto Recanati, nelle Marche, dedicata alle persone con disabilità, ai caregiver e alle loro famiglie.
Secondo il recente Rapporto CNEL-Censis sul valore sociale del caregiver, in Italia sono quasi otto milioni le persone che prestano assistenza continuativa a un familiare anziano, fragile o con disabilità. Il peso della cura incide profondamente sulla qualità della vita: l’87,6% dei caregiver riferisce conseguenze sul proprio benessere fisico, mentre l’88,3% indica lo stress emotivo e psicologico come una delle principali difficoltà. Tra le donne, sulle quali grava la parte maggiore dell’assistenza familiare, la percentuale supera il 91%. Nonostante ciò, soltanto una persona su quattro riceve un adeguato supporto psicologico.
A rappresentare questa realtà è la storia di Agnese, madre marchigiana di Emanuele, diciannovenne con disturbo dello spettro autistico. Durante i mesi estivi, racconta, le difficoltà aumentano per effetto della sospensione delle attività scolastiche e della riduzione delle occasioni di socializzazione. Per molti ragazzi con disabilità le giornate trascorrono prevalentemente in casa, con poche possibilità di vivere esperienze condivise, coltivare amicizie o partecipare ad attività ricreative.
La Fondazione Santa Rita da Cascia ha scelto di partire proprio da queste esigenze per sviluppare l’Oasi Santa Rita, un progetto sostenuto insieme al Monastero Santa Rita da Cascia. L’iniziativa punta a recuperare un immobile di proprietà delle monache agostiniane affacciato sul mare di Porto Recanati, trasformandolo in una struttura completamente accessibile e progettata secondo i principi del design universale.
L’obiettivo è offrire un ambiente inclusivo nel quale persone con disabilità, caregiver e familiari possano trascorrere periodi di soggiorno in un contesto accogliente, dotato di servizi adeguati e personale qualificato. Il progetto comprende appartamenti, una spiaggia accessibile, spazi polifunzionali destinati ad attività culturali e ricreative e aree dedicate all’incontro tra le famiglie.
Uno degli aspetti caratterizzanti dell’iniziativa riguarda il modello di ospitalità solidale. La struttura applicherà infatti tariffe agevolate e garantirà l’accoglienza gratuita alle persone che non avranno la possibilità economica di sostenere i costi del soggiorno, con l’obiettivo di rendere il diritto alla vacanza e al tempo libero realmente accessibile.
Per la presidente della Fondazione Santa Rita da Cascia e badessa del Monastero Santa Rita da Cascia, Madre Maria Grazia Cossu, il progetto rappresenta l’evoluzione di un’idea coltivata da anni e interrotta soltanto dagli effetti del sisma del 2016. L’intenzione è restituire alla struttura la sua originaria vocazione all’accoglienza, ampliandone le finalità per rispondere ai bisogni delle persone più fragili e delle loro famiglie.
La direttrice generale della Fondazione Santa Rita da Cascia, Monica Guarriello, evidenzia come il progetto voglia offrire non soltanto servizi assistenziali, ma anche opportunità di relazione, socialità, tempo libero e benessere. L’obiettivo è creare uno spazio nel quale le persone non siano identificate esclusivamente dalla propria condizione di fragilità, ma possano vivere esperienze, costruire relazioni e ritrovare una dimensione di serenità.
Attraverso l’Oasi Santa Rita, la Fondazione intende promuovere un modello di accoglienza che affianchi al percorso di cura il diritto alla vacanza, alla bellezza e alla partecipazione sociale, offrendo un sostegno concreto ai caregiver che ogni giorno affrontano il peso dell’assistenza senza poter contare su momenti di reale sollievo

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