Case di Comunità, specialisti tra Norcia e Cascia nelle cure
📌 FLASH NEWS – In Valnerina la Medicina d’Iniziativa coinvolge 280 pazienti nelle Case di Comunità di Norcia e Cascia. Il percorso riguarda insufficienza cardiaca e BPCO e ha ridotto del 30% la richiesta di visite specialistiche nei 3 mesi.
Un nuovo modello sanitario per le aree interne
La Medicina d’Iniziativa entra nel sistema dell’assistenza territoriale della Valnerina con un percorso che coinvolge attualmente 280 pazienti e punta a portare cure, controlli e specialisti più vicino alle persone. Il progetto interessa le Case di Comunità di Norcia e Cascia e coinvolge medici di medicina generale, infermieri, cardiologi, internisti e pneumologi.
L’iniziativa nasce dalle particolari esigenze di un territorio caratterizzato dallo spopolamento e dal progressivo invecchiamento della popolazione, fenomeni che hanno subito un’accelerazione dopo il sisma del 2016. In questo contesto, garantire servizi sanitari accessibili senza costringere i cittadini a frequenti trasferimenti verso strutture esterne al Distretto rappresenta uno degli obiettivi principali dell’Azienda Usl Umbria 2.
Il modello punta soprattutto sulle necessità dei grandi anziani e delle persone affette da patologie croniche, per le quali gli spostamenti possono rappresentare un ulteriore elemento di difficoltà nella gestione delle cure.
La Medicina d’Iniziativa porta le cure sul territorio
Il principio alla base del progetto è quello di intercettare attivamente i bisogni sanitari della popolazione, senza attendere che sia necessariamente il paziente a rivolgersi all’ospedale o ad altre strutture sanitarie.
La Medicina d’Iniziativa si inserisce quindi nel rafforzamento dell’assistenza di prossimità, attraverso un’organizzazione capace di mettere in relazione le diverse professionalità già presenti sul territorio.
Il percorso viene coordinato dalla Direzione Strategica dell’Azienda Usl Umbria 2 e dalla direttrice del Distretto Valnerina, Simona Marchesi, ed è fortemente sostenuto dalla Regione Umbria.
L’obiettivo è costruire per ciascun paziente un percorso specialistico personalizzato che possa essere seguito, per quanto previsto dal progetto, all’interno della stessa area della Valnerina.
Le esperienze avviate dopo il terremoto del 2016
Il nuovo modello parte da un’esperienza assistenziale sviluppata negli anni successivi al terremoto. Dopo il sisma del 2016, infatti, il Distretto Valnerina aveva attivato trattamenti in regime di day hospital rivolti ai pazienti con insufficienza cardiaca avanzata.
Il personale medico e infermieristico era stato formato specificamente per la gestione delle terapie infusionali e per la programmazione di controlli mirati.
Quell’esperienza ha ottenuto nel 2023 un riconoscimento dall’Istituto Sant’Anna di Pisa, che l’ha certificata come best practice nella gestione dello scompenso cardiaco.
Il progetto attuale amplia l’impostazione adottata in precedenza. L’attività non è infatti rivolta soltanto ai pazienti già conosciuti dalle strutture sanitarie, ma punta a raggiungere in maniera proattiva la comunità, individuando i bisogni legati alle principali patologie croniche.
Insufficienza cardiaca e BPCO al centro del progetto
L’intervento si concentra in questa fase su due delle principali cronicità che interessano la popolazione con più di 65 anni: l’insufficienza cardiaca e la broncopneumopatia cronica ostruttiva, BPCO.
La rete assistenziale riunisce i medici di medicina generale, gli infermieri del territorio e l’équipe del Day Hospital medico. A queste professionalità si aggiungono gli specialisti coinvolti nei percorsi predisposti per i singoli pazienti.
Cardiologi, internisti e pneumologi operano nelle Case di Comunità di Norcia e Cascia, dove vengono effettuati i controlli previsti e la riconciliazione terapeutica.
L’organizzazione punta così a concentrare sul territorio prestazioni che consentano ai pazienti di evitare, quando possibile nell’ambito del percorso, trasferimenti verso altre strutture sanitarie.
Sono 280 i pazienti già inseriti nei percorsi
Secondo quanto riferito dalla direttrice del Distretto Valnerina Simona Marchesi, il programma ha registrato la piena adesione dei medici di famiglia e degli infermieri, insieme a una crescente richiesta spontanea da parte dei cittadini.
I pazienti attualmente arruolati sono 280. Per ciascuno viene predisposto un percorso personalizzato con il coinvolgimento delle diverse figure specialistiche necessarie.
La collaborazione tra medicina generale, assistenza infermieristica e specialisti costituisce uno degli elementi centrali del modello. Il paziente viene seguito attraverso una rete che mantiene sul territorio sia i controlli sia la verifica delle terapie.
Il sistema è stato organizzato con l’obiettivo di garantire maggiore continuità assistenziale e, contemporaneamente, ridurre i disagi logistici per i pazienti e per i caregiver che li accompagnano e assistono.
Visite specialistiche ridotte del 30 per cento
I primi risultati comunicati dall’Azienda Usl Umbria 2 riguardano i primi tre mesi di attività. Secondo quanto spiegato da Simona Marchesi, il modello di prossimità ha permesso di contenere la spesa farmaceutica e di ridurre del 30 per cento la richiesta di visite specialistiche.
La diminuzione delle richieste si accompagna alla possibilità di effettuare controlli e attività previste dal percorso direttamente nelle strutture di Norcia e Cascia, limitando così gli spostamenti per le persone coinvolte.
Il dato assume particolare rilievo in un territorio nel quale distanze, caratteristiche geografiche e composizione anagrafica della popolazione rendono più complesso l’accesso ai servizi collocati fuori dal Distretto sanitario.
Il progetto cerca quindi di affrontare contemporaneamente la gestione delle cronicità e la necessità di avvicinare l’assistenza ai luoghi di vita dei cittadini.
Da fine agosto un questionario rivolto agli utenti
Una nuova fase è prevista dalla fine di agosto, quando sarà introdotto un questionario destinato a raccogliere le aspettative degli utenti.
Lo strumento servirà a valutare le esigenze dei cittadini che utilizzano il servizio e a individuare gli aspetti sui quali intervenire per migliorare ulteriormente il percorso assistenziale.
La partecipazione degli utenti si aggiunge quindi alla collaborazione già avviata tra professionisti sanitari e strutture territoriali. L’obiettivo rimane quello di adattare progressivamente il modello alle necessità della popolazione della Valnerina.
L’ipotesi di estensione ai follow-up oncologici
Tra gli sviluppi indicati dalla direzione del Distretto c’è anche l’auspicio di estendere rapidamente il progetto ai follow-up oncologici sul territorio.
Le aree individuate riguardano mammella, prostata, polmone e colon-retto. L’eventuale ampliamento consentirebbe di applicare la stessa impostazione di prossimità anche ai controlli successivi relativi a questi percorsi oncologici.
Il progetto della Medicina d’Iniziativa rappresenta così un ulteriore passaggio nell’organizzazione dei servizi sanitari territoriali della Valnerina. Partendo dall’esperienza maturata nella gestione dello scompenso cardiaco, l’Azienda Usl Umbria 2 ha ampliato il modello coinvolgendo l’intera rete locale.
Con 280 pazienti già inseriti nei percorsi personalizzati, le Case di Comunità di Norcia e Cascia diventano i punti di riferimento di un sistema che punta a seguire le cronicità direttamente nelle aree interne, riducendo gli spostamenti e rafforzando la presenza dell’assistenza sanitaria sul territorio

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