Sisma, Coldiretti, la fioritura della lenticchia di Castelluccio è salva

L’arrivo dei trattori e degli altri mezzi agricoli scortati nell’altopiano, salva lo straordinario spettacolo della fioritura

 
Chiama o scrivi in redazione


Foto di Daniele Testa

Sisma, Coldiretti, la fioritura della lenticchia di Castelluccio è salva NORCIA – L’arrivo dei trattori e degli altri mezzi agricoli scortati nell’altopiano, salva lo straordinario spettacolo della fioritura della lenticchia di Castelluccio atteso da 250mila turisti, ma anche una specialità divenuta il simbolo della riscossa delle aree terremotate.

© Protetto da Copyright DMCA

È quanto afferma Coldiretti Umbria nel commentare la possibilità di transito alternativo offerta agli agricoltori anche grazie all’esercito dopo la mobilitazione per ridurre un insostenibile percorso. Una corsa contro il tempo per garantire la sopravvivenza di un prodotto simbolo delle aree terremotate che alimenta un importante indotto economico ed occupazionale e svolge un effetto traino per il turismo e l’intero settore agroalimentare.

La lenticchia di Castelluccio – informa Coldiretti – è un prodotto dell’agricoltura di montagna coltivato in maniera del tutto naturale a quota 1.400 metri secondo le prescrizioni del disciplinare di produzione approvato dall’Unione Europea. La lenticchia viene seminata su una superficie di circa 525 ettari per una produzione che, a seconda delle stagioni – continua la Coldiretti –  si aggira attorno ai 3.700 quintali di prodotto.

La Lenticchia di Castelluccio di Norcia IGP è confezionata in sacchetti di juta o plastica ed in contenitori di cartone, dal peso di 250 gr, ½ kg o 1 kg che riportano, in tutti e tre i casi il marchio comunitario IGP (Indicazione Geografica Protetta). Un aspetto da tenere in considerazione è infatti quello – conclude Coldiretti – della difesa della lenticchia di Castelluccio di Norcia Igp dalle frodi che si sono allargate anche su Internet.

 

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*