A Scheggino domani si inaugura la mostra “A quantum experience #2”

 
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A Scheggino domani si inaugura la mostra "A quantum experience #2"

A Scheggino domani si inaugura la mostra “A quantum experience #2” Si chiama “A quantum experience #2” il progetto artistico di Silvia Piconi e a cura di Gianluca Marziani che sarà ospitato, a partire da domani pomeriggio (sabato 15 dicembre) allo Spazio arte Valcasana di Scheggino. L’inaugurazione è in programma alle ore 17, nell’ambito della manifestazione “Il Borgo di Babbo Natale”, che fino a lunedì vede nella perla della Valnerina tantissime iniziative dedicate a grandi e piccoli.

“A quantum experience” è una mostra in movimento, che tocca anche altre tappe: Terni e Spoleto. L’ossigeno – spiegano i promotori – è la perfetta metafora per definire il modus operandi di Silvia Piconi. L’apparato del respiro nasconde, sotto la sua fluida naturalità, una complessa macchina organica; in modo simile, le opere dell’artista umbra nascondono un insieme di strategie e azioni che si allineano in una nuova natura olistica. L’inspirazione riguarda l’ideazione, l’elaborazione e la costruzione dell’opera; l’espirazione riguarda, invece, l’inserimento dell’opera in un circuito espositivo, un’offerta di fruizione che rivela il pensiero, l’intimità e le emozioni al mondo esterno.

Inspirare significa ragionare sul processo interno dell’opera, sul suo status estetico e concettuale, sulla struttura eterogenea che la definisce, sul metabolismo ciclico del progetto in generale. Espirare implica una strategia allestitiva, una connessione con l’ambiente esterno, coi fruitori e i luoghi espositivi, con la temporaneità delle mostre e la conservazione in un apparato collezionistico. L’opera è vista quindi come risultato solido di un flusso respiratorio tra interiorità e mondo reale.

Silvia Piconi arriva all’arte visiva attraverso gli studi in psicologia clinica e psicoterapia, con un occhio specialistico sul tema dell’ipnosi. La psiche si conferma soggetto d’indagine privilegiato, un campo terapeutico che si allarga all’espressione corporea e al valore aperto dell’atto creativo. Attraverso un processo sincretico, la Piconi connette scienza, corpo e gesto nei suoi box figurativi dai layer dialoganti.

Il primo layer riguarda l’azione performativa in cui l’artista interagisce con le sculture di altri autori, collocate in luoghi aperti di varia tipologia; il secondo layer riguarda i segni pittorici che definiscono le linee energetiche del flusso muscolare; messi in relazione, i due layer fondono spazio e tempo e creano la struttura sintattica dell’opera, registrando nel box la corrispondenza tra spazio, tempo e azione.

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