Nero Norcia, “Vivere nella legalità”, summit nella città di San Benedetto

Nero Norcia, "Vivere nella legalità", summit nella città di San Benedetto L'invito ai giovani: "La cultura strumento essenziale per non essere massa"

Nero Norcia, “Vivere nella legalità”, summit nella città di San Benedetto
L’invito ai giovani: “La cultura strumento essenziale per non essere massa”

“Non aver paura di denunciare episodi illegali, ma combattere sempre l’arroganza e la prepotenza dei pochi a danno dei più, e soprattutto non diventare mai massa”. Questo è il messaggio diffuso dal Teatro civico di Norcia da parte del generale Vincenzo Giuliani in occasione del convegno “Vivere nella legalità” che ha aperto “Nero Norcia”, la 53ma Mostra Mercato nazionale del tartufo nero pregiato in corso questo fine settimana e il prossimo. La legalita’ affrontata nei suoi molteplici aspetti è stato il tema sviluppato nel corso del convegno promosso dal Comune in collaborazione con l’Omnicomprensivo “De-Gasperi-Battaglia” di Norcia e la locale tenenza dei carabinieri.

Prestigioso il tavolo dei relatori che ha visto seduti il sottosegretario al Ministero dell’Interno, onorevole Gianpiero Bocci, il vice comandante dell’Arma dei carabinieri, generale Vincenzo Giuliani, il procuratore aggiunto di Reggio Calabria Nicola Gratteri e il procuratore della Repubblica di Spoleto Alessandro Giuseppe Cannevale.
Il momento di oggi è la sintesi di un processo educativo sulla legalità iniziato mesi fa con gli  studenti per volontà della dirigente scolastica  del “De Gasperi-Battaglia” Rosella Tonti e del comandante della Tenenza di Norcia Enrico Alfano.

Il procuratore Cannevale ha legato il concetto della legalità alla cultura. “Legalità e cultura sono strettamente correlate – ha detto -. La seconda serve alla prima perché aiuta a vedere il mondo sotto altri occhi e non di concepirlo come qualcosa di cui appropriarsene a tutti i costi”.

Nicola Gratteri con il suo intervento è arrivato al cuore della platea parlando della difficoltà che si trova a vivere il nostro Paese rispetto alle sfide che i ragazzi incontreranno nel momento di cercare lavoro. “Non è la povertà che porta a delinquere, ma l’impostazione che viene dalla famiglia perché i ragazzi sono come spugne e ciò di cui si nutrono all’interno delle mura domestiche si riverbera nella vita. Il figlio di ‘ndranghetisti al 99% lo diventeranno”.

Gratteri ha esortato i giovani presenti a studiare perché è la vera arma di salvezza. L’impegno su questo sentito tema è proseguito nel pomeriggio con la firma del Protocollo di intesa sulla Legalità. Il documento oltre agli Enti locali della Valle del Nera chiama in causa la Prefettura della provincia di Perugia ed ha già ottenuto l’approvazione delle giunte municipali interessate.

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